La classe dirigente italiana ed europea, e non sto parlando solo dei politici che ne sono i burattini, ma anche, e soprattutto, dei burocrati europei, degli industriali, dei managers senzapatria alla Marchionne, dei banchieri dediti all’usura, tutta questo groviglio di potere deve essere spazzato via.
Le élites, che sono élites non per loro qualità intrinseche ma per la rapacità con la quale detengono il potere finanziario e politico, hanno come riferimento di legittimazione, non le società dei loro paesi: per loro non esistono Italia Francia Germania, per loro esiste esclusivamente il loro club elitario transnazionale. A questo ristretto gruppo di interessi essi guardano, e non ne fanno mistero. Hanno un “progetto”.
I Soros, i Napolitano, i Draghi, i Monti, i Barroso e i loro simili non hanno patria, certo, in alcuni casi, fingono di averla, ma è solo un comportamento strumentale agli interessi della loro casta d’appartenenza. Che non è una casta di sangue, i propri membri non “discriminano” su basi etniche, ma di ricchezza.
Per farne parte devi avere due caratteristiche, disprezzare la tua gente ed essere ricco, estremamente ricco. Meglio, se questa ricchezza è stata ereditata. Di solito, per essere cooptati in questa élite di potere, sono sufficienti una forte dose di servilismo, un’assoluta mancanza di idee e un totale conformismo ai fini per i quali si viene istruiti.
L’élite coltiva i suoi uomini in tutti gli ambiti della società, e come non discrimina su base etnica, non lo fa neanche in termini politici. I suoi fantocci sono in tutti i partiti, nessuno escluso.
E vengono piazzati nei gangli vitali della vita politica dei paesi per portare avanti il “progetto”.
Oggi il sistema di potere dell’élite è in crisi, per questo stiamo assistendone ad un salto di qualità nel comportamento.
Come cellule cancerogene sparse nel corpo sociale, i suoi membri si sono attivati. La posta in gioco è altissima, è l’esistenza stessa del sistema di potere che ha retto il processo di “globalizzazione” nell’ultimo mezzo secolo: se la Ue crolla, questo processo, e il fine ultimo che porta con se di totale mondializzazione economica sociale e culturale, crollerà.
Il fine ultimo è il “governo mondiale”. La Ue è un passo decisivo verso questo pianeta piatto e interconnesso dove le differenze saranno totalmente annichilite, con le buone – tv propaganda mediatica pseudocultura – o con le cattive – bombardamenti rivoluzioni colorate e guerre umanitarie, e dove i governi nazionali, già oggi retti da personaggi fantoccio istruiti dall’élite, saranno sostituiti da manager locali della multinazionale globale. Non sarà più necessario, “fingere” di rispettare i processi democratici formali, come avviene oggi con Mario Monti, questi saranno semplicemente sostituiti come “obsoleti” nell’ideologia mondialista
E’ in gioco il futuro dell’Impero che questa “mente” globale ha concepito da decenni, per questo faranno di tutto prima di arrendersi all’evidenza del loro fallimento. Sentiremo nei prossimi mesi sempre più appelli di Napolitano a “più Europa”, anche nelle lampante evidenza che “più Europa” significa “più miseria”. Assisteremo a blitz sempre più pesanti e scellerati della longa manus della finanza globale – Mario Monti – nelle tasche degli Italiani per rimandare la fine – inevitabile – del fallimento del loro “progetto”.
Draghi stamperà sempre più moneta, ma potrà comprarci solo qualche mese di tempo in più. La campana della Storia sta suonando, e suona per loro.
Lo scontro finale tra i fautori dell’omologazione e quelli delle differenze è in atto. Da una parte c’è tutto il potere finanziario, politico, mediatico e militare. Dall’altra c’è la ragione.
A lungo termine, la ragione vince sempre.

Speriamo davvero che vinca la ragione, e perchè no, anche il cuore, il cuore di chi vuole conservare la propria identità e la propria dignità, calpestate da questi farabutti globalisti e internazionalisti. Non se ne può più, l’Unione Europea deve scomparire come entità politica e finanziaria sovrannazionale, cioè niente più parlamento europeo e nè direttive UE, e nè BCE.
L’Unione Europea può essere fatta anche come associazione di nazioni dello stesso continente, i cui popoli dialogano e convivono in maniera pacifica, all’insegna delle propri radici cristiane, ma mantenendo ognuno la propria sovranità e identità.
Non sarebbe più la Ue, con la sua burocrazia elitista di nominati a-democratici.