Sudafrica vive giorni di tensioni e violenze, e rivede i fantasmi dell’odio razziale. A scatenera l’ira delle fascie più svantaggiate che popolano le township di diverse località del Paese, sono stati i rincari e i distacchi della corrente elettrica, che sta raggiungendo costi impossibili da afforntare. I casi più gravi sono avvenuti lunedì nelle province di Gauteng (nord) e Western Cape (sud), secondo quanto riportato il 20 marzo dalla stampa sudafricana.
ATTACCATI I NEGOZI STRANIERI. A Ratanda, una township da tempo pacifica vicino alla cittadina di Heidelberg, nel Gauteng, il 19 marzo centinaia di persone hanno attaccato il municipio e le abitazioni di due consiglieri comunali. Ma le istituzioni non sono state l’unico obiettivo colpito. Diversi negozi di commercianti pachistani, etiopi e bengalesi, accusati di non pagare l’elettricità, sono stati saccheggiati e incendiati. La polizia è intervenuta, disperdendo la folla con idranti e lacrimogeni, e arrestando cinque persone, ma senza impedire i saccheggi, un fatto su cui ha chiesto spiegazioni un esponente del governo provinciale. Secondo il quotidiano Mail&Guardian, alcuni poliziotti hanno espresso solidarietà ai manifestanti. I negozi degli stranieri sono stati oggetto degli attacchi anche durante la notte. La popolazione è esasperata dai continui distacchi di corrente elettrica, dovuti ai mancati pagamenti delle bollette, troppo care secondo gli abitanti delle township.
RETE ELETTRICA INADEGUATA E BOLLETTE CARISSIME.Il problema elettercità in Sudafrica è particolarmente forte. Lasciata senza manutenzione per oltre un decennio, la rete è ora obsoleta e inadeguata, tanto che nel 2007-2008 ricorrenti e gravi blackout portarono a temporanee interruzioni di attività minerarie, principale risorsa della più forte economia del continente africano. Proprio per affrontare l’emergenza il governo ha deciso una serie di rincari delle tariffe, ferme da anni. Le bollette sono salite del 25% ogni anno, a partire dal 2010, e ad aprile è previsto un nuovo scatto in avanti del 16%.
A Grabouw scontri fra neri e coloured
Nella provincia meridionale del Western Cape, a Grabouw, una protesta comune è degenerata in scontri a fondo razziale, con da una parte i neri che parlano Xhosa a Siteview e ‘coulerd’ metticci che parlano Afrikaans a Pineview. La manifestazione era nata per protestare sulle condizioni dell’unica sovraffollata scuola dei neri a Siteview, chiedendo più aule e insegnanti, ma si è trasformata in una battaglia di ore fra due schieramente armati di bastoni, pietre, coltelli e armi da fuoco. Alla fine la polizia è riuscita a separare i contendenti. La situazione resta molto tesa, con i coloured che presidiavano le loro tre scuole dopo che ieri una di esse era stata attaccata e danneggiata da una folla di neri.
http://www.lettera43.it/attualita/44246/sudafrica-tornano-la-violenza-e-l-odio-razziale.htm
I nodi vengono al pettine.
Abbandonata a al governo dei Neri, il SudAfrica sta lentamente scivolando verso standard di vita “africani”.
Questo spiega anche, i motivi per i quali i Boeri e gli altri Europei del SA avessero instaurato l’Aprtheid: proteggersi dalla violenza della maggioranza nera e dal degrado economico che un governo nero avrebbe portato.
Oggi, abbiamo la dimostrazione di cosa avviene quando si “cade” sotto il giogo di popolazioni non in grado di gestirlo: dopo c’è il caos e il declino degli standard di vita. Un insegnamento per le nostre Nazioni.
Sono interessanti anche gli scontri tra Neri e i quasi-neri Coloureds, evidentemente l’essenza biologica conta e il presunto “razzismo” che poi è solo “preferenza del simile”, non è prerogativa degli Europei.

http://album.alfemminile.com/album/843343/fermiamo-il-genocidio-boero-0.html
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