Udine, il procuratore della Repubblica confessa: “Criminalità? Colpa di immigrati e zingari”

Un numero preoccupante di azioni delittuose a opera di nomadi e di stranieri, soprattutto albanesi e romeni, cui le forze dell’ordine non riescono a contrapporre un sufficiente contrasto per gravissime carenze di personale e di mezzi, mentre la Procura dispone di personale appena sufficiente a fronteggiare la mole di lavoro imposta dalle udienze e dalle indagini. Questi i tratti salienti della relazione sull’amministrazione della giustizia per il 2012 firmata dal procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi.

Violenza. Mentre «le organizzazioni dei nomadi “si occupano” in maniera rilevante di reati contro il patrimonio – annota Biancardi – gli albanesi commettono in genere delitti di lesioni personali, stante il carattere aggressivo di coloro che si trovano nel nostro territorio, che non esitano anche per non gravi litigi a ricorrere ad armi bianche, specie coltelli».

Tratta di donne. «Particolarmente dediti a gravi delitti legati alla prostituzione – segnala il procuratore – risultano i romeni che, con promesse di lecite attività lavorative, riescono a “importare” giovani di sesso femminile, indotte, con minacce e percosse, a prostituirsi incassando poi a loro profitto i compensi delle prestazioni carnali subite dalle giovani.

Dopo il sindaco di Bari , l’esponente del PD Michele Emiliano, un altro rappresentante delle istituzioni è costretto ad ammettere ciò che i media di regime nascondono sotto il tappeto. La criminalità e il degrado, specie in certe zone d’Italia ma ormai anche il sud non è immune dal problema, sono una prerogativa degli immigrati (e degli zingari, ma per favore non ci incriminate sono le parole del procuratore non le nostre). Come dire, uno alla volta ci stanno dando ragione tutti e non possiamo che esserne soddisfatti. Alcune parole del procuratore sono molto significative, riferendosi agli albanesi il dottor Biancardi lascia infatti intendere che vi sia una sorta di “indole malvagia” delle persone di tale nazionalità presenti sul territorio: “gli albanesi commettono in genere delitti di lesioni personali, stante il carattere aggressivo di coloro che si trovano nel nostro territorio, che non esitano anche per non gravi litigi a ricorrere ad armi bianche, specie coltelli». Probabilmente qualche PM della procura di Udine aprirà un’inchiesta sul suo superiore e lo incriminerà per istigazione all’odio razziale, come si permette di dire che gli albanesi hanno un “carattere aggressivo”? Razzista che non è altro.

Come dicono sempre gli psicologi, il primo passo per risolvere un problema è prendere atto della sua esistenza; i primi passi si stanno dunque compiendo ma a questa consapevolezza dovranno seguire i fatti ovvero la chiusura delle frontiere e il rimpatrio degli immigrati. Se nulla sarà fatto arriverà il giorno in cui gli italiani diranno basta e provvederanno da soli, fregandosene degli inetti al potere.

 


1 comment

  1. Werner gennaio 28, 2013 11:11 pm  Rispondi

    Il fatto che gli albanesi siano tra le comunità immigrate presenti nel nostro territtorio e che delinquono (criminalità organizzata, delitti, stupri, prostituzione e droga) maggiormente, non è dovuto solo alla malvagia indole che essi possiedono e che indubbiamente esiste, ma anche per ragioni numeriche.

    A supporto di queste considerazioni vi è questo Rapporto pubblicato dal Ministero dell’Interno (http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/14/0900_rapporto_criminalita.pdf), che parla della criminalità in generale, e quando si sofferma su quella immigrata, dice chiaramente che a delinquere maggiormente nel complesso sono gli albanesi, i romeni e i marocchini.

    Da notare come complessivamente tra il 2004 e il 2006, gli stranieri che in Italia erano in quel periodo il 4,5% della popolazione, hanno un’alta incidenza su reati come omicidi (30%), violenze sessuali (37%), furti con destrezza (66%) e rapine in abitazione (52%), cioè la loro incidenza su alcuni dei reati commessi in Italia è nettamente maggiore della loro incidenza sulla popolazione totale.

    Addirittura ci sono gli algerini che pur essendo lo 0,7% degli immigrati presenti, il 7% dei borseggi in Italia in quel periodo fu opera loro.

    Poi però ecco la Comunità di Sant’Egidio di Riccardi, che come sempre “non vede” alcuna relazione tra criminalità e immigrazione.

    http://www.santegidio.org/pageID/64/langID/vi/itemID/7261/I_vescovi_sugli_immigrati_Reati_Pari_agli_italiani.html

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