Allarme democratico: una minoranza al potere

E’ allarme democratico per le prossime elezioni. L’attuale legge, fatta essenzialmente per uno scontro elettorale tra “due grandi coalizioni” – che dà il 55% dei deputati allo schieramento che ottiene anche un voto più degli altri – rischia di dare il governo del Paese ad una misera minoranza.
Ora, questo può essere normale e auspicabile quando si affrontano due schieramenti contrapposti, perché consentirebbe la governabilità senza “ferire” la rappresentatività popolare. Ma l’attuale frammentazione politica, che vede in campo tre o quattro grandi schieramenti, potrebbe infatti consentire a chi ha appena il 30/35% dei voti, di avere la maggioranza alla Camera dei deputati. Sarebbe catastrofico, ci troveremmo, dopo il non eletto uomo delle banche Mario Monti, un altro governo illegittimato dal punto di vista democratico. Una cosa è infatti dare il 55% degli eletti a chi ha ottenuto quasi la metà dei voti dagli elettori, altra sarebbe dare questo numero di deputati e quindi la maggioranza a chi ha ottenuto il 30/35% dei voti.

Per essere chiari: chi vince avendo 1/3 del seguito nel paese avrebbe la possibilità di imporre ai restanti 2/3 la volontà politica di una esigua minoranza. Sarebbe inaccettabile. Sarebbe eversivo e non farebbe altro che ampliare la ferità già aperta dalla nomina di Monti.

La rivolta sarebbe legittima.

6 Comments

  1. Werner dicembre 17, 2012 9:48 pm  Rispondi

    E’ tutto studiato dai grossi partiti, in particolare quelli che sicuramente appoggeranno la candidatura di Monti a primo ministro, che coalizzandosi otterrebbero la vittoria.

    Inoltre, la legge è stata mantenuta anche per i “big” della politica: se si tornasse al voto preferenziale, tanti personaggi famosi del panorama politico italiano, siccome sono consapevoli che la gente ormai prova disgusto per loro, uscirebbero trombati dalla nuova consultazione elettorale e non otterrebbero neppure un seggio al Parlamento.

    La più grande risposta a questa anti-democrazia è una sola: l’astensione di massa che renderebbe nulle le elezioni per il mancato raggiungimento del quorum.

    • admin
      admin dicembre 17, 2012 11:14 pm  Rispondi

      Astenersi non è una soluzione. Anche se posso comprenderne i motivi.

      • Marte Ultore gennaio 30, 2013 5:03 pm  Rispondi

        concordo, ma sebbene i più elementari principi del giusnaturalismo politico consentano, e forse impogano in una simile situazione la rivolta, non ce ne sarà alcuna e continueremo a deperire con improvvise accelerate ogni tanto. Tanto più se consideriamo che l’ala “dura” non fa certo parte dello schieramento che avrebbe diritto di ribellarsi. Pensiamo ai fatti di Pontedera di novembre, per 10 manifestanti di FN che liberamente esprimevano la loro opinione manifestando contro il regalo della cittadinanza onoraria, si sono scatenati 700 facinorosi (di cui 200 immigrati, e molti albanesi poi riconosciuti come pregiudicati, stanno già arruolando manovalanza per colpire gli scomodi evidentemente) di sinistra.
        Il problema non si porrebbe se costoro avessero uno starerello apparte e lo smerdassero come meglio vogliono fino all’autoestinzione nazionale, ma si pone perché questi vogliono, con prepotenza e pervicacia, imporre a tutti la loro condotta suicida e guai a chi non si conforma.

    • giacomo delle donne dicembre 30, 2012 5:50 pm  Rispondi

      la gente preferisce nascondersi…vota scda bianca o nulla…..sarebbe necessaria una astensione di massa con dichiarazione scritta di rifiuto della scheda….ma la gente ha paura…perciò occorre combattere il nemico dall’interno o fare una vera rivoluzione che porta alla radicale derattizzazione del paese “dal vaticano al colle” costringerli alkla resa, consegnarli al popolo perche vengano giudicato per le loro malefatte…!

  2. Marcello Sanna dicembre 31, 2012 8:14 pm  Rispondi

    Sarà difficile far cambiare le cose.
    La sinistra può contare sulla maggioranza dei dipendenti pubblici e dei pensionati. Il che vuol dire un bacino di almeno 4 milioni di voti.
    Poi hanno il voto degli studenti e dei centri sociali: non meno di 1,5 milioni.
    Infine ci sono gli operai sindacalizzati e le loro famiglie: non meno di 1,5 milioni.
    Tenete conto che il denaro per pagare questi stipendi, pensioni, cassa integrazione, sanità e quant’altro rappresenta la maggior parte della spesa pubblica nazionale.
    Nessuno di questi personaggi rinuncerà a un solo centesimo che gli è garantito.
    Il comparto privato, al contrario, senza garanzie di sorta, è praticamente scomparso dalla scena sociale: un milione e mezzo di disoccupati e 270.000 aziende scomparse quest’anno parlano in maniera estremamente chiara.
    La destra e il centro-destra non hanno la forza di aggregarsi anche perchè sono sempre sotto la minaccia del siluro giudiziario.

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