C’è un Golpista al Quirinale

C’è un golpista al Quirinale, il suo nome è Giorgio Napolitano.

Negli ultimi giorni si è andato stringendo un cappio intorno all’Italia e al suo Governo, la stretta è avvenuta in modo così sincrono rispetto ad altri avvenimenti, che una regia occulta ne deve essere stata l’artefice. No, il regista di tutto non è Napolitano, egli è solo una marionetta, i registi non sono in Italia, sono nei piani alti di qualche grattacielo americano: sulle loro scrivanie c’è una scritta, Goldman Sachs.

Andiamo con ordine, ad Ottobre la speculazione finanziaria inizia la sua campagna di logoramento contro i Bond italiani, segretamente il Presidente della Repubblica su input americani allerta Mario Monti, ex dipendente GS, ma è ancora presto, alla strategia di accerchiamento manca un tassello: questo tassello va al suo posto il primo novembre, quando Mario Draghi, altro ex dipendente GS, entra in carica alla Bce.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Ora gli eserciti sono sul campo, parte la manovra, l’assalto finale ha il volto feroce dei banchieri e quello mellifluo di Draghi, perché i Bond italiani subiscono un attacco senza precedenti e stavolta, alla Bce c’è il maggiordomo Mario che evitando di comprare titoli di debito italiani, non erge alcun argine contro gli speculatori, permettendo così allo “spread” di cavalcare allegramente sulle ali della speculazione.

Manca un piccolo pezzo al puzzle, di non difficile ottenimento peraltro, serve il voto, o meglio, il non-voto, di alcuni deputati: e bastano pochi denari per comprare la “banda degli otto” e l’ex ballerina. A quel punto, il Governo è costretto alle dimissioni, la palla passa all’altro maggiordomo, Giorgio, il cui compito è seppellire la Democrazia e incoronare Mario Monti Dictator, con la missione di tassare gli Italiani e svendere Eni, Finmeccanica, Enel e altri gioielli agli amici di Goldman Sachs.

Il cerchio si chiude: la Democrazia è morta, viva Goldman Sachs.

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