Mastropasqua se ne va, Kyenge resta

Oggi si è dimesso il presidente dell’Inps, tra le altre cose, aveva comprato una laurea. Un reato. Bene.
Ma se entri in Italia clandestino e vivi abusivamente sfruttando il nostro Stato Sociale e le nostre scuole, ti fanno ministro. Della ‘integrazione’.

Sono cose misteriose.

Lady Congo è da quasi un anno ministro, dopo essersi comprata la candidatura – parola del marito – dal Pd. Intoccabile. Eppure, entrare clandestinamente in un Paese, è un qualcosa di un ‘tantino’ più grave di una laurea comprata per mancanza di autostima.

Non solo. L’hanno fatta ministro, ma a capo di un ministero che si occupa proprio di immigrazione. Come mettere Lupin custode al Louvre.

7 Comments

    • Antonella febbraio 1, 2014 9:10 pm  Rispondi

      traduzione?

  1. Pietro febbraio 3, 2014 6:10 pm  Rispondi

    Speriamo che una volta approvato l’Italicum Re Giorgio si decida a sciogliere le Camere e si torni al voto. Così oltre al governo Kyenge ci togliamo di torno anche la Boldrini.
    Ancora meglio se dopo aver sciolto le Camere si dimette e rinuncia alla carica di Senatore a vita.

  2. Werner febbraio 6, 2014 6:02 pm  Rispondi

    Già, la Kyenge dovrebbe dimettersi per EVIDENTE CONFLITTO D’INTERESSI!

    D’altronde, lei e tutta questa feccia politica che ci governa per integrazione intende ACCETTAZIONE FORZOSA DELL’IMMIGRATO, ANCHE SE DELINQUE.

  3. arden febbraio 9, 2014 5:11 pm  Rispondi

    Si potrebbero fare battute da prendere, però, sul serio sulla incompatibilità della Kyenge con molte cose che nulla hanno che fare con i motivi per cui si dovrebbe essere chiamati a ricoprire una carica istituzionale. Ma la cose da ridere più di tutte, tranne che a comprenderne il senso reale (la garazza-immagine dell’Italia futura), è che Letta l’abbia scelta per ‘cambiare l’Italia.’ Quando Letta cadrà, per non rialzarsi mai più, incapace brutta statuina di un governo di facciata (la sua; ma sulla pelle degli Italiani), vediamo se si porterà deitro la kynege o se ci sarà qualcuno disposto a riclicarla nella raccolta indifferenziata di una Repubblica sempre meno sovrana.

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