Che gli assegnatari dei Nobel non scientifici avessero perso ogni residua credibilità, lo sapevamo. Dopo l’assegnazione di una serie di premi per la “pace” ad una lunga teoria di terroristi fino a quello preventivo e “sulla fiducia” all’appena eletto Obama, poi ripagata con bombardamenti a tappeto in ogni dove, col duemillesimo morto americano in Afghanistan e con l’instabilità delle “primavere arabe”, pensavamo però avessero toccato il fondo già avvicinato con il nobel alla letteratura al non-scrittore Fo. E invece no. C’è sempre un fondo più fondo del fondo. Perché oggi il Nobel per la “pace” è stato assegnato all’Unione Europea.
E così, dopo aver generato in pochi anni milioni di disoccupati, dopo aver ridotto Spagna e Grecia alla fame e, soprattutto visto il significato del premio, dopo avere risvegliato odii sopiti da decenni – l’abbiamo vista solo noi l’accoglienza riservata alla Merkel in Grecia – i parrucconi di Oslo rendono omaggio ai loro “fratelli” di Bruxelles.
Vorremmo tanto sbagliarci, ma temiamo che la forzosa azione depressiva dell’Euro, del “pacifico” euro, stia portando il continente una volta chiamato Europa sull’orlo di qualcosa di molto simile al primo Novecento. Mai come oggi gli odii anti-tedeschi sono stati così forti in alcuni paesi europei. Quindi è probabile che questo premio si riveli, non solo demenziale come è, ma addirittura presago dell’opposto al quale si vorrebbe rifare: la “Ue come portatrice di pace” è in realtà un mostro generatore di odii interni.
Era del resto ovvio che prima o poi il suddetto premio sarebbe finito a Bruxelles, visto che le élites burocratiche che lo assegnano sono le stesse, con qualche piccola variante, dietro la concezione creazione e oggi il disperato tentativo di sopravvivenza della Ue.
Sono gli stessi circoli di potere mondialisti anti-nazionali, organi massonici che nascondono il loro desiderio di dominio elitario sulle masse, dietro al paravento di un pacifismo umanitario stucchevole che usano come arma di propaganda.
La Ue è la loro chimera, un “non-luogo” che, per questo, ben si presta alla loro ideologia della “nazione in progress”. Senza frontiere, prona all’accoglienza e con il cervello nei caveau delle grandi banche.
In sintesi, proprio il motivo per il quale oggi la Ue viene insignita del fantomatico premio nobel per la pace, è lo stesso per cui noi, che ci rifiutiamo di asservirci al nuovo idolo, dobbiamo abbatterla.

Demenziale ed insensata, l’Unione Europea va disgregata, altrimenti finiremo tutti male: dopo Grecia, Portogallo e Spagna, incombe il pericolo su di noi, l’Italia.
Devo dire che questo premio cosi’ demenziale non mi stupisce + di tanto.
Davanti al disastro dell’euro e di tutta la politica europea devono lavarci il cervello x bene e quindi vogliono farci capire che europa e’ giusto e’ buono!!! ma se gli assegnatari e i beneficiati sono praticamente gli stessi e’ solo un piccolo dettaglio!
L’ultima sparata di Napolitano: “Per crescere, cedere quote di sovranità a Ue”.
Ancora prendono in giro i cittadini con questi discorsi euroentusiastici, nonostante la realtà ci mostra ben altro, e cioè che l’Unione Europea ha portato più danni che benefici, soprattutto ai paesi del Mediterraneo.