Anche i Bolognesi non saranno liberi di votare chi vogliono

BOLOGNA – Dalle prossime elezioni, i bolognesi avranno la possibilità di esprimere due preferenze, ma solo se indicheranno due candidati di sesso diverso. La novità è stata introdotta da una delibera approvata dal Consiglio comunale.
PREFERENZA DI GENERE – Doppia preferenza di genere, così la chiamano a Palazzo d’Accursio – dalle prossime elezioni dei Consigli comunale e di quartiere a Bologna. L’elettore potrà esprimere il proprio voto «tracciando un segno sul contrassegno della lista prescelta, con facoltà di esprimere una o due preferenze, per non più di due candidature della lista da lui votata. Nel caso di espressione di due preferenze, esse dovranno riguardare candidature di sesso diverso della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza». Così recita nell’articolo 49 la principale modifica al Regolamento sul decentramento amministrativo approvata oggi in Consiglio comunale, in attuazione della legge 215/2012.

EQUILIBRIO DI GENERE ANCHE NELLE LISTE – Ora sarà più cogente, segnala l’amministrazione, anche il riequilibrio di genere delle liste nell’articolo 47 che prevede che «nelle liste dei candidati nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore a due terzi».

LA VOTAZIONE – La delibera, informa una nota di Palazzo D’Accursio, ha ottenuto 22 voti favorevoli (Pd, lista Frascaroli-Sel-Verdi, Bologna riformista, M5S, Bologna 2016, gruppo misto) e quattro voti contrari (Lega nord); sei i non votanti (Pdl).

Fa il paio con la stupidaggine siciliana. Tutto crolla, e questa casta di politicanti inetti perde tempo in inutili guazzabugli. Oltretutto illegittimi.

Vale per questo, quello che scrivemmo per il provvedimento simile approvato dalla miserrima giunta siciliana:

In sostanza, il cittadino elettore non avrebbe il diritto a scegliere chi vuole, ma dovrebbe, nel caso volesse esprimere due preferenze, alternare uomo e donna. Tu vuoi votare due donne che ritieni più vicine al tuo pensiero? Non puoi. Vuoi votare due uomini? Non puoi. Devi “alternare”.

E’ una evidente violazione del diritto di voto. Anche incostituzionale, visto che impedisce al cittadino elettore una libera scelta eliminando tutto un numero di opzioni – candidati – che questi non può scegliere.
E perché una “doppia preferenza di genere”, e non una “doppia preferenza di età”? Oppure, un giorno, “di partito”? Ma allora siate onesti, nominate direttamente voi gli “eletti”, ed evitate ai cittadini la “fatica” di scegliere.

E’ un’imposizione, l’ennesima, del dogma – ridicolo oltretutto – di un femminismo decrepito e fantozziano. Con i risultati che vediamo: mogli, amanti, figlie e nipoti dei politici cooptate nelle assemblee elettive. Chiunque abbia un minimo di cervello – basta un’indagine demoscopica – sa che le donne sono meno interessate all’attività politica, quindi è ovvio che vi siano meno donne nelle assemblee elettive, se invece si “impone” per legge e in modo anti-democratico un ampliamento, si rende un brutto servizio a loro e al paese, perché nell’ampliare artificialmente il loro numero, si abbassa la qualità delle elette: Minetti, Carfagna, Boldrini e le varie figlie, nipoti, mogli e amanti. Molto meglio una Fallaci, di cento Boldrini.

A questa assuefazione al politicamente corretto, non sfugge nessuno. I due governatori di Lazio e Lombardia hanno entrambi cooptato delle giunte con una parità di uomini e donne: demenziale. Deve contare il merito e la capacità: se per caso ci fossero donne più capaci per certi ruoli, allora anche una giunta tutta al femminile, ed è vero anche il contrario, ma 50/50 è solo un pietoso inchino ad un’ideologia morta e sepolta che ha effetti solo perché ad applicarla sono politici loro stessi, morti e sepolti.

Altra dimostrazione anche della natura – reale- del movimento di Grillo: un’appendice dell’estrema sinistra impegnato nella stessa masturbazione politica di tutti gli altri.

Tutto va nella direzione di ledere il diritto alla libera scelta del cittadino elettore. In democrazia nulla deve separare la volontà dell’elettore dall’esito finale dell’elezione. Ogni “vincolo” che renda lo svolgimento non fluido è, di fatto, una lesione del diritto di voto.

In termini generali questi provvedimenti demenziali si inscrivono nel più ampio tentativo di “ingegneria sociale” sulla società. Si cerca – in pieno stile totalitario – di plasmare la società nella direzione che le élites ritengono sia giusta: devi adorare il diverso, l’immigrato è tuo fratello, devi sacrificarti per lo Stato, pagare il 50% di tasse è bello, devi votare per forza una donna anche se non ti rappresenta. In democrazia, non solo le leggi a plasmare il cittadino, ma il cittadino a plasmare le leggi: in Italia, oggi, avviene l’opposto. Non siamo in democrazia, ma in un suo mediocre succedaneo.

E questo è solo l’inizio. Poi ci sarà l’obbligo del voto al “terzo sesso”, e poi all’immigrato di vari continenti e razze. Infine verrà direttamente abolita quest’inutile complicazione delle elezioni a suffragio universale.

Fortunatamente, questi sono gli ultimi conati di un regime morente. Un regime che del suo originale totalitarismo moderno, imposto attraverso la pubblicità e il consumo, ha fatto il proprio segno distintivo rispetto ai totalitarismi passati.

5 Comments

  1. Werner aprile 15, 2013 7:01 pm  Rispondi

    Incommentabile questa notizia, perché si è toccati il massimo del ridicolo. Questo meccanismo serve ad eleggere chiunque abbia la patacca in mezzo alle gambe, anche se senza cervello.

    Loro propongono queste cose assurde e loro stessi le fanno, ma le vere istanze dei cittadini – nelle quali sicuramente non rientrano né il voto di genere, né i matrimoni gay, né l’introduzione dello ius soli, etc. – rimangono inascoltate.

    La colpa è solo nostra che ancora non ci decidiamo di armarci coi forconi e perseguitare questi politicanti da 4 denari: il mio non è un incitamento alla violenza, ma come si dice in questi casi, a mali estremi, estremi rimedi!

  2. Giorgio aprile 16, 2013 5:03 pm  Rispondi

    scusate per l’off topic

    https://www.youtube.com/watch?v=rFZmdjS0dN0

    servizio di euronews sull’ingresso della croazia nell’unione europea(non nell’area schengen,per quello ci vorranno alcuni)

    alla fine del video si parla dei paesi dei balcani che chi più chi meno potrebbero entrare in futuro

  3. Giorgio aprile 16, 2013 5:04 pm  Rispondi

    la croazia entrerà nell’ue dal 1° luglio

    • admin
      admin aprile 16, 2013 10:15 pm  Rispondi

      La Croazia, come è stato per la Slovenia è un problema più per motivi storici che attuali: sono pochi e non si muovono se non in numeri “normali”. Il problema sarebbero i prossimi: Bosnia, Albania e Kosovo. E anche Serbia con tutti gli Zingari che ha dentro. Ma si presume che per quel tempo la Ue non esisterà più come entità politica.

  4. Adelmanno aprile 17, 2013 7:53 am  Rispondi

    E poi le dittature sono altrove…

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