Il politicamente corretto è il modo sottile, con il quale il Potere vuole imporre alla società, prima, il corretto modo di esprimersi e comportarsi, per poi giungere nel tempo, ad imporre il corretto modo di pensare.
Questa tendenza è in atto ormai da molti anni in tutto l’Occidente, ma è nei paesi anglosassoni e in Inghilterra soprattutto, che assume aspetti al tempo stesso asfissianti e tragicomici.
E’ infatti a Londra che, il politically correct è assurto a nuova religione dopo il declino dell’Anglicanesimo: d’ora in avanti ai sudditi di Sua Maestà e ai malcapitati visitatori del regno, dovrà essere consegnata una sorta di lista, con scritto quello che si può, o non si può dire per non urtare l’una o l’altra minoranza etnica o sessuale. Senza scordare quella rumorosa minoranza religiosa, molto rispettosa delle altrui idee, chiamata Islam.
Accade in terra di Britannia che l’isteria al riguardo sia ormai a livelli bizzarri, così bizzarri che il fatto se un giocatore abbia o meno, dato la mano ad un altro, diviene ormai motivo di furore mediatico.
A noi interessa poco il fatto in sé e l’arroganza dell’Africano(ormai le minoranze sono consce del potere di ricatto che hanno assunto nella società moderna, e ne traggono vantaggio), a noi interessa comprende i motivi per i quali una società come quella anglosassone, in particolare quella inglese ma anche quella americana, si sia ridotta ad un sottoscala asfittico, dove imperano, sulla libertà d’espressione, i veti incrociati.
La risposta è piuttosto semplice: la società multietnica e multiculturale, e quella inglese ne è una rappresentazione perfetta, non può permettersi la “libertà”. Tantomeno quella d’espressione.
Cade infatti vittima, la libertà, dei veti incrociati delle varie sensibilità etniche e del terrore che qualcuno possa sentirsi offeso.
La società inglese è “terrorizzata” dalle offese razziali, non tanto perché abbia una particolare sensibilità a riguardo, ma perché una tale società non può sopravvivere che nel tacito silenzio. Pena, la sua frammentazione e spinta centrifuga.
E allora si accettano tutte le bizzarrie, le più assurde e spericolate tra le “esigenze”[nbnote ]http://www.corriere.it/cronache/12_febbraio_12/donna-diventata-uomo-mamma_bb8b9e4e-5570-11e1-9c86-f77f3fe7445c.shtml[/nbnote], pur di non turbare l’esistenza di una società che altrimenti, finirebbe per autodistruggersi davanti alle proprie insanabili contraddizioni.
Se vogliamo mantenere la nostra, già oggi tenue, libertà d’espressione, dobbiamo combattere l’evoluzione multietnica e multiculturale della nostra società.
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