Osceno: Zingari ricorrono al Tar perché non li fanno costruire su terreni agricoli!

Berini, si occupa del business Zingari

Il primo attacco frontale al Piano di governo del territorio, recentemente approvato dal consiglio comunale, potrebbe partire dall’associazione Sucar Drom. «Il ricorso al Tar è una delle opzioni che abbiamo sul tavolo» afferma Carlo Berini, vice presidente dimissionario della onlus che si occupa della salvaguardia della cultura e delle tradizioni sinte oltre che della gestione del campo nomadi di via Guerra.

Gli hanno toccato il business. Cosa a cui questi personaggi tengono tanto.

La bocciatura della sua richiesta di insediare le casette mobili su terreni agricoli è stato un duro colpo per tutta la comunità e per chi la rappresenta. E così, lunedì scorso l’intero direttivo della Sucar Drom, seguendo l’esempio di Berini, si è dimesso in blocco. Con la bocciatura in consiglio comunale dell’osservazione al Pgt presentata dalla presidente Barbara Nardi e dai tre vice Bernardino Torsi, Carlo Berini e Yuri Del Bar, «si è interrotto, di fatto, un percorso di governo e di mediazione che aveva come obiettivo il superamento graduale dell’area di sosta di Mantova» scrive l’associazione in un comunicato. Questa interruzione, prosegue la nota, «non va letta solo come sconfitta della strategia dell’associazione, ma come un’occasione mancata dall’intero consiglio comunale di disegnare scenari certi per il superamento consensuale del cosiddetto ‘campo nomadi’».

Domani chiederò al comune di Roma il permesso di piazzare una ventina di casette mobili dentro al Colosseo. E sarà un “duro colpo”, se non mi daranno il permesso.
Insomma, il concetto è piuttosto chiaro, benché bizzarro e da ricovero coatto: voi non ci fate costruire su terreni agricoli? E noi ricorriamo al Tar per “discrimazione”.
Da domani, tutti i proprietari di terreni agricoli dovrebbero ricorrere al Tar perché il comune di residenza non consente loro di costruirci e quindi di renderli “edificabili”? Con questa gente, talmente ottenebrata dalla xenofilia – e forse da qualcos’altro – non è neanche possibile discutere. Sono completamente fuori.
Sono talmente abituati ad ottenere trattamenti privilegiati che, nei rari casi in cui questo non avviene, si considerano “discriminati”.

E arriva il solito piagnisteo con la complicità di giornalisti a libro paga o timorosi di essere denunciati per non essere dalla parte delle minoranza privilegiate:

Il timore per i sinti è di avere come unica prospettiva futura la permanenza al Migliaretto, in quello che ritengono sempre di più un ghetto. «Potremmo anche decidere di interrompere la gestione del campo – dice Berini – e di restituirla al Comune. In questo modo, tutti i costi graveranno sulla collettività, mentre con la nostra proposta avremmo posto fine all’assistenzialismo a cui siamo costretti a ricorrere». Per il 16 dicembre il consiglio direttivo dimissionario ha convocato un’assemblea straordinaria dei soci e dei simpatizzanti per decidere il da farsi. Oltre al ricorso ai giudici amministrativi e alla rinuncia alla gestione dell’area di sosta del Migliaretto, potrebbe essere decisa anche la presentazione di una variante al Pgt in modo da rilanciare la proposta inizialmente bocciata. In discussione anche il nuovo assetto organizzativo della Sucar Drom che potrebbe trasformarsi da Onlus in associazione di promozione sociale.

Comprarvi una casa facendo il mutuo o andare in affitto come devono fare gli Italiani, no? Sgombrare il Campo Nomadi, no? Togliervi di torno, no?

Ma finché ci saranno soldi, il sig. Berini, la cui foto dice tutto, e quelli come lui, non molleranno il business della solidarietà:

Nonostante l’amarezza per un futuro sempre più incerto, ognuno dei componenti il direttivo dimissionario continuerà a seguire le diverse progettualità a cui sta lavorando: la strategia locale ‘Men Sinti’, il Giorno della memoria, Articolo 3 osservatorio sulle discriminazioni, i progetti ‘Memors’ e ‘Beams’ finanziati dalla Commissione europea. Come dire, andiamo avanti, nonostante tutto, per difendere i nostri diritti e il nostro futuro di cittadini di Mantova.

E qui veniamo alla Ue che è un parassita che finanzia altri parassiti.
Spieghiamo il funzionamento: ogni anno l’Italia – e quindi tutti noi attraverso le tasse che paghiamo – versa alla Ue 14,3 miliardi di euro. Di questi, ne tornano indietro attraverso quelli che vengono chiamati propagandisticamente “finanziamenti europei”, e che sono in soldi nostri che fanno il giro, circa 9,6 miliardi. Una perdinta netta di 4,7 miliardi che la Ue utilizza per i propri burocrati e per finanziare i paesi dell’Est oltre a Spagna e Grecia.
Ma come vediamo in questo caso, anche i soldi che “tornano”, non tornano nelle nostre tasche, ma vanno dove decide la Ue: ovvero a Zingari, immigrati, associazioni xenofile, ladri e politici.
Un altro motivo per uscire dall’Unione Europea. Che non è la cura, è la malattia.

3 Comments

  1. Antonio dicembre 3, 2012 2:51 pm  Rispondi

    Chi è ‘sto scarafaggio nella foto?

  2. Littorius giugno 27, 2013 10:43 am  Rispondi

    timore di avere come unica prospettiva futura la permanenza??????????????????

    Gli zingari dovrebbero avere il timore di avere come unica prospettiva quella di essere sbattuti fuori dal paese a calci in culo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. steel ottobre 4, 2013 3:32 pm  Rispondi

    ma con una faccia così, di cosa si poteva “occupare”?

Leave a reply to Littorius Cancel reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *