Borsa di studio? Solo per Africani

L’infaticabile apostolato, il costante impegno a favore dei bisognosi, l’ascolto dei più poveri, l’amore per i migranti di mons. Bruno Schettino sono stati ricordati ieri pomeriggio durante le esequie del presule nella cattedrale di Capua. Una cattedrale affollata fino all’inverosimile: uomini, donne, giovani e meno giovani a rendere l’ultimo saluto a mons. Schettino, arcivescovo di Capua e presidente della Commissione Cei per le Migrazione e della Fondazione Migrantes.

Per la Cei era presente anche il vice presidente mons. Angelo Spinillo e per la Migrantes mons. Giancarlo Perego.

Tra i messaggi di cordoglio – ricorda Raffaele Iaria, responsabile Comunicazione della Migrantes – quello di papa Benedetto XVI che ha ricordato “il generoso impegno in favore dei migranti” e del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il card. Angelo Bagnasco che ha ringraziato mons. Schettino per il “prezioso servizio pastorale” espresso come presidente della Commissione per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes

E proprio dalla Fondazione Migrantes, la notizia che “desiderando mantenere vivo il ricordo per l’impegno pastorale per i migranti e i rifugiati del Suo Presidente improvvisamente chiamato alla casa del Padre, conoscendo la Sua particolare cura nei confronti delle persone e popoli dell’Africa, soprattutto lungo il litorale domizio, terra che ha visto e vede la presenza di molti “fratelli africani immigrati “- come li chiamava Mons. Schettino – intende istituire una borsa di studio per uno studente di origine africana in Italia.”

Come sono generosi, con i soldi degli altri.
Con il quasi miliardo di euro dell’8 per mille depredato dalle tasche degli italiani.
E voi, sciocchi giovani italiani che l’università la pagate, magari con i sacrifici dei vostri genitori o lavorando (quei pochi lavori che gli immigrati non hanno distrutto con la loro presenza low-cost), voi che avete rinunciato al sogno della laurea perche’ soldi non ne avete: cosa pensate di questa ‘caritatevole’ iniziativa?
Non è forse questo “razzismo”? Non è odio verso la propria gente?

Immaginate cosa sarebbe accaduto, a quale starnazzamento giornalistico avrebbe dato sfogo, l’eventuale istituzione di una borsa di studio limitata ai soli studenti italiani da parte che so, di un’associazione identitaria.
Ci sarebbero state fiaccolate, magari, qualche studentello autolesionista italiano avrebbe manifestato contro questo atto “discriminatorio”. Dove sono gli indignati, quando c’è qualcosa di reale per cui esserlo? A cuccia, dai loro padroni.

Questo non è “cristianesimo”, ne e’ una pessima caricatura. Una messa in pratica distorta del dettame evangelico “ama il prossimo tuo”: il “prossimo”, non “il primo venuto”. Quello che ti è a fianco, quello che abita accanto a te, il tuo consanguineo: non “l’altro da te”. E soprattutto non, chi vuole prendersi la tua terra.

E si, è comodo fare i “buoni samaritani” con l’altrui denaro. Ma anche molto, molto meschino.
E questa notizia non fa altro che mettere in luce come l’8 per mille, al di là di quello che serve al sostentamento del clero (quello vero) e al mantenimento dei beni architettonici ecclesiastici, sia una re-distribuzione di denaro: dagli Italiani agli immigrati.

Ah, e ovviamente, l’Unar – sedicente organismo antidiscriminazioni – non muoverà un dito.

Ma stiano attenti, acta est fabula.

2 Comments

  1. luciano settembre 26, 2012 10:57 am  Rispondi

    Direi quasi un cristianesimo alla rovescia, in cui si istiga quasi un odio per il tuo prossimo che vive accanto a te (reo di avere una casa etc etc), per rovesciare il proprio amore autolesionista nei confronti di sconosciuti, anche se fossero delinquenti

  2. Werner ottobre 1, 2012 3:26 pm  Rispondi

    Quoto entrambi.

Leave a reply to luciano Cancel reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *