IL RISCATTO – Intanto, mentre si rincorrono le voci sulla liberazione di Rossella, continuano a fiorire ricostruzioni sulle modalità del rilascio. Secondo l’agenzia francese Afp, che cita «una fonte vicina ai mediatori coinvolti nella vicenda», il Movimento Unicità e Jihad nell’Africa dell’Ovest avrebbe chiesto un riscatto di trenta milioni di euro per il rilascio dei tre ostaggi europei, tra cui Urru. [nbnote ]http://www.corriere.it/esteri/12_marzo_03/urru-liberta_a144708c-6525-11e1-8a59-8bc3a463cee3.shtml[/nbnote]
Pare che la “crocerossina” cooperante di non so quale Ong, sia stata liberata dietro riscatto di qualche milione di Euro. Benissimo, ogni vita è sacra, quella di una ragazza italiana non ha prezzo.
Mentre tutti i giornalisti e “blogger” si consumano in lacrimevoli, quanto pelosi, commenti sulla notizia. Noi, diciamo quello che molti vorrebbero dire, e non dicono. Che pensano, o non pensano per “limitate capacità intellettive”.
Questi “cooperanti” con sovrabbondanza di “bontà” da spargere ai quattro angoli del globo, tranne che nel loro paese, devono smettere di andare a ficcarsi in luoghi dove il rapimento è all’ordine del giorno ed è usato come merce di scambio e ricatto verso i paesi occidentali.
I membri di queste “Ong” che, non dimentichiamolo, sono finanziate in gran parte dai soldi delle nostre tasse, prima fanno gli “apolidi” del “mondo senza confini”, poi, quando gli abitanti di quel mondo si dimostrano “meno carini” di quanto credevano, scoprono di essere “Italiani”, “Tedeschi”, “Francesi”. Troppo comodo.
Ognuno è libero di agire per le idee in cui crede, anche le più bislacche, come quella di andare ad “aiutare” chi ci vorrebbe “estinti”. Ma poi, se ne deve assumere le responsabilità.
E tra queste responsabilità ci sarebbe anche quella di non “scoprirsi Italiano”, solo quando fa comodo.
I governi europei dovrebbero avvisare le Ong che in caso di rapimenti in luoghi “sconsigliati”, i riscatti sarebbero a carico loro. Fatevi pagare da Riccardi.