Elogio dell’intolleranza

SASSARI. Da tempo aveva preso di mira una vicina di casa, della quale non gradiva le frequentazioni con la comunità senegalese presente in città. Tanto che la donna era stata costretta a cambiare le proprie abitudini, proprio per evitare quello che era diventato il suo incubo. Nella tarda serata di giovedì – in stato di ubriachezza – Marcello Contini, 47 anni, sassarese, ha superato abbondantemente il limite degli episodi precedenti. Ha affrontato e ingiuriato la donna, l’ha spintonata più volte. E a un suo amico, di nazionalità senegalese, che ha cercato di difenderla, gli ha scagliato contro una accetta, per fortuna senza colpirlo. L’allarme con una chiamata al 113, ha fatto scattare il tempestivo intervento degli agenti della sezione volanti della questura. La donna ha raccontato ai poliziotti delle vessazioni da parte di Marcello Contini che, in più occasioni, l’avrebbe offesa pesantemente, minacciando lei e il figlio (avuto da una relazione con un cittadino del Senegal). Secondo quanto riferito dalla donna, le ingiurie si sarebbero ripetute ogni volta che amici extracomunitari si sono presentati nella sua abitazione. Una situazione che gli agenti hanno avuto modo di rilevare direttamente, con una dimostrazione di forte intolleranza razziale dell’uomo nei confronti dei cittadini di colore.
Marcello Contini è stato arrestato e accompagnato in questura. Pesanti i reati contestati: atti persecutori, minacce, ingiurie, discriminazione razziale e possesso di oggetti atti ad offendere. L’uomo è stato rinchiuso in una delle camere di sicurezza in attesa di comparire in Tribunale per la convalida del provvedimento.
Nel centro storico, dove si è verificato il fatto, solidarietà alla donna. Episodio grave, ma i cittadini extracomunitari sono bene integrati. Rari i fatti di violenza e mai legati a questioni di intolleranza razziale.

Chi difende il territorio viene perseguitato dallo Stato che è – ormai da tempo – con le sue leggi, con i suoi servitori (si definiscono loro così) divenuto parte integrante del tentativo di dissolvere la società.
E così, invece di rinchiudere, come sarebbe avvenuto solo qualche decennio fa, in un luogo per insani mentali, la disadattata che, come dice il ridicolo articolo, “frequenta la comunità senegalese”, rinchiude in galera chi, ne siamo certi, avrà dovuto subire negli anni la presenza molesta di questi individui vicino casa sua.

Quello che tutti gli “intolleranti” devono comprendere è che lo Stato è nemico. Non possiamo aspettarci aiuti dalle strutture statali, che ormai sono totalmente ostaggio del virus dell’accoglienza e dell’autolesionismo etnico. E, non ostante la giusta insofferenza per la presenza di certi individui – perché è non solo legittimo essere insofferenti alla presenza di persone di razza, cultura e atteggiamenti così distanti, ma naturale – la reazione deve essere intelligente. Ci sono molti modi che non è il caso di specificare, per combattere la presenza di certa gente a casa nostra. Altrimenti si finisce per essere perseguitati dal Sistema. Invece, il Sistema, dobbiamo fregarlo, dobbiamo farlo agire per conto nostro senza che se ne renda conto.

Ovviamente, chiunque non sia pagato dallo Stato o prezzolato come i giornalisti, ha ben chiaro che l’insano di mente della situazione, non è l’uomo finito in carcere, ma la donna che frequentava certi personaggi. Mi pare di vederla: la classica personalità distorta dal quoziente intellettivo microscopico e dalla cultura mediocre. Generalmente esteticamente sgradevole e dai modi volgari. E non mentite, giornalisti: nemmeno voi vorreste una vicina/o di casa che vi porta quella “bella” gente. E magari invece di aggredirla esasperati, cambiereste zona. Ma non potete scriverlo. Noi, invece, si.

Episodio grave, ma i cittadini extracomunitari sono bene integrati. Rari i fatti di violenza e mai legati a questioni di intolleranza razziale.

In quale realtà onirica?

Per concludere: l’intolleranza è direttamente proporzionale all’intelligenza. Nessun individuo mentalmente sano e con un quoziente intellettivo decente può “amare” la presenza di chi è “diverso”: perché è naturalmente suicida. La natura tende a perpetuare se stessa, è un “dovere” genetico. Chi invece è per la promozione della diversità è evidentemente affetto da disordine mentale: odia se stesso, e vuole auto-annientarsi.

E questa patologia dell’autoannientamento comprende pratiche come i matrimoni misti e le adozioni internazionali.
Cosa c’è di più “naturalmente stupido” di annientare la propria identità generando figli che sono più geneticamente distanti da te di un estraneo della tua etnia? E cosa c’è di più “geneticamente stupido” di sprecare le tue risorse sentimentali, economiche e intellettive nell’allevare un figlio che non è, non solo tuo figlio, ma nemmeno un membro del tuo gruppo? Questi due comportamenti – che chiameremo “suicidi genetici” – sono peggiori del suicidio individuale, perché mentre il secondo pone termine ad una vita anticipatamente, i primi distruggono un’eredità potenzialmente infinita che perpetua gli individui/gruppi nella trasmissione genetica di padre/madre in figlio.

L’intolleranza è la madre di tutte le virtù.

7 Comments

  1. Werner aprile 21, 2013 3:46 pm  Rispondi

    Condivido tutte le riflessioni che l’admin ha fatto nell’articolo, ed anch’io faccio un ELOGIO ALL’INTOLLERANZA.

    Naturalmente, solidarietà da parte mia al sig. Marcello Contini: so cosa significa, fino a tre anni fa avevo dei vicini dello stesso pianerottolo, che almeno una volta alla settimana ospitavano un senegalese di cui erano amici. Non lo sopportavo, visto che come tutti quelli della sua razza parlava ad alta voce e si sentiva anche a tre miglia di distanza, e l’idea stessa che con le sue mani scabbiate doveva toccare l’ascensore ed il portone del condominio, mi rendeva nervoso.

    Quelle due teste di cazzo (marito e moglie con un figlio, dei quali il primo era una specie di musicista appassionato di reggae), erano la classica coppia borghese progressista, probabilmente di sinistra, che grazie a Dio hanno poi traslocato e si son levati dai coglioni! Che schifo, che disgusto, pensare al fatto che questi mangiavano con le stesse posate usate dal negro, e che gli permettevano di urinare al bagno di casa loro! Bleh!

    Una volta, siccome non ne potevo più di questa cosa, stavo per appendere nello sportello dell’ascensore un foglio con scritto “E’ VIETATO L’INGRESSO IN ASCENSORE AI NEGRI SIFILITICI E SCABBIATI!”, ma poi ho lasciato stare perché ho riflettuto alle conseguenze.

    E’ una vessazione inaccettabile, cioè uno già non li può vedere i negri camminare per strada, e poi pretendono che lo stesso sopporti il fatto che gli stessi si trovino a un passo dalla porta di casa propria: QUESTA E’ DITTATURA, QUESTO E’ LIBERTICIDIO!

    Quanto all’articolo, a quanto pare questa è proprio una puttana deviata, che non solo frequenta i negri, ma ci scopa pure, dato che ha pure avuto un figlio da uno di loro! Questa è gente che va necessariamente rinchiusa in una clinica psichiatrica, perché non è normale affissarsi con una determinata cosa fino a compiere una cosa contronatura: è come se tutte quelle che amano gli animali, ci fanno sesso per il semplice fatto di amarli, ma non scherziamo, va!

    Se questa ama tanto i senegalesi, vada in Senegal, e faccia tutte le orge che vuole! Sicuramente la Boldrini gli darebbe come minimo una medaglia!

    IN CONCLUSIONE, NEL MIO PICCOLO, E PER SOLIDARIETA’ NEI CONFRONTI DEL SIG. CONTINI, INGIUSTAMENTE ARRESTATO, INVITO QUALCHE AVVOCATO DI BUON SENSO CHE HA LETTO QUESTO ARTICOLO HA OFFRIRGLI IL PATROCINIO GRATUITO E FARLO SCARCERARE, PERCHE’ NON SI PUO’ CONDANNARE UNA PERSONA PER IL SOLO FATTO CHE NON SOPPORTA LA PRESENZA DI ELEMENTI FASTIDIOSI VICINO CASA!

  2. Nero aprile 21, 2013 8:30 pm  Rispondi

    Grande Stefano, una storia tragicomica!

  3. Stefano aprile 21, 2013 10:18 pm  Rispondi

    “Nel centro storico, dove si è verificato il fatto, solidarietà alla donna. Episodio grave, ma i cittadini extracomunitari sono bene integrati. Rari i fatti di violenza e mai legati a questioni di intolleranza razziale”.

    Ah, no? Allora forse ho letto male…

    http://notizie.alguer.it/n?id=36254

    http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/05/19/Difendono-senegalese-aggrediti-2-sassaresi-banda-giovani_6895032.html

    L’armonia multiqualcosa regna a Sassari…

    http://notizie.alguer.it/n?id=52887

    http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/07/22/news/droga-in-auto-arrestato-corriere-senegalese-1.5442495

    http://www.sardegnareporter.it/giornale/prov-sassari/16922-sassari-senegalese-in-manette-per-violenza-resistenza-a-pu-e-lesioni-personali

    http://www.sassarinotizie.com/articolo-15762-droga_nascosta_in_calzino_puzzolente_in_manette_una_giovane_senegalese.aspx

    Questo non c’entra con i senegalesi…

    http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2010/06/14/news/stuprata-a-sassari-cartello-anonimo-davanti-al-negozio-dei-pachistani-arrestati-violentatori-1.3323465

    …ma leggete questa parte e magari capirete certe tensioni che si vorrebbero nascondere:

    Durante la notte avevamo sentito gridare una donna, ma nessuno si era preoccupato. Le urla, dalle nostre parti, non stupiscono più nessuno. Nel centro storico gridano in tutte le lingue, soprattutto di notte».
    L’altra faccia di questa presunta violenza sessuale è un centro storico fortemente multietnico. L’arresto dei due stranieri potrebbe avere liberato intossicazioni xenofobe nel cuore di Sassari. Il biglietto sulla saracinesca del bazar pachistano è un segnale allarmante. Paola, 36 anni, che in queste strade è cresciuta, ha assistito a una metamorfosi sociale alla quale ammette di non essersi completamente abituata. «I problemi degli extracomunitari si sono aggiunti a quelli, storici, del quartiere – dice -. Non so cosa sia successo venerdì notte in quella casa, però so che il nostro quartiere è cambiato. La violenza è una realtà e certe notti fa davvero paura passare in certe strade».
    «In questo periodo tutti hanno problemi, gli extracomunitari e tanti sassaresi senza lavoro e senza speranze» analizza Angela, che al centro storico ha cresciuto figli e nipoti.
    Paola non sa come siano andate le cose venerdì notte, però non si è stupita e questo le basta. «I tempi erano maturi – avverte – perché accadesse qualcosa di grave».

  4. Werner aprile 22, 2013 3:02 pm  Rispondi

    I senegalesi? Una razza di parassiti!

    Loro vengono qua col pretesto di lavorare, ma a fare cosa il vu’ cumprà occupando interi marciapiedi? Oppure girando per le strade delle nostre città per vendere i cd e dvd pirata, così nel frattempo si mettono a guardare le nostre donne?

    Ditemi se questi sono lavori…..da notare tra l’altro che molti vu cumprà senegalesi, sono al Sud, cioè dove la disoccupazione registra livelli spaventosi, in particolare Sardegna, Campania e Sicilia: ma che vengono a fare? Creano solo inutile sovrappopolazione!

    La verità è che vengono qui solo per spassarsela, perché questi il lavoro non sanno neppure cos’è, sono inutili, vengono per fotterci le donne, per invaderci e mettere al mondo irresponsabilmente dei bastardini meticci attraverso rapporti occasionali, senza mai riconoscerli legalmente.

    Come non condividere l’osservazione di Marte Ultore: se queste puttane se la fanno coi negri, per coerenza continuino a farsi altri negri, dato che ormai sono contaminate da quei schifosi sifilitici, scabbiati e libidinosi, non come quelle, che in gioventù si son fatte scopare da questi, e poi si sono accasati con ragazzi italiani…..VERGOGNA PUTTANE, SIETE LA VERGOGNA NAZIONALE, TRADITRICI DELLA VOSTRA SPECIE E DEVIATE!

  5. Marte Ultore aprile 22, 2013 6:38 pm  Rispondi

    non capisco, perché sono stati cancellati tanti messaggi?

    • admin
      admin aprile 22, 2013 6:42 pm  Rispondi

      Perché questo Blog non condivide le offese gratuite all’universo femminile. E’, purtroppo, un vizio che si ritrova in molti siti identitari, quello di attaccare le donne, atteggiamento che fa passare l’identitario per un “misogino”: cosa non vera. Non vogliamo partecipare nel dare all’esterno quest’impressione.

Leave a reply to Werner Cancel reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *