Diversità etnica: conflitti, povertà e autoritarismo

QUESTE SONO LE LINEE DI UN SAGGIO CHE STIAMO PREPARANDO SUL TEMA DELLA DIVERSITA’ ETNICA

• Diversità e conflitti.  I conflitti interni sono  più comuni nei paesi etnicamente diversi. Più un paese è etnicamente frammentato, più i cittadini di quel paese sono disposti a competere, anche in modo violento , per le risorse. Alcuni esempi sono la Yugoslavia e poi la Bosnia. E in situazioni di crisi e scarsità di risorse, questi conflitti si acuiscono. I paesi più dis-omogenei dal punto di vista etnico sono i paesi africani, e sono anche i luoghi meno sicuri al mondo.

• La diversità è correlata ad un basso PIL pro capite.  Più un paese è frammentato lungo linee linguistiche ed etniche più è basso il Pil pro capite dei suoi cittadini. Perché gli individui non collaborano nel perseguimento dell’interesse comune e non hanno la fiducia necessaria l’uno nell’altro. Ha analizzato il fenomeno lo studioso di Harvard Putnam, in studi nei quali ha dimostrato che più un quartiere diviene “diverso”, più i legami sociali si sfilacciano e meno collaborativi sono tra loro gli abitanti.

• La Democrazia è correlata alla omogeneità etnica.  La democrazia, che è il regime “una testa un voto”, non può esistere quando il potere è conteso tra differenti etnie, infatti il voto finisce obbligatoriamente per spaccarsi lungo linee etniche, rendendo impossibile le differenziazioni essenziali in un contesto democratico. Basti pensare al caso del partito etnico dei tedeschi in Alto Adige: viene votato perché è il “loro partito”, non per le politiche che propone. L’indice di democrazia  di un paese è infatti inversamente proporzionale al frazionamento etnico. Questo risultato è coerente con la teoria e le prove presentate in Aghion, Alesina e Trebbi (2002). L’idea è che nelle società etnicamente più frammentate, i gruppi competono per il potere, e alla fine un gruppo impone restrizioni alla libertà politica per imporre il controllo sugli altri gruppi. Nelle società più omogenee, la fiducia reciproca tra i cittadini che appartengono alla stessa etnia è più facile da governare e più democratico in quanto i conflitti sono meno intensi.


4 Comments

  1. roby maggio 18, 2013 3:08 am  Rispondi

    Italia agli italiani stop!

  2. Werner maggio 18, 2013 11:44 am  Rispondi

    Gli stati multietnici non durano a lungo e i fautori dell’immigrazione, servi del Sistema di matrice giudaico-massonica, lo sanno perfettamente, infatti l’obbiettivo è proprio quello di distruggere l’identità etnica, culturale, linguistica e religiosa del singolo paese europeo, cioè distruggerne le fondamenta, che è sinonimo anche di cancellazione dei suoi confini, della sua unità politica.

    L’obbiettivo è sostanzialmente quello impostato dal criminoso Piano Kalergi, cioè di rendere l’Europa “un tutt’uno”, un grande contenitore di diversità incapaci di potersi identificare in una cosa sola, attraverso la creazione dell’Unione Europea, la diffusione della contraccezione tra i popoli europei per non farli procreare, la globalizzazione economica, e l’immigrazione selvaggia e incontrollata afro-islamica.

    • Antonella maggio 23, 2013 6:30 pm  Rispondi

      Hai ragione. Vorrebbero fare dell’Europa un secondo “Stati Uniti”, ma qui non abbiamo nulla in comune con loro, pertanto i piani massonici qui non possono funzionare
      Che vadano al diavolo insieme alla loro multietnicità

  3. Marte Ultore maggio 22, 2013 6:15 pm  Rispondi

    roby ha detto tutto, parole sprecato aggiungere altro.

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