Cassius Clay (Muhammad Ali): “Ognuno deve difendere la propria razza”

Oggi tutti i media parlano della morte di Cassius Clay – Muhammad Ali – ma quasi nessuno, al di là delle esaltazioni post-mortem di rito, spiega chi era. E cosa pensava, prima di essere imbalsamato nel personaggio.

Cassius Clay era, come noi, contro l’integrazione. Vedeva, come noi, nel ‘mescolamento razziale’ la fine delle differenze. Per lui, come per noi, la vera espressione di libertà era la possibilità di ogni razza/popolazione di esprimere se stessa nel proprio spazio vitale.

Nel 1971, intervistato da Michael Parkinson (ironia della sorte) della BBC. Cassius Caly spiegò che chiunque ha il diritto di avere figli che “gli somiglino”.

“Chi vuole rinunciare e uccidere la propria razza?”, dice ad un Michael Parkinson sul limite di una crisi di nervi. Perché allora come oggi, l’input del Sistema è uccidere le differenze attraverso l’assimilazione forzata, che loro chiamano ‘integrazione’.


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