Anche i simpatici “liberi” giornalisti di Repubblica si occupano di tuttiicriminidegliimmigrati.com. Certo, lo fanno con minore pressappochismo rispetto agli altri due giornali on-line che se ne sono occupati giorni fa, ma nondimeno il risultato è delirante. E deprimente per il livello intellettuale.
Vi invitiamo solo a riflettere sulla presunta “indipendenza” dei giornali italiani che, nel giro di pochi giorni, si mettono a scrivere in concerto tra loro articoli contro un sito. Ovviamente non c’è dietro nessuno che li “invita” a farlo, ed è solo una pura coincidenza che tre giornali parlino della stessa cosa e sempre dando voce alle stesse associazioni xenofile che accusano chi, poi, non ha neanche diritto di replica.
ROMA – “Romeno violenta turista e la prende a bastonate”. “Rapita e stuprata dall’ex convivente marocchino”. “Zingaro pendolare del crimine: dal campo nomadi alle case del Brenta”. Ce n’è per tutti. Prendete i reati commessi dagli stranieri in Italia, mescolateli, agitateli bene ed eccovi serviti: ecco il sito internet che ambisce a mostrare il lato oscuro dell’integrazione. Una lenzuolata di articoli di cronaca nera uniti da un unico filo rosso: l’origine straniera del colpevole o presunto tale. “Un calderone di stereotipi, frasi violente ed immagini offensive”, che ha spinto l’Osservatorio 21 luglio a chiederne la chiusura
I “crimini degli immigrati”. Il sito in questione si intitola Tutti i crimini degli immigrati. Il sottotitolo cede al sarcasmo: Gli altri parlano di integrazione. Noi ve la mostriamo. Dietro ci sarebbe un gruppo internet denominato Resistenza nazionale (“Contro l’oppressione multietnica”), che non per niente linka il sito in questione sulla propria homepage. “La pagina opera una raccolta di notizie prese da altre fonti che hanno come motivo ricorrente il coinvolgimento di immigrati, rom e altre minoranze in episodi di cronaca esclusivamente di natura criminosa – scrive l’Osservatorio 21 luglio – La pericolosità della pagina web in questione, scaturisce dagli slogan e dalle immagini di stampo razzista e xenofobo che vengono aggiunti dagli amministratori del sito a condimento delle notizie riprese dalle altre fonti. Il risultato è un calderone di stereotipi, frasi violente ed immagini offensive dal chiaro esito potenziale di incitare all’odio razziale e alla discriminazione. Con preoccupazione si rileva anche l’invito offerto dal sito a inviare segnalazioni, dal seguente tenore: “Segnalaci un crimine, un sopruso o una situazione di degrado causata dalla presenza di immigrati di cui sei stato testimone””. Per questo, l’Osservatorio ha deciso di intraprendere “un’azione correttiva segnalando la pagina web alle autorità e agli organi competenti”.
Il corto circuito. Sia chiaro, il sito non inventa alcunché, ma pubblica solo articoli presi qua e là dalle varie testate on-line italiane. Nessuno mette in dubbio la libertà di stampa e dunque di scelta delle notizie, ma è il mischiare tutto insieme che crea il corto circuito. È come se un sito tedesco – per fare un esempio – pubblicasse solo i crimini commessi dagli immigrati italiani in Germania. Cosa ne direbbero gli autori di Tutti i crimini degli immigrati? Non solo. L’effetto che si produce è una fotografia deforme della realtà e la conferma dell’equazione immigrato=criminale. Certo che gli stranieri commettono delitti: secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Ismu, nel 2011 le persone denunciate in totale in Italia sono state 930.521, di cui 295.785 straniere, ovvero il 31,8%. Ma stando all’Istat, il tasso di criminalità degli immigrati regolari, in Italia, è “solo leggermente più alto” di quello degli italiani (tra l’1,23% e l’1,4%, contro lo 0,75%).
La ricerca del Mulino. Un’ultima notazione. Il sito in questione pubblicizza in homepage il libro Immigrazione e criminalità in Italia pubblicato nel 1998 dal Mulino, frutto della seria ricerca di Marzio Barbagli. Chissà cosa ne pensa il sociologo bolognese di tale pubblicità a sua insaputa.
Che dire. Essendo giornalisti di una categoria lievemente superiore ai precedenti, almeno non provano a negare l’evidenza e ammettono l’assoluta veridicità di tutti gli articoli pubblicati sul sito.
Per il resto, una riproposizione delle solite accuse e della non velata minaccia dell’associazione finanziata dal miliardario Soros di “correggerci”.
Accuse puerili, come qualla di dare a chiunque la possibilità di segnalare crimini o pubblicare articoli: in cosa, questo sarebbe preoccupante, cortese giornalista di Repubblica?
Perché, siete così terrorizzati che la gente scopra la realtà dietro il velo d’ipocrisia dietro il quale la tenete nascosta?
E poi i numeri. Ancora i numeri sono il punto debole di questi giornalisti, di questi xenofili abituati a fantasticare una realtà illusoria ma non a maneggiare la dura evidenza dei numeri:
Certo che gli stranieri commettono delitti: secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Ismu, nel 2011 le persone denunciate in totale in Italia sono state 930.521, di cui 295.785 straniere, ovvero il 31,8%. Ma stando all’Istat, il tasso di criminalità degli immigrati regolari, in Italia, è “solo leggermente più alto” di quello degli italiani (tra l’1,23% e l’1,4%, contro lo 0,75%).
Insomma secondo Ismu – nota Fondazione amica dell’immigrazione che sull’immigrazione guadagna – gli immigrati commettono circa il 32% dei reati totali – molto di più quando prendiamo in considerazione quelli più gravi – questo significa che essendo circa il 7% nel 2011, hanno un’incidenza a commettere crimini quasi cinque volte il loro numero. Un dato drammatico che ci viene da una fondazione xenofila. Immaginate quelli reali.
Poi il giornalista tira fuori un dato dell’Istat – senza riferimento – e nel suo entusiasmo non si rende conto neanche che quei numeri direbbero – in realtà sono molto ma molto superiori – che gli immigrati commettono circa il doppio dei reati degli Italiani: altro che “leggermente più alto”. Giocano coi numeri, chi non fa attenzione non si rende conto che dire 0,75 e 1,4 non è come dire 50,75 e 51,4 perché c’è un rapporto di circa 2 a 1.
Quindi la fotografia non è “deforme”, è perfettamente corretta. Deforme è il vostro modo di presentare la realtà barando con le statistiche facendo affidamento sull’ignoranza di chi vi legge, caro giornalista.
E poi c’è l’avvertimento “mafioso” al sociologo Barbagli, colpevole di aver scritto un libro che noi invitiamo a leggere. E’ un lavoro serio, scrive il giornalista. Infatti lo è, e conferma le nostre tesi. Ed è per questo che non volete venga letto.
Infine vogliamo soddisfare la curiosità di Repubblica:
È come se un sito tedesco – per fare un esempio – pubblicasse solo i crimini commessi dagli immigrati italiani in Germania. Cosa ne direbbero gli autori di Tutti i crimini degli immigrati?
Se gli Italiani in Germania commettessero lo stesso numero di reati che gli immigrati commettono in Italia, diremmo che è cosa buona e giusta pubblicarne le nefandezze. Ma così non è. Quindi la sua domanda è sciocca perché campata in aria.
Fossi in vio inizierei a pensare di spostare il sito su un server estero magari in un paese democratico dove viga ancora la libertà di informazione, non nel neo-orwelliano stato italiano
Sono pochi coloro che non hanno ancora capito che la xenofobia, condita da malferme argomentazioni pseudosociocriminologiche, è il cavallo di Troia con cui una manica di danneggiati cerebrali tentano di inoculare nella società le altrimenti ripugnanti farneticazioni del razzismo biologico. Finché dura il giocattolino…Poi, il risveglio amaro con l’alba a scacchi riporterà alla realtà chi farnetica.
p-47
ma vai con i tuoi amici subnormali di repubblica che ti trovi bene.
sei solo un povero scemo che sparla di “razzismo biologico” e distribuisce sentenze senza la facolta’ di intendere, sei proprio un caso umano.
Anche i vs. camerati/compari di stormfront dicevano lo stesso. Le lampade per le segnaletiche e le luci fredde delle stanze degli interrogatori li hanno riportati alla realtà. Vedremo chi ha ragione. Good luck…
Marco Pasqua del resto si sentira’ orfano di Stormfront, ora. Per p-47: trovo raccapricciante un’Italia in cui non ci sia piu’ liberta’ di parola. Sono proprio questi atteggiamenti di censura estrema che portano all’esasperazione, ne conviene?
P.S.: l’idea del server in U$A non sarebbe male, pero’.
Quotidiano vilipendio dei morti, minacce ai vivi e imperterrita istigazione all’odio etnico e razziale. Censura estrema?! ps: Il server in USA, ma il reato è commesso dal suolo italico….
p-47: in pratica nella Sua ottica una dittatura in cui ogni pensiero non allineato venga censurato, azzittito, incarcerato ed eventualmente (ma scriviamolo tra parentesi) eliminato sarebbe la situazione ideale. Proprio come in USSR !
p-47
che tristezza che fai, sogni interrogatori, prigioni e chissa cos’altro per gli psicoreati, per il solo esprimere un pensiero diverso dal tuo e poi dai pure del fascista a destra e manca.
ma vai con i tuoi amichetti a far ridere i polli.
P.S. Quale reato?? Un reato d’opinione? Ed io che sono all’estero e mi esprimo su un sito italiano, allora? Per me dovranno chiamare l’Interpol, come minimo!
Reato d’opinione certo, e invito l’amministratore a censurare certi individui, il cui contributo, sebbene renda evidente l’incapacità cerebrale e intellettiva dei nostri avversari anti italiani, abbassa tutta la gerarchia dei possibili commenti alle notizie.
Detto questo, l’articolo di Repubblica mi sembra tutto sommato passabile considerato da che giornale proviene, il giornalista probabilmente non poteva fare di più. E credo che una contrapposizione frontale denunciando un basso livello giornalistico non serva, semmai serve aprire un dialogo con i non cerebrolesi della melting polt per cui tutte le identità vanno bene, anzi alcune se vengono dal terzo mondo vanno meglio di altre.
Anche se si hanno prospettive e visuali diverse, con alcuni evidentemente si può ragionare, già solo il fatto che., in sordina, siano passati quei numeri, quelle percentuali, quelle proporzioni, è un dato che avrà fatto riflettero molti lettori e forse lo scrivente. Noto nel tenore dello scritto un certo imbarazzo nello scrivere “solo leggermente” più alto il tasso di delinquenza dei “regolari”: alla faccia, è più del doppio degli italiani!!
sarei curioso di sapere da dove viene presa questa indagine dell’istat!
i dati, se nn si considerano per bene, possono dire tutto e il contrario di tutto.
rimane il dato, incontestabile, di una popolazione carceraria straniera che ormai è prossima al 50% del totale, contro una popolazione straniera del 10%; ovvero, la metà dei reati in Italia è commessa da 10% di stranieri, quindi siamo nell’ordine di 10 volte la percentuale italiana.
I server che ospitano i nostri siti sono dall’inizio oltreoceano. Perché consapevoli della stupidità di certi individui ci siamo cautelati. Come accaduto per altri siti, possono “oscurarci”, anche se non capirei su quali basi, ma a differenza di un sito straniero presente in molti paesi e quindi impossibilitato a cambiare nome e indirizzo, noi siamo Italiani e il sito rinascerebbe qualche secondo dopo su un altro server e con un altro nome. Il dominio è già registrato e il sito pronto ad essere attivato con un click.
Admin !
che dio ti benedica eheheh 🙂
se pensano di vincerla facile tappando la bocca alla gente in modo mafioso avranno da ricredersi.
Ha ragione l’admin il sito non può essere censurato perchè NON CONTRAVVIENE A NESSUNA LEGGE IN PARTICOLARE, a cominciare dalla diffamazione per mezzo stampa, che qui proprio è inesistente, visto che nessuno offende nessuno, e nessuno diffama nessuno.
Almeno che non trovano qualche pretesto, questo sito e Tutti i crimini degli immigrati, in base alle leggi vigenti, non rischiano l’oscuramento, perchè sono siti di informazione e non di propaganda.
Forse potrebbero fare qualche storia sui commenti che facciamo, ma c’è la libertà di opinione non possono censurarci.
non ne sarei così sicuro purtroppo, considerando che 4 ragazzi sono da due mesi e mezzo in galera per non aver fatto niente a parte scrivere frasi discutibili, ma comunque semplici frasi, con accuse che farebbero ridere un pollo (i “corpi del reato” sarebbero libri, bandierine, gagliardetti e coltelli da escursionismo come tutti ne hanno in casa, e se non ci fossero quelli avrebbero preso quelli in cucina dicendo che erano atti ad offendere e pronti ad essere usati), eppure magistrati e perfino ministri, sostengono che fossero pericolosi. Ditemi voi quindi in che razza di paese di merda viviamo, altro che costituzione più bella del mondo, ma noi gli emendamenti americani ce li sognamo soltanto, sarebbe bello poter vivere in un paese normale una volta tanto, ma impossibile almeno allo stato delle cose.
di questi tempi, già solo scrivere la verità dei fatti è un atto rivoluzionario.
Grazie admin, AVANTI!
in ogni caso l’articolo di repubblica non riesce, perchè non ha motivo per farlo, a muovere alcuna accusa circostanziata. Il nocciolo del discorso è che avvicinare tra loro più notizie veritiere le fa diventare fuorvianti, senza spiegare il perchè. Drammatica poi la superficialità con la quale vengono maneggiati numeri drammatici.
Quando si parla di reati dei stranieri residenti, le percentuali sono proporzionate con il numero delle persone. Vorrei dire se 1,4% dei reati commessi da una popolazione di 6.000.000 di persone contro lo 0,75% su una popolazione di 60.000.0 vorrebbe dire che in proporzione agli abitanti la percentuale é molto diversa e tragica. Vorrebbe dire che il 10% commette il doppio dei reati del restante 90%