Dateci i matrimoni gay. A sentire i media di distrazione di massa e i politici, questo è quello che i popoli europei chiedono a gran voce. E’ il loro pensiero fisso da mane a sera. Ovunque nel continente la disoccupazione aumenta e l’economia crolla, ma la priorità dei politici è il “matrimonio omosessuale”, ovvero lo smantellamento della famiglia sotto altro nome.
E ora guardate questa cartina, l’intera classe politica europea sembra preda di una frenesia di autodistruzione senza controllo. Ormai l’Italia è l’ultima linea di difesa di un occidente moralmente allo sbando.
Le forze dell’entropia portano avanti in modo pervicace e con feroce determinazione una campagna trovando in molti paesi – scandinavi in primis – una debole se non assente resistenza da parte dei difensori dell’ordine naturale delle cose, che affrontano lo scontro con disarmante timidezza.
L’Italia che è sempre stata la culla della civiltà europea ha il compito di tenere la linea difensiva, ad ogni costo. Tenere per essere d’esempio, in attesa che negli altri paesi si strutturi un’opposizione efficace alla dissoluzione della civiltà. Mostrare alla maggioranza silenziosa che è contro ma che è, oggi, frastornata e confusa dall’avanzata delle forze entropiche, e dal silenzio di chi dovrebbe mostrare l’alternativa, che un’altra società è possibile. Che la dissoluzione non è inevitabile.
Per prima cosa è bene essere chiari su un punto: non è un caso che apertura verso l’omosessualismo e accettazione dell’immigrazione coincidano. I due ambiti sfruttano la stessa patologia sociale: il “disinteresse”.
E il disinteresse che oggi viene chiamato “tolleranza” è l’origine dei nostri mali. L’uomo moderno non è, “più buono” dei suoni avi: è più menefreghista. Non è l’empatia a causare il disastro sotto i nostri occhi, ma l’assenza di empatia. Si tollerano i campi nomadi perché il nostro interesse civico si è rattrappito alle mura di casa nostra; si accettano i matrimoni gay, per lo stesso motivo: non è affare nostro. Il concetto fatalmente moderno di “tolleranza”, è ciò di cui stiamo morendo, ed è riassunto nella formula del “vivi e lascia vivere”.
Una formula che sembra giusta, ma che nasconde la sensazione che non vi sia nulla per cui valga la pena vivere.
Chi crede in qualcosa non può essere tollerante, la tolleranza è dell’individualista, non di colui che ama il “prossimo suo” ma di colui che non è interessato a quello che fa il “prossimo suo”.
I custodi dell’ideologia moderna spacciano per “amore” verso l’altro, quello che risulta essere invece, puro e semplice disinteresse. Si vende per “amore dell’altrui libertà”, quello che invece è un “autismo dei sentimenti”, un ripiegamento verso noi stessi: oggi, non si tollera che qualcuno si droghi perché “rispettiamo” la sua libertà di farlo, ma perché ce ne freghiamo della sua esistenza. Tolleriamo il crollo dei valori, non perché lo condividiamo, ma perché non abbiamo interesse a quello che accade fuori casa nostra.
Il dis-ordine morale è figlio del disinteresse e del ripiegamento individualista della società. L’altro non è più un nostro simile, ma un mero oggetto per la soddisfazione dei nostri desideri. Lo è nel caso della sessuomania vuota e asettica dei media, lo è nel caso delle adozioni gay dove il bambino e dei bambini in provetta. E siccome è solo “oggetto”, non siamo interessati a ciò che avviene nella società: perché non riconosciamo nell’altro un un nostro simile, i suoi comportamenti non ci riguardano.
Ci piace pensare che sia frutto del nostro rispetto per le altrui opinioni e desideri, è in realtà l’amaro calice del nostro menefreghismo. Per cui, se credi e ami, non voltarti dall’altra parte; ma lotta per proteggere la società dall’assalto di una minoranza fanatica che conta sul “vivi e lascia vivere” della maggioranza silenziosa.

commovente, profondo e veritiero. Grazie.
Condivido il contenuto dell’articolo, in particolare, l’ultima parte, che non fa una piega.
L’omosessualità è sempre esistita, con la sola differenza che oggi è troppo propagandata dai mass media a livello tale da voler convincere quasi quasi i ragazzi eterosessuali a diventare gay. Per la religione cristiana è un peccato grave, ma laicamente e liberalmente credo che se gli omosessuali commettono peccato o meno, è un problema unicamente loro e una questione tra loro e il Creatore.
Che si sposino pure, ma in Comune, chissenefrega, purchè la smettano e diano poi priorità alle cose per davvero importanti, ovvero il lavoro ai giovani, l’eliminazione dei privilegi della casta politica, la sicurezza nel nostro territorio, e tutte le politiche per migliorare l’istruzione, la sanità e i trasporti pubblici, che servono all’intera collettività, omosessuali compresi.
Tutti gli “ismi” rappresentano di per sè un modo fanatico di sostenere le cose, e l’omosessualismo è certamente tra questi, il quale non fa altro che danneggiare l’immagine degli omosessuali stessi e causare le violenze ai loro danni.
Comunque se l’omosessualismo è da fanatici, l’immigrazionismo è da autolesionisti totali, e a mio modestissimo parere il secondo è molto peggio del primo.
E’ roba da DISAGIATI PSICHICI voler a tutti costi l’invasione di elementi estranei alla nostra Nazione, alla nostra storia, alla nostra tradizione, alla nostra cultura, volere il trapianto di intere popolazioni dall’Africa e dall’Asia, e successiva colonizzazione del nostro territorio, che così facendo altro non fanno che cancellare la nostra identità, quella in cui noi crediamo, e per questa ragione è opinione diffusa che essere identitari vuol dire essere fanatici e razzisti.
l’omosessualità è sempre esistita, per cui chi si vuole unire con uno del proprio sesso non mi da molto fastidio, ma mi infastidisce l’ostentazione tipica delle checche. La pretesa al matrimonio, che è un assurdo giuridico da la misura di questa pervicacia, peraltro bisogna essere cauti nel concedere “diritti” che non si trasformino poi in scuse per ottenere prebende col fatto che si forma una “coppia”. Queste coppie infatti sono per natura sterili, e quindi inutili alla società. Possono unirsi e a mio parere non devono essere perseguite o maltrattate, ma la cosa deve rimanere in un ambito strettamente privato. Non chiedere e non dire, e soprattutto, non ostentare.
la dittatura delle minoranze, frutto di un’idea balorda di societa’.
Le minoranze dettano legge sull maggioranza che abulica e apatica si vota alla sua autodistruzione.
Un mondo fatto di una pletora di minoranze impazzite, coccolate e urlanti e’ un mondo ideale per i grandi poteri perche’ diviso, litigioso e innocuo, ma sopratutto senza un futuro e un progetto condiviso.
senza un progetto sociale condiviso, una societa’ non ha senso di esistere, diventa solo una massa di individui isolati o di minoranze autoreferenziali, una brodaglia facilmente dominabile.
questo vogliono i nostri padroni e questo lo stanno ottenendo aumentando l’entropia del sistema