Adozioni internazionali: bambino etiope si uccide, non si adattava

(ANSA) – MILANO – Si e’ impiccato a un albero a Biassono, nel Milanese, un ragazzino etiope di 14 anni che si era allontanato dalla casa in cui viveva con la famiglia adottiva a Paderno Dugnano, nel Milanese. Il corpo del ragazzo e’ stato trovato oggi dai carabinieri. Il quattordicenne, in casa, aveva lasciato un biglietto in cui scriveva di voler farla finita perche’ non riusciva ad adattarsi all’ambiente in cui viveva.

Stavo scrivendo un articolo sulle adozioni internazionali – contro le adozioni internazionali – che noi riteniamo dannose, sia per l’individuo che ne è “oggetto”, sia per la società ospitante che si ritrova ad avere a che fare con individui alienati, quando arriva questa triste notizia.

Dietro il fenomeno delle adozioni internazionali c’è un grande business nel quale si cibano numerose associazioni e individui senza scrupoli. Spesso sono gli stessi che lucrano sull’immigrazione.

Le adozioni internazionali, nel caso vi siano differenze tali – tra bambino e società d’accoglienza – da rendere impossibile l’assimilazione di questi nel tessuto sociale, sono un mero atto di egoismo da parte dei genitori adottivi. Un vero atto d’amore sono le adozioni a distanza, con le quali si permette al bambino di crescere nel proprio ambiente e in armonia con la cultura d’origine.

Per questo diciamo che anche il 14enne etiope è una vittima della propaganda che vuole gli uomini intercambiabili. Una vittima del perverso esperimento di “mescolamento” globale: gli uomini non sono oggetti.
I bambini hanno il diritto – nel limite del possibile – a crescere nel loro ambiente naturale: né più né meno di un cucciolo di leone che ha diritto a vivere con i suoi simili. Ad esprimere se stesso.

Nella loro folle foga “multietnica” non si fanno scrupoli di calpestare i cadaveri che ne sono vittime. Ma rispetto agli “sperimentatori” del passato sono più scaltri: loro lo fanno “per amore verso l’altro”. O meglio: dicono di farlo per “amore verso gli altri”. In realtà lo fanno solo per se stessi e per la propria ossessione.

Ps. Un lettore ci ha segnalato che si tratta dello stesso bambino di cui avevamo parlato in questo articolo:
http://xn--identit-fwa.com/blog/2012/01/07/perche-non-mi-avete-lasciato-in-etiopia/


14 Comments

  1. Mary febbraio 20, 2013 11:22 pm  Rispondi

    Il problema è che se cerchi di adottare un bambino italiano ti trattano come il peggiore dei delinquenti, con mille controlli. Diciamocelo: adottare all’estero è più facile in termini di burocrazia controlli eccetera. Serve un cambiamento radicale nel sistema delle adozioni. Proponete qualcosa in un articolo! Penso sia un argomento d’interesse.

  2. admin
    admin febbraio 21, 2013 12:10 am  Rispondi

    Ma qui è da ribaltare il concetto che sta alla base: l’adozione non è un diritto di genitori alla ricerca di un cucciolo, ma dei bambini. Il problema nasce proprio da questo mondo alla rovescia dove tutto è “oggetto”, anche i bambini, e in questo mondo sembra un diritto anche adottare per forza.

  3. Werner febbraio 21, 2013 12:50 am  Rispondi

    Diciamocelo apertamente, adottare bambini orfani italiani è difficile, perchè a rendere difficile l’adozione sono queste associazioni xenofile e immigrazioniste che si spacciano come associazioni per la tutela dei minori.

    A loro non interessa che il bambino italiano o straniero che sia, trovi una famiglia che lo accolga, a loro interessa importare i piccoli negretti, sottrarli alle famiglie d’origine e trapiantarli qui, perchè questo è l’ordine che loro hanno dai loro finanziatori occulti, ovvero la massoneria razzista e mondialista di matrice giudaica.

    Una cosa simile l’avevano fatta i tedeschi quando occuparono la Polonia nel 1939, cioè tolsero i bambini ai loro genitori polacchi per “germanizzarli”, e questo è ciò che voglion fare con questi negretti, “italianizzarli”, cioè farli convincere di essere qualcosa che non sono, e dimenticare le loro radici.

    Questo è davvero disumano, non credete?

    • admin
      admin febbraio 21, 2013 12:54 am  Rispondi

      Dobbiamo essere onesti: fortunatamente ci sono pochissimi bimbi italiani da adottare, perché ci sono pochissime famiglie che li abbandonano.

  4. Werner febbraio 21, 2013 1:02 am  Rispondi

    Condivido il tuo ragionamento, e aggiungo che questa cosa è dovuta al fatto che qui si fanno pochi figli, mentre invece in Africa le popolazioni proliferano in maniera irresponsabile, che causa la loro miseria, e su questa loro miseria, le associazioni di cui ho parlato nel commento, ci speculano su, invece di risolvere il problema alla radice, cioè, andare lì e sterilizzare in massa le popolazioni africane facendo abbassare il numero medio di figli a due, il valore di sostituzione.

    • admin
      admin febbraio 21, 2013 1:27 am  Rispondi

      Se ne fanno pochi perché si ha un concetto di famiglia nel quale ci si vuole prendere cura dei figli in modo completo. E se non esistesse l’immigrazione, una sana denatalità non sarebbe un problema, anzi.

  5. A febbraio 21, 2013 6:07 am  Rispondi

    Paragonare un bambino ad un “cucciolo di leone” nel suo “ambiente naturale”. C’è differenza fra un cucciolo di bestia e uno d’uomo. Generalizzare così e strumentalizzare un caso con le sue particolarità e individualità per fare propaganda contro le adozioni internazionali: ecco cosa trovo rivoltante. Per questo povero ragazzo il distacco dalla famiglia d’origine è stato tragico, per altri che magari famiglia non ne hanno proprio l’adozione è una BENEDIZIONE. Una salvezza da morte certa. E non rimpiangeranno la fame, la sete, la malaria e la solitudine del loro “ambiente naturale” se potranno avere di meglio. Criteri migliori per le adozioni ne serviranno di sicuro ma buttare il bambino con l’acqua sporca puzza di propaganda da mille miglia.
    Cordiali saluti
    Lettore episodico

    • admin
      admin febbraio 21, 2013 2:40 pm  Rispondi

      Ha fatto un “copia incolla” da qualche associazione che si occupa del racket delle adozioni internazionali? Perché così parrebbe.
      L’uomo, benché dotato di intelletto superiore – ma forse “a causa” di questo a maggior ragione – è un animale come tutti gli altri, e come ogni animale vive meglio nel suo ambiente naturale. Che poi un bambino possa anche adattarsi – ma spesso nemmeno si adattano – è ovvio, ma perché farlo soffrire invece di aiutarlo a crescere in una famiglia del suo luogo natio dove può crescere nell’ambiente a lui congeniale? Solo per l’egoismo di chi vuole un bambino a tutti i costi. E questo egoismo poi pesa, sia sul bambino, che sulla società ospite che si trova un individuo infelice e alienato. Se essere contro questo lei lo trova “rivoltante”, fatti suoi.

  6. Pietro febbraio 21, 2013 7:24 pm  Rispondi

    E pensare che il ragazzino nel 2012 era già fuggito dalla casa dei genitori adottivi per tornare in Etiopia (credendo fosse una cosa alla sua portata). Quando gli Agenti della Polizia Ferroviaria lo riportatono dai genitori adottivi il ragazzino confessò che sentiva la mancanza dei suoi due fratelli rimasti in Etiopia e rivolgendosi con tono disperato ai genitori adottivi disse: “ma perchè avete preso giusto me?”. Non si era ambientato e mai l’avrebbe fatto.
    Ma pensate quando questa società malata e perversa consentirà l’adozione di bimbi a coppie gay e lesbian……a quanti suicidi di innocenti dovremo assistere? Chi si permetterà di condannare un bambino a vivere con 2 gay o con 2 lesbiche?

  7. Marco febbraio 21, 2013 10:25 pm  Rispondi

    http://www.tribunaledeiminori.it/adozione.php Le prime righe sono agghiaccianti……….Una coppia di italiani non ha il diritto di sapere di che “etnia” è il bambino e scegliere cosa fare in proposito? Se una coppia sceglie di adottare in Italia è perchè probabilmente vuole un bambino italiano, non un bambino figlio di immigrati in Italia, o sbaglio? Ma pensano che queste forzature inducano la gente ad essere più bendisposta verso l’immigrazione???

  8. gabriele luglio 3, 2013 3:50 pm  Rispondi

    sì,sì è vero infatti tutti sicuramente sapevano che i suoi genitori erano italiani,sì gli ebrei i comunisti ,i cattolici ,l’armata rossa,l’inquisizione. e blabla bla. soliti discorsi da adulti che si sono dimenticati di essere stati adolescenti. i miei genitori hanno sostenuto una bambina delllo sri lanka a distanza oltre ad averne adottati due (me e mia sorella) l’avranno obbligati gli Identitari a farlo? Non voglio insultare nessuno,se l’ho fatto ditemelo ,vi chiederò scusa (parola di un cucciolo di tigre)

    • admin
      admin luglio 3, 2013 7:24 pm  Rispondi

      Sinceramente non è chiaro il suo commento. Provi a riscriverlo, ovviamente nessuno si è offeso.

  9. gabriele luglio 3, 2013 4:14 pm  Rispondi

    volete sapere chi è come me secondo me? i miei genitori e la mia famiglia (quella che mi ha cresciuto) sono come me. è vero che la situazione di questo ragazzo era diversa dalla mia che sono venuto qui quando avevo appena due mesi.

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