Cosa accomuna Siria e Usa

Un altro esaltante esempio di societa’ multietnica all’opera

 

Tripoli, 24 ago. – Un giovane sceicco sunnita è rimasto ucciso oggi nei combattimenti ripresi a Tripoli, nel nord del Libano, e legati al vicino conflitto in Siria.

Khaled el-Baradei, 28 anni, è morto negli scontri scoppiati all’alba dopo il fragile cessate il fuoco raggiunto ieri dai due quartieri rivali della città: l’alawita Jabal Mohsen, che sostiene il Presidente siriano Bashar al Assad, e il sunnita Qobbé, ostile al regime.

La morte del giovane sceicco porta a 11 il numero delle persone rimaste uccise negli ultimi cinque giorni in Libano, facendo temere un contagio della crisi siriana. Altre 86 persone sono rimaste ferite. (fonte Afp)

Come spiegammo giorni fa, gli scontri in Siria sono di natura etnica e confessionale. Non c’è un cattivo e un buono, non degli oppressori e dei liberatori. Ma fazioni religiose contrapposte in lotta: l’una, quella maggioritaria sunnita, per il recupero del dominio sulle minoranze; e l’altra, che vede Cristiani e Alawiti cripto-cristiani in lotta per la sopravvivenza nel mare islamico mediorientale.

E’, come molti conflitti sono, lo scontro tra due interessi contrapposti e non, la rivolta di un popolo oppresso contro il tiranno. Non esiste popolo in Siria, ma molti popoli con interessi divergenti.

Questo mette in luce anche la naturale fragilità delle società multietniche e multiculturali. Definisce in modo chiaro la impossibilita’ di coniugare democrazia e dis-omogeneità etnica, perche’ nelle società frammentate, ogni gruppo etnico persegue il suo naturale interesse, e il voto si divide lungo confini etnico-razziali, rendendo impossibile il normale svolgimento democratico. Un altro esempio lo abbiamo negli Usa, una società prossima al disfacimento per implosione:

Romney 0% preferenze tra elettori neri
Sondaggio Wsj/Nbc, Obama avanti anche tra latinos

E ovviamente, tra i Bianchi il rapporto e’ invertito. Anche nel 2008, al di la’ delle entusiaste cronache dei pennivendoli sulla nuova america multiculturale, se l’America fosse stata demograficamente la stessa dei tempi di Reagan, Obama non sarebbe mai stato eletto. Avrebbe perso 60 a 40.
E’ ovvio che una tale divisione su linee razziali e’ incompatibile con il normale svolgimento democratico (e’ per questo che nel multiculturale medioriente la democrazia non si e’ mai sviluppata) e, alla lunga, porterà gli Usa alla dissoluzione. Accadrà tra dieci, venti o trent’anni, ma accadrà. E’ giá accaduto ad un altro stato multietnico: l’Urss.

La cosa sinceramente piú sconvolgente e’ che, gli stessi governanti così impegnati nello sfruttare le divisioni etniche in Siria ( e nel resto del mondo) in funzione destabilizzatrice, siano poi gli stessi, così impegnati nella frantumazione etnica attraverso l’immigrazione, delle società che governano. Comprendono come la multietnicita’ sia una debolezza intrinseca, e ne sfruttano le crepe, ma poi lavorano per trasformare le società  occidentali, la cui forza e’ (era) l’omogeneita’ etnica, in tante ‘SIRIE’.
Criminali o dementi.

Oggi la Siria, domani l’America. Dopodomani l’Italia?

1 comment

  1. Luigi settembre 13, 2012 5:30 pm  Rispondi

    I nostri governanti sono già riusciti nell’intento.
    E non contenti ci stanno distruggendo come se ci coprissero di bombe.
    Chi ci conqusterà non avrà neppure bisogno di sparare: gli basterà fare il cipiglio.

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