I soldi del volontariato? Agli Zingari!

Altri 30mila euro per migliorare il “welfare” degli Zingari. Soldi nostri, soldi razziati dal Fondo dell’Osservatorio Nazionale per il Volontariato, soldi buttati dal Governo Monti in collaborazione con comune e provincia di Cosenza.

Ha l’obiettivo di inserimento sociale della comunità Rom di Cosenza il progetto Prom finanziato dal Fondo dell’Osservatorio Nazionale per il Volontariato – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, promosso dall’Avas Presila. Il progetto , risultato vincitore di un finanziamento di circa 30 mila euro, selezionato tra i primi 60 tra gli oltre mille presentati, è stato illustrato dal Presidente dell’Avas Presila, Aurelio Scrivano e dal Responsabile del Progetto, Dario Franceschiello.
L’idea, messa in campo dall’Avas Presila vede coinvolti, quali partner istituzionali, il Comune di Cosenza, la Provincia di Cosenza, l’Azienda Ospedaliera e l’ASP di Cosenza. “La comunità ROM della città di Cosenza -ha spiegato Aurelio Scrivano- presenta evidente situazione di emarginazione sociale legata a debolezza economica, socio-familiare, culturale nonché sanitaria. Quello che ci si propone di attivare è un welfare mix di servizi forniti da soggetti attivi sul territorio, come le associazioni di volontariato, in modo che anche i ROM possano sentirsi parte integrante di un sistema sociale. La scommessa si gioca sempre più su di un recupero integrale della persona e su un suo deciso reinserimento sociale”.

Le solite parole vuote per girare intorno alla solita notizia: altri soldi delle nostre tasse buttati per “integrare” gli Zingari. Non è paradossale che i soldi del Ministero del Lavoro, soldi rubati alle tasche degli Italiani, vadano ad una popolazione che con il lavoro ha un rapporto, quantomeno, poco “idilliaco”?

Del resto sappiamo come gli enti locali usano i nostri soldi quando ci sono di mezzo i Rom, lo abbiamo appreso ieri nel caso della Regione Toscana.

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1 comment

  1. Werner marzo 12, 2013 9:37 pm  Rispondi

    Uno sperpero simile di denaro pubblico poi viene fatto in una regione come la Calabria, dove la povertà è diffusissima e il tasso di disoccupazione presenta numeri spaventosi: a tutt’oggi molti giovani calabresi emigrano verso il Nord e il Centro Italia, perché nella loro terra non c’è nulla!

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