Globalizzazione: pronti a morire in fabbrica?

In Pakistan almeno 314
operai bruciano vivi in due fabbriche
tessili. Erano imprigionati negli
stabilimenti, nessuna uscita di
sicurezza, finestre sbarrate. Nello
stesso modo muoiono a Mosca altre 14
lavoratori
.

Nel frattempo le fabbriche chiudono in Italia, e chiudono, perche’ non e’ possibile resistere alla concorrenza dei paesi sottosviluppati. Alcoa non puó mettere gli operai in catene e costringerli a turni di 12 ore, ma puó farlo in Cina. E allora va in Cina.
Oppure, si fa come con l’Ilva, si abbassano gli standard ambientali, permettendo la morte di una intera città, solo per reggere la concorrenza con paesi dove non esistono leggi comtro l’inquinamento.

Questa e’ la Globalizzazione. Null’altro che questo.

E quando sentite l’ineffabile Monti chiedere per l’Italia piú competitività , altro non vuol dire che abbassare i nostri standard di sicurezza , turni e stipendi ai livelli cinesi e del terzo mondo. Non c’è altro modo.
E per giungervi piú in fretta, si servono dell’immissione in massa nel mercato del lavoro europeo di immigrati low-cost che facciano da concorrenti verso il basso dei lavoratori autoctoni.

La soluzione ci sarebbe: dazi doganali verso i paesi che non applicano i nostri standard. Ma questo e’ anatema per i cultori del liberismo selvaggio e i nuovi profeti del socialismo globale: le due ali del medesimo leviatano. E’ anatema per i giornali, e non e’ strano, visto che appartengono alle multinazionali che della globalizzazione si nutrono.

O la rivoluzione, o la morte per asfissia in una società in stile “Cino-brasiliano”.
Fate la vostra scelta.

4 Comments

  1. Antonella settembre 13, 2012 12:47 pm  Rispondi

    sei un grande..il tuo commento è ineccepibile
    Resta solo tanto amaro in bocca per come eravamo, per come siamo diventati e per come diventeremo…praticamente dei barboni

  2. Luciano settembre 13, 2012 4:01 pm  Rispondi

    Già, gli antichi dazi doganali avrebbero permesso un allineamento dei prezzi stranieri ai nostri; qualcuno provò a parlarne ma è stato subito zittito…
    e i sindacati complici, che continuano a strillare per il declino dei diritti dei lavoratori e poi non hanno il coraggio di strillare le cause, tra cui in primis l’immigrazione

    • Werner ottobre 3, 2012 7:16 pm  Rispondi

      Non solo, coi dazi ci avrebbe guadagnato pure il fisco……no ce c’entra, l’importante è tartassare i lavoratori, i pensionati e gli imprenditori italiani!

  3. Gabriele settembre 13, 2012 6:21 pm  Rispondi

    il problema è il terzo mondo, la sua industrializzazione forzata, un capitalismo ad organizzazione schiavistica imbattibile. Tutto il resto sono fanfaluche, l’occidente non si riprenderà mai da questa crisi causata dallo spostamento massiccio di risorse monetarie dall’ovest ai luoghi più orribili del pianeta, dove la vita individuale vale davvero poco.

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