E’ morto “l’antipapa”

E’ morto Carlo Maria Martini. Sarebbe ipocrita rovesciare la propria opinione su un uomo, dopo la sua morte. E noi non siamo ipocriti.
Quindi chi si aspetta il solito spettacolo penoso del panegirico verso chi non c’e’ piu’, e se lo aspetta, anche da parte di chi ne aveva avversato le idee e i progetti, cambi ‘canale’.

Carlo Maria Martini era tutto ció che noi combattiamo. Rappresentava nella sua totalità la patologia nichilista che attanaglia l’Occidente moderno. Era, per noi, un nemico. E l’onore piú grande che si puó rendere ad un nemico e’, secondo noi, definirlo tale. Senza ipocrisia, senza falsi piagnistei.

Era, Martini, fino a pochi anni fa, un uomo molto pericoloso. Lo era per la sua influenza in ambito ecclesiale e politico: la sua dottrina del dialogo multireligioso sconfinava nella rinuncia a se stessi. Un irenismo moderno che e’ alla fonte del degrado morale europeo.
Anni fa poteva essere lui il nuovo Papa, poteva essere il Romolo Augustolo della Chiesa, un perfetto pastore di anime. Per condurle al macello. Così non e’ stato, e mai scelta fu piú giusta.

Con la sua dottrina dialogante, con la sua idea di una religione orientaleggiante che abbracciasse l’idea buddhista della rinuncia a se’, e di conseguenza alla civiltà che del se’ e’ solo l’espressone sociale e organizzata, Martini era la perfetta incarnazione dell’anticristo di Soloviev: un uomo di pace, il pacifista per eccellenza. L’uomo che dialoga con tutti e che per questo non crede in nulla. L’umanitarista senza uomo. Il predatore che imprigiona le proprie vittime in una melassa di buonismo e poi le soffoca con il suo ‘amore’.
Lo era anche nelle fattezze, che non riuscivano a nascondere ció che era: il suo vero spirito dietro la bontà ostentata appariva dal profilo ieratico di un Richelieu dei nostri giorni.

Oggi e’ morto. E noi non siamo così stupidi da gioire della morte di un uomo, soprattutto ora che era ormai innocuo. Ma non ci uniremo al coro peloso e ipocrita di chi ne tesse le lodi post-portem: noi giudichiamo gli uomini per quello che hanno fatto e per quello in cui credevano.

Per questo, oggi diciamo addio ad un nemico.

1 comment

  1. Luciano settembre 1, 2012 4:43 pm  Rispondi

    martini così scriveva nelle “conversazioni notturne a gerusalemme” a pag.33:
    sarai felice di essere cattolico, e altrettanto felice che l’altro sia evangelico o musulmano”.
    Che dire? per lui una religione era uguale all’altra, lui che doveva condurre le pecore a Dio, le portava invece al macello del relativismo;
    Quando la Madonna parlava di satana (nelle rivelazioni di Medjugorie) dentro la chiesa cattolica, ora capiamo il perchè…
    ma credo che i piccoli satana siano ancora tanti dentro la nostra chiesa!
    Onore a chi ha ancora il coraggio di dire le sue idee in ogni frangente

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