Il Corano brucia, i fanatici ammazzano

Come viene data la notizia del rogo di alcune copie di un libro, il Corano, e della reazione degli Afghani:

MILANO – È di almeno cinque morti e una ventina di feriti il bilancio delle violenze in corso in diverse zone dell’Afghanistan contro gli Stati Uniti. Le proteste, in particolare a Jalalabad, nell’est del Paese, e a Kabul, sono scoppiate dopo il rogo di alcune copie del Corano avvenuto martedì nella base militare di Bagram. Nella capitale i manifestanti hanno dato fuoco ad un compound riservato a contractor stranieri. Secondo un testimone le fiamme hanno danneggiato parte della guesthouse nel complesso del Green Village, dove vivono e lavorano 1.500 contractors stranieri. Le forze di sicurezza hanno sparato raffiche di colpi in aria alla periferia di Kabul per disperdere la folla.
«MORTE ALL’AMERICA» – In via precauzionale l’ambasciata Usa nella capitale afgana è stata chiusa e lo staff è rimasto bloccato al suo interno. Attraverso Twitter, l’ambasciata americana ha annunciato la chiusura della sede diplomatica e il fatto che «ogni viaggio è sospeso». L’ambasciata ha anche invitato tutti quelli che si trovano fuori dalla sede diplomatica a mettersi al sicuro, mentre in strada i protestanti gridano «morte all’America». A Kabul ci sono almeno 500 persone in corteo vicino al Parlamento e alla più grande base militare Usa in città. A Jalalabad, un migliaio di studenti ha bloccato le principali arterie di comunicazione. Violenze si registrano al momento anche a Herat, nell’Afghanistan occidentale. ?
LE SCUSE – A scatenare le violenze è stata l’incredibile decisione presa martedì da alcuni addetti della base aerea americana di Bagram (a nord di Kabul) di distruggere con il fuoco materiale religioso islamico, fra cui almeno quattro copie del Corano. La profanazione del testo sacro dell’Islam è stata ammessa dall’Isaf e dal comandante della missione Nato in Afghanistan, generale John Allen, che si è scusato con il «nobile popolo d’Afghanistan». L’episodio ha riportato alla memoria dell’opinione pubblica una serie di incidenti che negli ultimi tempi hanno creato imbarazzo e messo in cattiva luce la missione dell’Isaf, come i soldati ripresi ad orinare su cadaveri dei talebani.

Qui non giudichiamo se sia opportuno vista la stupidità dell’Islamico medio, da parte di soldati americani bruciare o meno il Corano mentre si è in Afghanistan, mettendo quindi a rischio colleghi e civili; vogliamo invece analizzare il totale servilismo dei media occidentali rispetto a chiunque non sia Bianco, Cristiano e sessualmente normale. Meglio se nessuno dei tre.
Ovviamente, un giornalista può pensare sia demenziale e poco saggio, sempre conoscendo la demenza degli Islamici, compiere l’azione che i soldati Usa hanno compiuto. Ma questo “giustificare” qualunque reazione gli Islamici mettano in atto, è vomitevole. C’è differenza, tra bruciare un libro, e ammazzare persone: questa differenza, i maomettani non la conoscono e non la comprendono.
I giornalisti occidentali fanno del loro meglio per “coccolare” la bestia, invece di addomesticarla. Lo scandalo, non sono i Corani date alle fiamme, lo scandalo è la reazione squilibrata di un gruppo di fanatici e la sostanziale approvazione di questa, che arriva da parte della Stampa nei nostri paesi cosiddetti liberi.
Immaginate la canea xenofila se, dopo il rogo di alcuni Vangeli in una Moschea, qualche Cristiano iniziasse a dare alle fiamme le Moschee con gli ospiti dentro. Ma come, direbbe il Corrierino, loro bruciano un “libro”, e voi le persone? Questo vale per noi, naturalmente non per loro.
In questa “asimmetria”, traspare una realtà che viene taciuta e nascosta: ovvero come i nostri giornalisti e politici considerino quelle popolazioni mentalmente inferiori e quindi, incapaci di distinguere la gravità di un gesto e di calibrare la propria reazione di conseguenza.
E’ questo, una sorta di “razzismo” e di senso di superiorità che, tra le righe, invita tutti noi a trattare Arabi, Africani, Mediorientali e affini, come si trattano i bambini e i cerebrolesi.
Ma allora lo dicano apertamente, dismettano la maschera dell’ipocrisia: in quel caso, noi potremmo anche essere d’accordo.

2 Comments

  1. Marcovalmar febbraio 14, 2013 2:47 pm  Rispondi

    Quando leggo notizie di questo genere,personalmente la prima cosa che mi chiedo è come abbia fatto a trapelare fuori da una base militare superprotetta (perdipiù americana) . Cosa c’è dietro a tutto questo? Non sarà per caso che lo fanno di proposito perchè rientra in chissà quale tattica militare? Chi c’è dentro la base che filma certi fatti e dopo li fa uscire? Co’mè possibile che ci sia sempre un corvo, una gola profonda, pronto a gettare il fango, lo scompiglio in questo ambiente che è lì per civilizzare questi baluba di cammellieri? Possibile che non riescano a neutralizzare e disinfestare ambienti così importanti? Per quel che riguarda il giudizio sul servilismo dei media, condivido appieno l’analisi fatta e mi domando però senza averne ancora trovata la risposta giusta, da che parte stiano coloro che finanziano i mezzi di comunicazione. Perchè se si sa o si venisse a sapere che sono comunisti, si sarebbe scoperto l’arcano e con questo cosa ci resta da fare. Bell’articolo e complimenti vivissimi:

  2. Marte Ultore febbraio 14, 2013 9:32 pm  Rispondi

    Invece io, siccome appunto li considero mie pari, non lo accetto. E siccome son miei pari, sono anche mie competitori, come la storia ci insegna, per il territorio, per le risorse, ecc. Loro lo sanno, e sicomportano di conseguenza, noi no, noi “siamo superiori”, dobbiamo dimostrarci tali e poco importa se qualcuno dei nostri ci lascia la pelle o viene menomato o viene nella migliore delle ipotesi “solo” derubato, tanto chi scrive, fa politica, fa discorsi, non sarà mai toccato perché Loro i protettori li hanno e tutto sommato a questi personaggi non conviene inimicarseli visto che li proteggono, ci sono tanti loro connazionali, certo più poveri, ma così numerosi e indifesi (E impossibilitati a difendersi da leggi non squilibrate, ma create da squilibrati mentali che dovrebbero soltanto essere messi al muro per aver svenduto il loro popolo in nome delle loro follie universalistiche), che non c’è bisogno, per ora, di rivolgersi ai signorini in doppio petto e toghe che battono i pugni non appena qualcuno osa solo sostenere che il trattamento che riceviamo quotdianamente è iniquo…
    Ma lasciamo perdere, sarà quel che sarà, anche i fascisti pensavano di avere in pugno la nazione, e si è visto che fine abbiano fatto in tanti, anche il loro capo. Mi permetto di fare questo esempio, forse sgradito a qualcuno, perché io non sono un fascista ma un liberale risorgimentale, che ha perso da gran tempo la pazienza nel vedere come i cattocomunisti hanno stuprato prima loro, e ora stanno facendo stuprare da africani e asiatici, la propria Patria.

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