Un giorno ordinario nella società multietnica

L’appello che lanciamo ai politici, e che sappiamo rimarrà inascoltato, è: fermate l’esperimento denominato “società multietnica”. Perché di esperimento si tratta, e noi siamo i topi da laboratorio.
I politici, gli amministratori locali non “vivono nel laboratorio”, sono osservatori esterni di questa loro sperimentazione “in vivo”. Dalle loro ville in collina circondate da alte protezioni, dai ricchi palazzi dei quartieri chic e dai lussuosi arcivescovadi, essi “osservano”.
Osservano la mostruosa creatura partorita da una élite politico-finanziaria con un unico inconfessato scopo: sostituire le popolazioni europee, consce dei propri diritti, con individui più malleabili provenienti dal Terzo Mondo.
Il modello a cui questa élite vuole giungere, è il Brasile: una società fortemente polarizzata, con una piccolizzima e ricchissima élite (loro) e una massa sconfinata di derelitti imbastarditi e privi di identità. Il loro modello sono i quartieri ricchi e le favelas: odiano la classe media. Il loro obbiettivo è la sua scomparsa.
La classe media è la spina dorsale delle nazioni europee ed è la fonte della Democrazia; questa fonte, l’élite, che possiamo definire “oligarchia”, vuole prosciugare. E l’unico modo per abbattere la classe media, è eliminare gli Europei e sostituirli con esseri umani dalle minori capacità cognitive che possano essere controllati e schiavizzati. Che non “disturbino” con la richiesta di orari lavorativi decenti, che non si domandino quale è il loro ruolo nella società.

Ecco allora l’immigrazione incontrollata e massiccia, l’arrivo continuo di nuova manodopera a bassissimo costo che sostituisce, come in una catena di montaggio, quella precedente, a sua volta poi sostituita da una nuova ondata ancora meno coscia di sé.
Siamo difronte ad un chiaro disegno politico e criminale al quale dobbiamo opporci.
Che cosa sia la società multietnica, e quali siano i danni che crea al tessuto sociale, ce lo spiega in una pietra miliare della ricerca il Prof. Robert D. Putnam, cattedra ad Harvard, che da antirazzista, non avrebbe voluto pubblicare i risultati del suo studio. Non voleva credere all’evidenza, ma da scienziato ha poi dovuto capitolare davanti ai dati oggettivi:

FRAGMENTED FUTURE: Multiculturalism doesn’t make vibrant communities but defensive ones.

Dalla ricerca durata quasi un decennio,  si deduce qualcosa per noi ovvio: più una società diviene multietnica, meno gli individui si sentono parte della società e meno collaborano tra loro. Rendendo la società stessa più instabile e prodromica alla propria implosione.
Una società non omogenea non è in grado di resistere agli “stress” economici o di qualsiasi altro tipo che possono investirla.

When the data were adjusted for class, income and other factors, they showed that the more people of different races lived in the same community, the greater the loss of trust. ‘They don’t trust the local mayor, they don’t trust the local paper, they don’t trust other people and they don’t trust institutions,’ said Prof Putnam. ‘The only thing there’s more of is protest marches and TV watching.’

Una società multietnica è uno spazio di “individui isolati” dove scompare la fiducia nelle istituzioni locali e dove ognuno si “chiude” nel proprio spazio fisico e mentale.
In poche parole, è la fine dell’Agorà, fulcro sociale dell’uomo occidentale. L’unico luogo d’incontro è il mercato: il “suk”. Nella società multietnica non esiste la collaborazione ma solo la contrattazione, muoiono i legami e l’unico valore è quello monetario. E senza l’Agorà muore la Democrazia: così il cerchio si chiude e comprendiamo i motivi per i quali l’élite “esige” l’immigrazione, che è il grimaldello per giungere alla società “oligarchica”.

Quello che oggi è accaduto a Firenze, era scritto. Era scritto nella Storia, nelle ricerche scientifiche: l’uomo ha bisogno di un luogo dove sentirsi “protetto”. Dove sentirsi “a casa”.
Se voi, mercanti nel Tempio, togliete all’uomo anche i luoghi della propria infanzia; se voi costringete gli uomini a vivere in città che non sono più, le loro città: otterrete individui “estraniati”, e gli individui estraniati, uccidono.

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