Il gay pride resta a Bologna [nbnote ]http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_30/gay-pride-ridotto-bologna_25b49e0a-aa9a-11e1-8196-b3ccb09a7f99.shtml [/nbnote]
Si, froci. Licenza poetica.
Non solo l’omuncolo del Colle non vuole rinunciare ai suoi passatempi senili, anche gli ossessionati del sesso, i cravattari della morale non vogliono rinunciare alle loro sciocche marce in costume.
Con una aggravante: nessuno protesta. La “rete”, pessimo termine per descrivere qualcosa che non esiste come entità, non si scandalizza. Twitter non cinguetta, e i miseri pennivendoli, già sdraiati davanti al potere, assumono la posizione nota, davanti all’omosessualismo mediatico.
Non solo, almeno la marcetta dell’omuncolo è a Roma, gli “indecisi del sesso” marceranno invece seminudi a Bologna, nell’Emilia martoriata dal terremoto. Un altro sfregio, inutile e volgare.
Ma sarà una “marcetta ridotta”, dicono. I “soldi risparmiati andranno ai terremotati”, insistono. Queste puerili scuse, potranno andare bene per i pennivendoli vostri amici di culo, non per noi. Non per chiunque abbia la capacità di connettere un neurone all’altro.
Bolognesi, fate la scorta di pomodori. E lanciateli addosso al corteo dei miracolati da Basaglia.
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Chi ha scritto quest’articolo è una vera merda. Una merda di omofobo.
sinceramente, io non ho nulla contro i gay, anche se trovo la pratica sconveniente e riprovevole, ma ritengo sia lecita al riparo delle mura domestiche e si può anche giungere a compromessi sulle unioni, se proprio vogliono “sposarsi”. Ma questo è ben diverso che organizzare marce di checche dove non si fa altro che provocare quel poco di buoncostume rimasto.
che è, ti senti frocio?