Per chi non lo sapesse, Cobb è un americano, con alcune idee giuste ed altre piuttosto strampalate, che vorrebbe fare per un gruppo di bianchi, quello che normalmente altri gruppi possono fare negli Usa: creare un territorio tutto per loro. A cominciare da una piccola cittadini.
Del resto, gli hamish possono vivere nelle loro comunità, senza che venga loro imposta la presenza di non-hamish, lo stesso gli indiani fanno nelle riserve con annessi casinò. Ma se lo fanno i bianchi allora è ‘razzismo’: misteri della società multiculturale.
L’altro giorno Cobb, che non è un ‘neonazista’ come lo definisce il poco informato Corriere della Sera..ma lasciamo parlare proprio il corrierino:
Voleva trasformare il suo piccolo villaggio di Leith, nel North Dakota, nella città della purezza della razza bianca. Ma a quanto sembra neppure lui potrebbe abitarci: il noto ideologo razzista americano Craig Cobb ha scoperto durante la trasmissione televisiva Trisha Goddard show, con suo sommo sconcerto, di avere antenati di colore.
TEST — Il test del Dna, a cui il sessantatreenne si è sottoposto, è stato implacabile: i dati raccolti hanno mostrato come il 14% dei suoi geni derivino da popolazioni «sub-sahariane», ovvero antenati di colore arrivati negli Usa ai tempi dello schiavismo. Un vero smacco per chi, da anni, propaganda la purezza della razza. Dopo la diffusione dei dati genetici la trasmissione, condotta dalla presentatrice di colore Trisha Goddard, ha assunto tratti alquanto grotteschi. La padrona di casa ha cominciato a prendere in giro l’ospite chiamandolo, secondo l’uso degli afroamericani, «fratello» e affermando che «c’era un po’ di nero» nel suo animo.
SENSAZIONALISMO – Cobbs ha cercato di mantenere la calma e di non perdere la staffe, anche quando la conduttrice, provocatoriamente, gli ha chiesto di darle il cinque. Più tardi, intervistato dal Mail Online l’ideologo razzista ha definito il programma «sensazionalistico» e intento a promuovere il multiculturalismo: «Ho accettato di sottopormi al test perché pensavo che ci fosse qualcosa di scientifico – ha tagliato corto il sessantatreenne – Tuttavia mi sono accorto presto che si trattava di una farsa, il cui unico scopo era quello di scioccare i telespettatori».
A parte il tono patetico dell’articolo, nella foga tutta eccitata di deridere un ‘cattivo’, gli organi di stampa come il Corriere si sono lasciati sfuggire una cosa per loro piuttosto imbarazzante. E non potranno più negarla: le razze esistono. Esistono talmente tanto che, con un test, si può definire la percentuale di ‘impurità’ che è presente in un individuo.
E se questo è vero, come poter ‘deridere’ chi parla di ‘purezza’ razziale? Perché Cobb può anche essere ‘impuro’ come l’ha definito il Corriere – e sono cavoli suoi – ma chi non lo è? Come potranno tornare a scrivere che l’identità non è un fattore biologico, ma puramente un costrutto sociale, dopo avere scritto: “è per il 14% negro”?
Ovviamente noi non abbiamo mai dubitato delle differenze razziali, e della possibilità di misurarle scientificamente – del resto è l’evidenza dei sensi – ma loro si. E su questo che basano tutta la loro stupida propaganda. E sarebbero capaci di negarle, anche dopo avere parlato di ‘purezza’ razziale e percentuali di negritudine. Ma scripta manent.
Venendo poi a Cobb, non sarebbe strano trovare un individuo razzialmente non-integro in un ambito anche molto più estremo del suo. L’individuo incerto della propria identità può tendere a mostrare un certo grado di ‘estremismo’, proprio come difesa e come negazione verso l’esterno di questa sua ‘incertezza’. Un po’ come i gay che sono stati nei secoli i maggiori persecutori di altri gay: per dimostrare a se stessi e agli altri di non esserlo. Il terrorista americano Leo Felton, che uccideva neri ed ebrei, non era un bianco fiero della sua stirpe, era figlio di un mulatto e di una ex-suora convertita ai ‘diritti civili’.
E del resto, quasi tutti i ‘capi’ delle associazioni dei neri negli Stati Uniti, sono al massimo mulatti, mai negri puri. Un po’ perché questi ultimi non hanno le capacità intellettive per svolgere tale ruolo, un po’ perché è la loro ‘inadeguatezza razziale’ a renderli bisognosi di mostrarsi più ‘negri’ degli altri.
Ad esempio, il presidente della NACCP, l’organizzazione che fu del cocainomane Luther King, è oggi Benjamin Todd, in foto. Che è molto più bianco di quanto Cobb non potrebbe essere nero.
E qui si viene anche al razzismo inconsapevole dei media: un bianco non è più bianco anche se ha una goccia di sangue negro, un negro, rimane negro anche se è bianco al 99%. Il One drop rule è vivo e vegeto, solo che non se ne rendono conto.
Riguardo a Cobb. E’ molto improbabile che il test sia vero. Molto probabile sia stato creato ad arte per fare audience.
Per alcuni motivi molto semplici. Da dati genetici, meno del 5% degli americani che si definisce ‘bianco’, ha ‘tracce in qualche modo riconducibili a geni africani’ nel suo Dna. E solo lo 0,1% ha tracce paragonabili a quelle che sarebbero state trovate in Cobb. E generalmente ne hanno nozione.
Questa vicenda, inoltre, ricorda troppo da vicino la fandonia degli avi neri del genetista premio Nobel Watson.
Cito questa frase in particolare scritta dal “giornalista”:
“Un vero smacco per chi, da anni, propaganda la purezza della razza”.Ahaha, ma che sta dicendo ?Non è che adesso x un solo bianco che non è puro, vuol dire che tutti i bianchi hanno geni negri eh..Sto pseudo-giornalista dovrebbe capire che in America, purtroppo, dato il lungo contatto ravvicinato tra negri e bianchi, ci sono stati a lungo andare, alcuni meticciamenti tra le due razze .Quindi , capita ( ma di rado in ogni caso..)che individui apparentemente bianchi(con un fenotipo quindi Bianco) abbiano in realtà una più o meno grande percentuale di geni non-bianchi.E non mi stupisce.Stiamo parlando dell’America d’altronde, un miscuglio di razze, e non dell’Europa…che almeno x adesso, si puo dire pura dal punto razziale anche se come sappiamo fortemente(e volontariamente) minacciata.Per forza di cose in America ci sono casi come quelli di sto tizio.
Cmq si, potrebbe essere anche un test falsato, d’altronde li conosciamo bene gli antirazzisti ;).
Le contraddizioni in cui incorrono coloro che negano che le razze esistano, sono l’espressione non di un errore in sede scientifica o sul piano del confronto delle idee, ma dell’arroganza accademica e dell’autoritarismo politico, da direttorio delle coscienze, del politicamente corretto. Se le razze non esistono, perché ci viene raccontato che è meglio mescolarsi ancora di più? Disponiamo già della ‘ricchezza’ di caratteri genetici che non necessita di ‘apporti’ ulteriori che dovrebbero ‘salvare’ da qualche forma di ‘insufficienza genetica’ che rende vulnerabili a non si capisce bene cosa. A parte che i progressi meidici possono correggre , almeno in teoria – e qusto basta: che le razze esistano, è un fatto; che non esistano, è una teoria, legittima, ma sbagliata – certe ‘mancanze’; mentre già oggi è possibile ‘ritoccare’ il corredo cromosomico di un nascituro per fare nascere, come è già avvenuto, da genitori asiatici bimbi con caratteristiche ‘caucasiche’. Se uno smentisce la verità ufficialmente sancita e quindi, non ha motivo di condividerla, ecco che i bugiardi accusano di razzismo e contraddirli diventa reato!
Ottimo intervento Arden, ed aggiungo io che l’esistenza delle razze all’interno della specie umana è semplicemente un FATTO REALE e non sopratutto opinabile, che piaccia o no le razze esistono da che mondo è mondo…non si dovrebbe neanche starne a discutere di una cosa così banale e scontata.
Ragazzi, quel test è chiaramente una vaccata, di Watson dissero addirittura che aveva il 25% di geni “africani” (che poi africano non vuol dire nulla, qualora la ricerca fosse giusta potevano anche essere berberi, quindi bianchi), chissà come mai tutti questi personaggi scomodi, all’improvviso vengono spacciati per meticci con una significativa percentuale di sangue SEMPRE negroide (potevano inventarsi sangue amerindio a questo punto, sarebbe stato più credibile) che è quello più infestante e che si nota più di tutti nei tratti del viso, cosa che non succede affatto con i 2 personaggi in questione.
Incredibile, no scusate ma qui nessuno si è accorto dell’ enorme importanza di questo articolo, neanche i commentatori qui sopra.
Il corriere senza accorgersene non solo ha ammesso l’esistenza scientifica delle razze, ma molto di più, come il grado di purezza razziale in base al dna. Ripeto IL CORRIERE, che assieme agli altri organi servi di ” sappiamo chi ” basa tutta la sua politica sul ritornello ” le razze non esistono, i razzisti sono dei pazzi perchè la scienza ha dimostrato che le razze non esistono “.
D’altronde quelli che ci comandano lo sanno benissimo, non a caso nel loro paese ( israehell ) attuano una politica razziale che altro germania anni ’30; si divertono a raccontare cazzate e mischiare i goym.
Cmq consiglio di salvare sia questo articolo sia la pagina interessata del corriere perchè tornerà utile, si sono sputtanati con le loro mani questi idioti.
A mio parere il problema non è solo razziale ma essenzialmente culturale. Non è il fatto di avere nel DNA qualche parte di appartenenza ad una razza che ci rende ‘meticci’ . E’ l’adesione ad un comportamento sociale e culturale tipico delle civiltà più evolute che ci identifica come CIVILI. Se un ‘bianco’ di ‘sette generazioni’ sceglie di comportarsi negli atteggiamenti, nel vestire, nel pensare, nel parlare, nel cibarsi, nell’abitare , nell’igiene , nei rapporti sociali e sessuali, nelle espressioni religiose e rituali, nello stesso modo di un abitante di una bidonville africana e non cerca di rendersi conto della situazione in cui si trova, , alla fine si confonderà con quelli che imita e con cui ha scelto di vivere e non sarà più distinguibile dall’abitante della bidonville. Sarà bianco solamente per il di colore di pelle , ma ( cattiveria ) per la sporcizia e l’aspetto non lo si distinguerebbe da un bel nero .
Non c’è dubbio, ma, allora, dovremmo considerare ‘nero’ un bianco che si comporti male e ‘bianco’ un nero che viva all’Occidentale, ovvero, secondo i canoni attuali? No, ognuno è libero di comportarsi come ritiene più opportuno, ma l’appartenenza razziale non è un’opinione e per quanto mi riguarda, non sento alcun bisogno di vievre in una società in cui i bianchi siano una minoranza. per questo, sento il dovere di fare il possiibile, nei limiti delle mie forze e della legge, per impedire che questo avvenga. Comunque, quelli che si battono perché il mondo sia popolato da un’umanità monocolore non avranno nè il mio consenso, per quanto non conti nulla, né la mia complicità, benché non serva a nulla. Oltretutto, quello che viene imposto ai popoli non è espressione di ‘amore’ verso di loro. Chi ci domina e usa menzogne certificate come verità ufficiale e progetta leggi liberticide contro chi si oppone a questa visione del mondo, non può pretendere di rappresentare un ‘mondo migliore’.
Caro Gino, scusa, ma, fose, non ti sei accorto che c0e ne siamo accorti, eccome, dello scivolone del Corsera e abbiamo ribadito che non è la prima volta che il giornalone della borghesia ‘seria’ cade in contraddizione, su questo come su altri temi. Così come contrddittorie e infondate sono le ‘teorie’, se si possono nobilitare le palesi truffe ideologiche e circonvenzioni di incapaci di pensare con al propria testa, che mirano a confutare una evidenza scientifica, che riguarda anche le variazioni all’interno delle razze: un negro dell’Africa orientale è diverso da uno dell’Africa occidentale, così come un latino lo è da un europeo di ceppo germanico. Questa è una rilevazione di dati biologici, non un criterio di valore, sia chiaro. Se si vuole polemizzare, lo si faccia, dico agli anti-identitari: ma su una base solida, non almanaccando grottescamente, confondendo le idee per venire fuori dalle fumisterie dialettiche con solidi anatemi da scagliare addosso a chi, sulla base di slogan preconfezionati, si vorrebbe mandare in galera senza nemmeno tante discussioni.