La “nuova scimmia” e il concetto di “razza e specie”

Alla vostra sinistra la nuova specie, il Cercopithecus lomamiensis. Alla vostra destra la specie a lui più prossima, il Cercopithecus hamlyni

Nella foresta della Repubblica Democratica del Congo una squadra di scienziati internazionali ha scoperto una nuova specie di scimmie. La notizia viene dalla rivista scientifica “Plos One”.
Il primate è chiamato dagli abitanti locali “lesula” ed è stata ribattezzato col nome di “Cercopithecus lomamiensis”.

Il mondo non conosceva questa specie. Ma gli abitanti locali la conoscono molto bene, e spesso vanno a caccia di queste scimmie, anche questo è un problema” ha raccontato uno degli autori della relazione, l’antropologo Christopher Gilbert dell’Hunter college di New York.

Diciamo subito che è proprio a causa del consumo di carne di scimmia cruda o cotta male, nonché della promiscuità sessuale che alcune popolazioni della zona hanno con tali animali, che molte malattie, tra cui l’Hiv, fanno il salto di specie verso l’uomo.
Ma non è questo l’argomento che questa scoperta ci suggersice.

Il primate non somigliava a nessuna delle specie note, per questo gli studiosi decisero di seguire le tracce di questo animale. John Hart ricorda che il primo incontro con questa specie avvenne nel 2007, durante una spedizione in quella parte del Congo. Secondo lui la scimmia si differenzia dalle altre specie note alla scienza, ed è inoltre un bell’animale.

La nuova specie ha la faccia chiara e una fine striscia beige sul naso, a differenza delle specie a loro più prossime, che presentano un viso più scuro e una striscia bianca sul naso. Per questo il loro viso è molto diverso. I lesula hanno anche una criniera giallo-oro. Sulla schiena invece hanno una striscia rossa molto bella. Hanno poi occhi molto grandi, molto più che le bertucce con muso da civetta.

Molti studiosi sono assai svelti nel definire un gruppo di membri del regno animale come “nuova specie”. Al contrario, quando si parla di specie umana, non ostante le differenze fisiche siano evidenti e della stessa entità, se non superiori di quelle esistenti tra – per fare un esempio – Cercopithecus lomamiensis e Cercopithecus hamlyni, si tende addirittura a negare l’appartenenza a gruppi razziali differenti. E’ evidente, come questo sia dovuto a motivi non certo scientifici, ma del tutto politici e di convenienza politica.

Provate a negare che le differenze tra le due scimmie appartenenti a queste due specie vicine ma distinte,  non sono quantitativamente superiori a quelle tra questi individui di due popolazioni umane:

E non è una mera questione di “colori”:

5 Comments

  1. giuseppe settembre 16, 2012 8:17 pm  Rispondi

    da sempre sappiamo che la specie umana è suddivisa in più varianti, negarlo equivarrebbe a negare l’esistenza stessa del genere umano! se madre natura non avesse voluto ciò gli uiomini saremmo stati fisicamente tutti uguali dal polo nord fino giù a capo Horn! ora è evidente che il concetto di razza bisogna concepirlo come un fatto assolutamente ‘naturale’ e non modificabile filosoficamente, basta poco comunque per avere la conferma che la spesie umana è suddivisa in razze uguali ma diverse, i popoli Scandinavi nulla hanno di uguale alle popolazioni del corno d’africa, tranne che per la sola morfologia fisica, tutto il resto non è comparabile, questo non vuol necessariamente dire che gli uni sono ‘superiori’ in alcunchè agli altri, e se non si metabolizza questo concetto semplice ed evidente come la luce del sole mai ci potrà essere vera equità tra la specie umana, quello che più semplicemente voglio dire è che per antiche e indecifrabili cause l’evoluzione umana ha assegnato strade divese e differenti alle varie ‘etnie’ umane, e questo non è smentibile da nessuno, gli europei hanno dimostrato nel corso dei milleni di essere una commistione di ‘razze’ caucasiche e indoeuropee dalla quale ne è nata una popolazione con determinate e specifiche caratteristiche psico-fisiche, non si può di certo affermare che un Ugandese è uguale per caratteristiche psico-somatiche a uno Scandinavo, (dove per Scandinavo si intende tutta la popolazione che va dalla Scandinavia appunto alla Danimarca, Olanda, Belgio, Gran Bretagna, e buona parte della Russia occidentale compresi Polacchi, Ungheresi,Cecoslovacchi, etc. perciò e per molti altri motivi, possiamo tranquillamente affermare,senza essere tacciati di razzismo becero e quant’altro, che la specie umana è composta da varie razze, suddivise a loro volta da diverse ‘etnie’, e se osserviamo il continente Asiatico ne abbiamo la prova lampante e incontrovertibile,ora io no sò se dire che gli uomini sono divisi da diverse razze sia razzismo o peggio un peccato mortale! la cosa che so per certo è che l’evidenza non si può confutare, tutto il resto appartiene a quelle peculiarità umane per le quali spesse volte tutto è discutibile e niente è assodato……

  2. Takeit settembre 16, 2012 11:52 pm  Rispondi

    No stavolta avete toppato… Essere della stessa specie significa potersi accoppiare con i propri simili e fare prole feconda. Se questa scimmia è simile all’altra nell’aspetto, non è detto che possa riprodursi con essa (anzi, probabilmente non può). Per questi motivi negli umani non esistono ‘razze’ in senso stretto, perché siamo tutti della stessa specie!.

    • Gabriele settembre 17, 2012 12:30 am  Rispondi

      sì infatti mi pare sia stato detto, siamo tutti della stessa specie Homo Sapiens Sapiens, ma le razze ci sono in questa specie, e come in tutte le specie, le razze tendono, col tempo e la variabilità genetica, a divenire specie differenti a loro volta.
      Ora non sappiamo cosa accadrà nel futuro remoto, magari la differenziazione sarà “bloccata” a causa della mescolazione più o meno forzata, oppure venendo meno le cause economiche e i presupposti tecnici come le comunicazioni di massa le cose continueranno e le differenze diverranno sempre più marcate. Penso che in ogni caso la specie umana attuale tenderà a produrre altre specie, come è sempre accaduto in passato, perché le popolazioni non potranno mai essere del tutto omogenee in ogni parte del globo. Ma ovviamente servono decine di migliaia di anni, come minimo, per creare una sottospecie, e non è del tutto escluso che questa sia ancora infeconda, ad esempio forse l’ibrido Cro Magnon-Neandertal poteva riprodursi.

    • admin
      admin settembre 17, 2012 2:01 pm  Rispondi

      Mi spiace non abbia colto il punto. L’articolo non asserisce che Europei e Africani o altre popolazioni umane, appartengano a specie differenti. Mette in evidenza come si cerchi di applicare un differente metro di giudizio alle specie animali rispetto a quella umana. Cosa assurda, catalogando due gruppi animali simili come specie differenti, e due popolazioni umane ugualmente simili, come, non solo della stessa specie, ma anche della stessa sotto-specie.
      Riguardo al concetto di specie e alla sua definizione, quello che lei evidenzia non è corretto. Per la classificazione di due specie differenti, la prole feconda non è sempre preso come conditio sine qua non , ad esempio, alcune specie di orso, considerati di specie differenti, possono concepire “prole feconda”.
      In questo senso è interessante notare che, anche l’esistenza o meno di prole feconda non può essere limitata ad un concetto binario di “si o no”, ma esteso in senso “graduale”: ad esempio, la prole di due individui della specie umana appartenenti a popolazioni razzialmente distinte, è si fecondo, ma secondo la statistica il suo accoppiamento con individui dell’una o dell’altra razza ha meno possibilità di successo rispetto a quello di due individui razzialmente omogenei.

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