Cosa pensava l’estensore della Teoria dell’Evoluzione, colui che ne concepì i meccanismi intrinsechi, delle differenze razziali?
[nbnote ]Charles Darwin
The Descent of Man[/nbnote]Non vi è alcun dubbio che le varie razze, quando confrontate con cura e misurate, differiscono molto l’una dall’altra: nella struttura dei capelli, nelle proporzioni relative di tutte le parti del corpo, nella capacità polmonare, la struttura e la capacità cranica, e anche nelle circonvoluzioni del cervello. Ma sarebbe un compito senza fine specificare i numerosi punti di differenza.
Le razze differiscono anche nella costituzione, nell’acclimatazione e nella suscettibilità a determinate malattie. Anche le loro caratteristiche mentali sono ampiamente distinte, soprattutto nell’espressione delle loro emozioni. E sono differenti, anche nelle loro facoltà intellettuali.
Chiunque abbia avuta l’opportunità di confrontarle deve essere stato colpito dal contrasto tra il taciturno, anche cupo, aborigeno del Sud America e lo spensierato e molto loquace negro.
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“Le razze differiscono anche nella costituzione, nell’acclimatazione e nella suscettibilità a determinate malattie. Anche le loro caratteristiche mentali sono ampiamente distinte, soprattutto nell’espressione delle loro emozioni. E sono differenti, anche nelle loro facoltà intellettuali.”
Infatti i negri sono per la stragrande maggioranza dei sottosviluppati mentali a causa del loro basso intelletto. Rispetto a tutte le altre razze hanno in più l’istintività e l’aggressività, proprio perchè la loro ragione è troppo debole.
L’altro ieri ero su un treno, ed un senegalese era sceso in una stazione. Il controllore era sceso per controllare se aveva validato il biglietto, e il negro si è arrabbiato subito, gli ha mostrato il biglietto e se ne andato. Ogni richiamo che uno fa a loro per far rispettare le regole, lo prendono come razzismo, e quel poco intellettuo che possiedono, lo utilizzano per strumentalizzare abilmente sul loro colore della pelle, difendersi e reclamare per un presunto comportamento discriminatorio.
Se esistono le “razze”, quali sono i criteri fenotipici e/o genotipici con cui si differenziano le varie “razze”? E chi li stabilisce? E, dato che mutazioni spontanee casuali del DNA si verificano in tutte le cellule viventi, somatiche e germinali, di tutti gli individui viventi, ad ogni sua duplicazione, con frequenza variabile ed impredicibile per i vari geni, tant’è che le stesse specie e varietà viventi cambiano, si estinguono e se ne creano di nuove nel corso dell’evoluzione, come si stabilisce che le “razze” di ieri sono per tipologis e numero quelle di oggi e che, dunque, ha senso parlare di ” razza x”, piuttosto che di “razza y” conservatesi nel tempo, se l’evoluzione cioè il cambiamento adattativo del DNA dei geni è incessantemente all’opera?
Ciò che permette alle razze di evolvers è proprio il rendersi pure, il meticciato invece distrugge tutti i progressi fatti fino a quel momento
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