Rifiuta per due volte di servire un caffè a un nordafricano, esasperato per l’ennesima rissa tra immigrati nel suo locale, ma viene denunciato dal cliente ai carabinieri per atti di razzismo. L’episodio, riportato dalla stampa locale, è avvenuto il giorno di Pasqua nel Centro ricreativo comunale di Abano Terme, gestito da alcuni anni da una cooperativa sociale. Un uomo di 47 anni di origini marocchine si è recato al mattino nel locale per consumare un caffè ma si è visto opporre un rifiuto dal barista in servizio. Il gestore del bar aveva infatti imposto ai dipendenti di non servire consumazioni agli avventori nordafricani a causa di una lite particolarmente accesa avvenuta la sera prima proprio tra due magrebini nel locale. Pensando che si trattasse di uno scherzo, il cliente si è allontanato dal bar senza protestare, per farvi ritorno però nel pomeriggio insieme a tre amici. Di fronte al nuovo rifiuto di un caffè, l’uomo ha chiamato i carabinieri, ai quali il gestore ha confermato l’intenzione di non voler servire i clienti nordafricani. Il titolare del bar si è detto esasperato per i continui problemi causati nel locale, frequentato da anziani e famiglie, da gruppi di immigrati ubriachi. Per il responsabile del bar è scattata una sanzione amministrativa e la denuncia per atti di razzismo[nbnote ]http://corrieredelveneto.corriere.it/belluno/notizie/cronaca/2012/10-aprile-2012/rifiuta-caffe-un-nordafricano-barista-denunciato-razzismo-2004017151759.shtml[/nbnote].
Dove arriva l’ossessione xenofila dello Stato. Non solo, lo Stato strangola i propri cittadini con un cappio fiscale sempre più stretto. Non solo, in cambio di queste tasse, da l’insicurezza e il degrado di città ormai fuori controllo. Non solo, non impedisce che branchi di Maghrebini, giunti sulle nostre coste clandestinamente, mettano a rischio con il loro barbaro comportamento la vita di chi, questo Stato ormai farabutto mantiene.
Ma “impone” anche, alla vittima di servire il carnefice.
Se un uomo non è libero di decidere, nel proprio locale, per la sua sicurezza e per quella dei propri clienti, chi far entrare e chi no, allora non esiste libertà.
Sento già, nel Tempio, lo starnazzamento dei legulei che richiamano la legge e la Costituzione: fanculo la legge e la Costituzione. Finché non sarà garantita la sicurezza dei cittadini, finché agli immigrati verrà consentito di stuprare le nostre città, finché assisteremo allo scempio di clandestini trattati da turisti: prendete le vostre leggi e la vostra Costituzione, e date agli Italiani la Giustizia e la Libertà.
Leggi e Costituzione sono state scritte da uomini. E’ tempo di cambiarle e di garantire al cittadino commerciante il diritto, sacro, di difendersi. E se un commerciante italiano decide, in piena libertà, che la presenza di Africani nel proprio locale non è gradita, gli sia garantito il diritto di vietarne l’ingresso. Questa è libertà. Discriminare è libertà.
Ma mentre scriviamo, ci rendiamo conto che il problema è a monte: l’ingresso, deve essere vietato alle frontiere. Doverlo vietare all’entrata di un bar, è già tardi.
Il “razzismo” potrà anche essere uno psico-reato, un’offesa al mondo onirico della animebelle, ma chi riconosce il male, lo previene. Il “razzismo” è prevenzione.
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