E’ allarme stupri e violenza sulle donne. Non solo a Milano, dove il problema ha ormai dimensioni drammatiche, ma in tutta Italia sembra sia in atto una sorta di “epidemia”, costante e con periodiche, ma non episodiche, eplosioni. La reazione dei soliti “guerriglieri” da salottino, è dare vita ad una serie di iniziative piuttosto bizzarre e prive di senso, tutte nel miglior stile radical-chic: raccolte di firme, marcette di protesta e spettacoli teatrali per “combattere”, a modo loro dicono, la tragedia. Come si possa combattere gli stupri attraverso il teatro, è cosa che sfugge alla nostra comprensione. Loro dicono che “è un modo per sensibilizzare”, ma se gli stupratori si facessero “sensibilizzare” da Eschilo, non sarebbero stupratori.
Oggi, giornalisti ed esegeti del nulla, si chiedono nei loro spazi intellettuali e nei Blog a perdere, quale possa essere il motivo di tanta violenza. Sono talmente impegnati a cercare improbabili motivazioni sociogiologiche, e le cercano così lontano, da perdere di vista quel che hanno sotto il loro naso. O forse, non vogliono vedere, ciò che hanno sotto il loro naso.
Negli ultimi stupri o tentati stupri di questi giorni, l’identikit dell’aggressore è piuttosto chiaro: in otto casi su dieci, il carnefice è un immigrato, per i restanti due i colpevoli sono ancora sconosciuti. Ora, possibile che nessuno dei perditempo della stampa, nessuno dei professionisti dell’indignazione, nessuno dei marciatori a gettone abbia, non dico “gridato”, non ce lo aspettiamo da loro, ma almeno “sussurrato” che forse, dico forse, una certa correlazione tra violenze sessuali e immigrazione c’è?
Vediamo se la nostra impressione derivante dalla cronaca quotidiana, ha una valenza statistica.
Quando, come citato all’inizio, i fenomeni seguono un andamento epidemico, ovvero quando il loro andamento “mima” quello di una malattia contagiosa, le spiegazioni possono essere solo due: una sorta di contagio comportamentale dove l’emulazione ha il posto che i virus hanno nelle malattie, oppure, una causa scatenante comune, all’origine dello scoppio dell’epidemia.
La prima possibilità, che ben si adatta a fenomeni come le “ondate di suicidi” , nei quali i media fanno da catalizzatori dell’epidemia, è per evidenti motivi da escludere nel caso in questione, che invece, può trovare la sua spiegazione nella seconda opzione citata. Se la seconda possibilità fosse corretta, come pensiamo sia, ci aspetteremmo di individuare in concomitanza allo scoppio della “epidemia”, l’inizio del fenomeno che ne è la causa scatenante. E di osservare, all’aumentare del secondo, un’escalation della prima. Facciamo un esperimento, proviamo a mettere in relazione l’aumento della popolazione immigrata con il numero di stupri. Lo facemmo in un post di qualche tempo fa, quando l’emergenza stupri era già presente, ma veniva “taciuta” dai media di distrazione di massa:
http://identità.com/blog/2012/01/19/immigrati-e-stupri-grafico/
La relazione “positiva” tra la causa e il fenomeno è ovvia, e conferma la relazione che abbiamo messo in evidenza.
Non per tutti però. Infatti, ecco la solita indignazione da manuale, quella politicamente corretta del bravo “ribelle educato” che “non disturba il manovratore”. Vetusti slogan di un femminismo che, se mai è esistito, oggi è sempre più autoreferenziale e anacronistico. Appelli di sedicenti “sociologi” contro la violenza, riflessioni su “come mai gli uomini violentano le donne”: che senso ha, chiedere conto “agli uomini” , quando questa violenza ha origine in un gruppo ben definito di essi? Se la mia malattia è il morbillo, quale medico pazzo, mi curerebbe per i sintomi dell’influenza? Individuare il male, poi colpirlo. Se, per motivi ideologici, si cerca di rimuovere la realtà; se esigenze che trascendono la verità ci impediscono di vedere le cause di un problema, allora quel “problema” non lo risolveremo mai.
Noi quel problema lo abbiamo individuato, gli immigrati hanno una incidenza allo stupro dieci volte superiore a quella degli Italiani; l’aumento della popolazione immigrata ha portato ad un aumento del numero di violenze sessuali ed aggressioni. Ogni giorno, gli immigrati sono protagonisti di una mattanza senza fine. E chi non lo vuole vedere, ne è complice.
I giornali ne sono complici, i marchettari della tv ne sono complici, i politici ne sono complici e i falsi “indignati” in servizio permanente ne sono complici. Abbiano il pudore di tacere.
[…] […]