Allarme Tubercolosi in Friuli: casi raddoppiati “grazie” agli immigrati

UDINE. È scattato l’allarme tubercolosi all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine dove, nell’arco dell’ultimo biennio, il numero di ricoveri registrato alla Clinica malattie infettive diretta dal dottor Matteo Bassetti è aumentato del 30% ed è addirittura raddoppiato nell’arco dell’ultimo decennio. Ovvero in concomitanza con il fenomeno “immigrazione”.
Tanto che un terzo dei posti letto della clinica, che dal 2010 sono scesi da 17 a 12, è ormai stabilmente occupato da malati di tubercolosi, che devono essere posti in isolamento. E allora l’Azienda ospedaliero universitaria fa partire un protocollo con l’Ass 4 del Medio Friuli per farli curare a casa.
«Nel corso dell’ultimo anno, almeno 3 o 4 dei nostri posti letto, sono stati costantemente occupati da questi pazienti che hanno bisogno di essere ospitati in stanze ad alto isolamento – spiega il dottor Bassetti –. Nella clinica malattie infettive ce ne sono solo 3 singole, altre 5 stanze sono doppie, spesso dobbiamo occuparle interamente per ricoverare uno di questi pazienti. Del resto in una struttura come la nostra che è centro di riferimento regionale per tantissime malattie infettive, è facile arrivare alla saturazione dei posti letto disponibili.».
«Circa il 50% dei pazienti affetti da turbercolosi è rappresentato da immigrati molti provenienti dai Paesi dell’Est, dalla Romania alla Moldavia, dalla Serbia alla Croazia, dalla Russia all’Ucraina. I pazienti italiani sono spesso ultrasettantenni, con un calo di difese immunitarie provocato dalle terapie immuno-soppressive. Recentemente, abbiamo curato un anziano di 88 anni proveniente da Tolmezzo, trattato con questo tipo di terapia».
«I pazienti stranieri, invece, di norma hanno meno di 40 anni – spiega ancora il direttore della clinica –. Arrivano dal loro paese d’origine già malati, spesso anche da tempo, e questo complica la terapia. Un trentenne bosniaco aveva la malattia a uno stadio talmente avanzato che si è reso necessario il trasferimento all’ospedale di Monza per l’asportazione di un polmone».
In genere, per questi pazienti è necessario il ricovero in isolamento per 2 o 3 settimane. Poi ci sono 6 mesi di terapia antibiotica, ma in forme particolarmente aggressive si arriva a fare anche mesi di ricovero poichè è molto più difficile uccidere batteri. Per questo, nei casi in cui vi siano i presupposti, il protocollo di assistenza domiciliare per una terapia che di fatto si basa sull’assunzione di un cocktail di 4 diversi farmaci può diventare la risposta più efficace.

Anche tralasciando i costi, enormi, di questa situazione che comporta cure costosissime a carico del sistema sanitario. E anche volendo trascurare lo spreco immane di risorse, di un sistema vicino all’implosione, possibile che a nessuno interessi che, da quando il fenomeno migratorio ha preso piede, la tubercolosi è più che raddoppiata ed è passata dall’essere una malattia di persone anziane con patologie specifiche, ad una malattia endemica di giovani immigrati che girano liberamente nel nostro paese, che frequentano le scuole, del nostro paese?

E prima che qualche deficiente in matematica e statistica ci spieghi che se il 50% degli ammalati è immigrato, significa che l’altro 50% è Italiano: quando il 7% della popolazione genera il 50% dei malati, significa che negli immigrati l’incidenza della tubercolosi è oltre 7 volte rispetto al normale. Un’enormità.

Il sistema sanitario italiano è sull’orlo dell’implosione.
Quando si vuole un paese senza frontiere, si deve essere pronti a non avere una “sanità universale”, come avviene negli Usa. Perché se è possibile, con difficoltà, avere un sistema sanitario gratuito per tutti i cittadini, perché ognuno di essi ne paga una piccola parte che viene utilizzata per i pochi che si ammalano, nessun sistema può essere gratuito per chiunque arrivi. L’immigrazione ci sta distruggendo. Sta smantellando il nostro sistema economico e lo sta aggredendo dall’interno.

9 Comments

  1. Werner ottobre 2, 2012 12:16 pm  Rispondi

    “L’immigrazione ci sta distruggendo. Sta smantellando il nostro sistema economico e lo sta aggredendo dall’interno.”

    Aggiungerei pure ci sta contaminando. E comunque non sono solo gli esteuropei che hanno patologie, ma anche quelli dell’africa sub-sahariana.

    • admin
      admin ottobre 2, 2012 12:39 pm  Rispondi

      Soprattutto, quelli dell’Africa Sub-sahariana. Questo articolo è solo riferito ad un ospedale del Friuli. Ma in generale, come da altri nostri articoli, l’incidenza africana nel problema è molto superiore.

  2. BuonGusto ottobre 2, 2012 7:27 pm  Rispondi

    Ma di cosa stiamo parlando? Di 3-4 casi (come afferma il dott. Bassetti) dei quali il 50%, e quindi al massimo 2, stranieri…
    Molto più pericolose sono le “contaminazioni” razzistiche di chi conclude, a commento di un problema comunque serio, che l’immigrazione ci sta distruggendo.

    • admin
      admin ottobre 2, 2012 7:42 pm  Rispondi

      Leggere bene i numeri prima di esprimersi, sarebbe buona norma. Il prof. parla di 4 posti letto “costantemente occupati” durante tutto l’anno, non certo dai soliti “4 malati”. E poi, ovviamente, parla solo del suo piccolo centro di 12 posti letto, moltiplichi per tutti gli ospedali italiani o friulani.

      • BuonGusto ottobre 2, 2012 10:06 pm  Rispondi

        Li ho letti. E’ lei che è in errore. Un campione di 4 persone non è significativo per trarre conclusioni riferite agli ospedali di tutta Italia.

        • admin
          admin ottobre 3, 2012 12:24 pm  Rispondi

          Insiste con le “4” persone, quando l’articolo parla di “letti continuamente occupati” durante tutto l’anno, ovviamente non dagli stessi quattro pazienti, e, ovviamente, senza contare gli altri letti occupati non tutto l’anno ma saltuariamente.
          Inoltre non ci siamo basati solo su questa singola vicenda, che è invece parte di un allarme più generale: TUBERCOLOSI

          • BuonGusto ottobre 3, 2012 6:53 pm  Rispondi

            Inutile discutere con chi vuole creare un caso nazionale usando dati locali. Purtroppo ho visto a quale movimento fa capo questo blog. Siamo su pianeti diametralmente opposti.

            • admin
              admin ottobre 3, 2012 8:54 pm  Rispondi

              Il “caso nazionale” è una semplice sommatoria di tanti casi locali. O lei pensa che se la Tubercolosi raddoppia a Varese, Reggio Emilia e Udine, non accada lo stesso a Milano, Bologna e Trieste?

              Quando si discute si parla dell’argomento, e su quello si esprimono le proprie idee: la verità non fa capo ad alcun movimento.

              • Werner ottobre 4, 2012 5:51 pm  Rispondi

                Certa gente é talmente acciecata dal buonismo con gli extracomunitari, che non vuole ammettere che con questo fenomeno problemi del genere possono solo aumentare.

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