La Caritas uccide: anche in Brasile

C’è una tracotanza nella bontà che si presenta come malvagità[nbnote ] Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male[/nbnote]

E’ stata presa a colpi di pietra da uno degli ospiti del centro Caritas dove svolge il servizio civile.

Sono gravi le condizioni di una volontaria ligure aggredita in Brasile. Un minorenne della comunità per tossicodipendenti in cui lavora Alice Bianchi, 23 anni di Savona, l’ha colpita alla fronte con una pietra e ha tentato di violentarla e affogarla; è stata salvata mentre l’aggressore infieriva ancora su di lei.
Alice, laureata in Scienze della Comunicazione a Torino, è a Nova Iguaçu, alla periferia di Rio de Janeiro, nella missione di don Renato Chiera, fondatore della Casa do Menor. Svolge un anno di servizio civile.
E’ stata in Brasile già 4 anni fa, appena finito il liceo. Insieme ad altri 3 volontari, a febbraio è ritornata nella Casa do Menor che offre case-famiglia per minori abbandonati e doposcuola nelle favelas.
L’aggressione durante una passeggiata in un bosco non distante dalla comunità. Il giovane l’ha sorpresa alle spalle, stringendole il braccio attorno al collo. Poi l’ha gettata a terra e l’ha colpita con un sasso alla fronte. Infine, spinto da una rabbia incontrollata, ha tentato di affogarla in un ruscello vicino.

Quante vittime deve reclamare l’assurda e autolesionista xenofilia di associazioni come Caritas e Sant’Egidio, prima che i loro responsabili si rendano conto di quanto sia priva di senso e dannosa l’ideologia che perseguono?
Con la loro propaganda, supportati in questo dal tamburaggiante tam tam pubblicitario dei media di distrazione di massa, confondono giovani menti che poi mandano al massacro. Menti deboli che vengono “ricattate” con il bombardamento mediatico del racket degli aiuti al terzo mondo: giocano sul senso di colpa. E questo funziona, su individui ancora mentalmente acerbi.

Capita così che una povera ragazza italiana si convinca che la sua ragione di vita sia “andare in Brasile” a fare la serva ai “poveri drogati brasiliani”. Sia chiaro, siamo consapevoli dei drammi brasiliani: è tutto quello che noi denunciamo, una società multirazziale polverizzata con miriadi di schiavi e pochissimi ricchi. Ed è piuttosto ridicolo che la Caritas vada in Brasile a cercare di tamponare i drammi della società multirazziale, e poi voglia importare lo stesso tipo di società in Italia.
A meno che, non ragioni in termini di “business”: più una società è degradata, più bisogno c’è di enti “caritatevoli”. Il business aumenta, i contributi aumentano.
E’ criminale, l’avere instillato in tante menti deboli, l’idea del “sacrificio di sé”, dell’odio di sé e del proprio annullamento rispetto all’altro. Si abbandona il prossimo: le proprie famiglie, i cari, gli anziani del paese, i malati dell’ospedale vicino in nome di un umanitarismo lontano e alienante.

Se volete rendervi utili, la vostra famiglia ha bisogno di voi, il vostro quartiere ha bisogno di voi: il vostro paese, l’anziana che abita difronte. I malati abbandonati in un letto dell’ospedale a pochi kilometri. La vostra terra ha bisogno di voi.
Non c’è bisogno di sacrificare la propria vita in nome del “diverso”.

Smettete di nascondere l’odio verso voi stesssi dietro l’ostentata bontà verso l’umanità. Questo è il disegno dei vari enti pseudo caritatevoli.

E la tragedia capitata a questa, come a tanti altri giovani traviati dalla zuccherosa propaganda dell’autolesionismo morale, è la stessa tragedia che attende i popoli europei se insistono nell’odio di sé praticato attraverso l’accoglienza indiscriminata di estranei. Loro, i “buoni”, lo chiamano  “amore per il prossimo” ;  io , desiderio di autodistruzione.

Noi denunciamo la Caritas di minare, attraverso la sua ideologia autolesionista, alle basi la struttura stessa della società e dell’individuo.  Tutte le sue attività mirano all’eliminazione del concetto naturale di “auto-conservazione”, per questo sono attività che indeboliscono la società e i suoi membri nel confronto con l’altro.

 

 

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3 Comments

  1. Rita: stuprata a New York dal negro necrofilo ottobre 11, 2012 3:11 pm  Rispondi

    […] che attende chi segue i “consigli” di Riccardi e compagnia. Si può fare la fine di Alice, violentata in Brasile da un “povero mulatto” che lei, intontita dalla propaganda, […]

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