
Il gioco sporco del ‘premio nobel per la pace’, e’ quello di infiltrare i paesi non allineati, causandone instabilità e quindi, preparando il terreno al rovesciamento dei regimi in carica, prontamente sostituiti da governi ‘democratici’ piú morbidi e allineati alle esigenze imperiali. Questa strategia non si discosta da quella di Bush o dei precedenti inquilini della Casa Bianca ma, ovviamente, Obama può farlo senza turbare i sonni delle animebelle, perchè ‘negro’, quindi inattaccabile , senza voler rischiare l’accusa di razzismo.
Ed e’ proprio questo, il motivo per il quale e’ stato scelto dall’establishment americano come presidente: portare avanti il solito piano imperialista, senza l’intralcio delle proteste anti-americane. Così accade in Siria. Così e’ accaduto in Libia ed Egitto.
(ASCA) – Roma, 7 ago – ”Ci sono scontri in atto in diverse zone e quartieri della citta’. Si odono continui colpi di arma da fuoco, tanti scoppi, alcuni molto forti, forse di mortaio. Siamo molto preoccupati perche’ non sappiamo cosa accadra’ e a cosa andremo incontro. Si dice che si stia preparando una battaglia, che genere di conflitto sara’, quando comincera’ e quanto durera’ non lo possiamo sapere.
Non possiamo fare altro che sperare in un compromesso che eviti uno spargimento di sangue, vittime innocenti. Altro sangue non fara’ che aumentare l’odio, le divisioni, e la distanza tra le parti”: e’ l’appello disperato lanciato all’agenzia Sir da mons. Jean-Cle’ment Jeanbart, arcivescovo greco-melkita di Aleppo, la seconda citta’ della Siria teatro da settimane dello scontro tra le forze del regime di Assad e i ribelli.
Il presule accusa gli Usa di fare scelte ”totalmente opposte” al dialogo e alla diplomazia volute dal popolo: ”Basti pensare alla decisione del presidente Usa, Barack Obama, di autorizzare missioni segrete in sostegno dei ribelli. Non e’ da oggi che gli Usa spingono in questa direzione”.
Il vescovo non nasconde le sue preoccupazioni per una eventuale vittoria dei ribelli: ”Non sappiamo cosa succedera’ e la paura sale ogni ora di piu’ specialmente davanti alla non remota eventualita’ che i quartieri dove vivono i cristiani vengano occupati dai combattenti anti regime, tra i quali ci sono bande islamiste. Abbiamo paura che anche ad Aleppo accada cio’ che e’ successo ad Homs dove i quartieri abitati dai cristiani sono diventati teatro di scontri violenti costringendo i nostri fedeli a fuggire. I ribelli che combattono contro l’esercito di Assad – aggiunge l’arcivescovo greco-melkita – non sono tutti siriani, ma vengono da Egitto, Giordania, Libia, Turchia ed anche dall’Europa. Jaidisti – rivela – sono arrivati anche dal Belgio”.
Mons. Jeanbart parla di una citta’ ”paralizzata dalla paura, in cui e’ sempre piu’ difficile muoversi, dove il pericolo e’ in agguato, ma dove i cristiani non cessano di fare la loro parte portando aiuto a chi e’ nel bisogno maggiore”.
Ancora una volta, come Occidente, siamo dalla parte dei nostri futuri carnefici.
Il disegno giudemoplutocratirco è quello di assoggettare all’impero di usaisrele tutti gli stati che sono rimasti liberi al mondo dopo la sconfitta delle potenze del patto Tripartito nella seconda guerra mondiale.
I camerati prima Iraqueni ed ora Siriani stanno continuando quella che era la guerra del tripartito.
La guerra del sangue contro l’oro.
Questi maiali alla fine scateneranno la terza guerra mondiale, ma questa volta avranno contro 2 colossi la Russia non più Bolscevica e quindi di nuovo la terza Roma e la Cina che è stata capace di trasformare il comunismo in un regime socialnazionalista.
E forse scatterà anche la riscossa dei popoli Europei e del Giappone che sono occupati da questi maiali dl 1945.
Speriamo che il Presidente Assad spazzi via la marmaglia al soldo degli americani e dei loro servi e che il popolo Siriano possa prosperare e vivere in pace e combattere unito contro il nemico della nazione siriana