Chiudere i Campi Nomadi e rimpatriare gli Zingari

E’ l’unica soluzione. Tutto il resto è truffa ai danni dei cittadini. E quando parliamo di “chiusura”, non significa chiudere i campi e spostare gli ospiti in tante belle casette a spese nostre, ma dare al tutto un lieto fine con il ritorno a casa dei protagonisti.

Se voi e alcuni vostri amici compraste dei camper e provaste a parcheggiarli in una parco pubblico, vi farebbero la multa. Se addirittura vi sistemaste lì con famiglie al seguito campeggiando allegramente, verreste arrestati e condotti nelle patrie galere. C’è invece qualcuno che lo fa da anni – decenni – impunemente.
Sono gli Zingari, i cittadini di serie A1 della nostra strampalata repubblica delle banane.

E non solo. Questi bizzarri individui viaggiano gratis su treni, bus e tram nei quali svolgono il loro “lavoro” di estorsione ai danni, soprattutto, di donne sole e ignari turisti.
E poi un giorno quando torni a casa, trovi la casa svaligiata. E devi considerarti fortunato, perché tua figlia e tua moglie erano fuori. Sai che i ladri vengono dal campo nomadi vicino, e lo sanno anche gli agenti ai quali fai la denuncia, che però ti dicono che “non si può fare nulla”, perché ai magistrati non piace perquisire certi posti.

Davanti a questo la Politica è divisa in due schieramenti: c’è chi li adora e li vorrebbe come vicini di casa – ovviamente degli altri, non di se stesso – e quindi propone case popolari e soldi a pioggia, chi invece li “sopporta” e si barcamena tra sgomberi e proclami. E poi ci siamo noi, che non li adoriamo e non li sopportiamo.
Non è complicata l’azione da intraprendere: i campi nomadi devono essere smantellati, i responsabili che non accettano di togliere le tende, arrestati e condannati. L’azione è fattibile in meno di due mesi.

Ci sono in Italia complessivamente 167 accampamenti, di cui 124 abusivi e 43 autorizzati: con una media di 3 sgomberi al giorno, si impiegherebbero circa 55 giorni per lo sgombero totale dei campi nomadi del nostro paese.
Tecnicamente è semplice, manca la volontà politica. E’ forte il ricatto morale – ma direi più “moralistico” – delle animebelle e dei seguaci dell’accoglienza.

I campi dove “risiedono” gli Zingari di varia etnia e provenienza sono una concentrazione di criminalità senza eguali: furti, estorsioni, pestaggi, rapine e aggressioni sono all’ordine del giorno nei quartieri che hanno la disgrazia di averne uno accanto. Non solo. Sono fonte di inquinamento attraverso il recupero e trattamento nocivo di materiali ferrosi e rame. Sono ricettacoli di infezioni a causa delle condizioni igieniche nelle quali gli ospiti vivono. Sono, in sostanza, luoghi indegni di una società cosiddetta civile.

E nessuno osi parlare di “deportazioni” o campi di concentramento, sempre non voglia rendersi ridicolo: semplicemente li si rimanda da dove sono venuti su comodi aerei militari e si bonificano le zone che hanno reso invivibili. E’ buonsenso.

Qualche leguleio protesterà che essendo in gran parte Romeni, non possiamo espellerli, perché “cittadini europei”: un buon motivo per uscire da Schengen e dalla prigione chiamata Unione Europea. Uno stato sovrano decide chi può entrare e chi no, senza questo “privilegio”, smette di essere sovrano, smette di essere stato. Diviene giungla. E’ questa una delle tragedie della Ue: la libera circolazione forzata che permette a chiunque di venire a casa tua a fare il padrone. Non ce l’ha ordinato il medico, è una decisione politica.
Una volta abbandonato il trattato di libera circolazione, il problema degli “Zingari europei” è risolto. Resta per quelli ai quali è stata concessa la cittadinanza italiana: i Sinti soprattutto. Sono circa 70.000 e sono un problema.

La soluzione identitaria sarebbe rimandarli nei luoghi di provenienza. Lo si può fare con quelli che hanno un’altra nazionalità, semplicemente revocando quella italiana. E’ cosa di pochi minuti per un governo-parlamento che pensa al bene dei propri cittadini e non, a subire i diktat delle varie organizzazioni di stampo xenofilo.
Rimarrebbero quelli senza altra nazionalità che divenendo apolidi non hanno destinazione. Questo non vuol dire debbano rimanere in Italia: basterebbe semplicemente trattarli come i veri italiani. Impedire accampamenti, fare multe, impedire i loro commerci abusivi e vedrete che, nel giro di poco tempo, sarebbero loro stessi ad andare.
Del resto non si comprende perché la nostra società debba convivere con il loro degrado. Perché chi paga le tasse e lavora onestamente debba condividere il giardino con chi occupa abusivamente terra non sua.

E allora, tre sole parole: sgomberi, rimpatri, terra bruciata. Tre azioni per risolvere un problema che attanaglia le nostre città e che rende la vita dei cittadini più deboli e non abbastanza ricchi o benestanti da potersi trasferire in un altro quartiere, un inferno.

Questa è la soluzione. Il resto è, bene che vada, “riduzione del danno”, o peggio, nella gran parte delle situazioni, razzismo ai danni degli Italiani che vengono discriminati in tema di casa, trasporti, pensioni, sovvenzioni, asili, scuole e tasse.

Tutto questo non può e non deve continuare.

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7 Comments

  1. Marte Ultore marzo 4, 2013 8:53 pm  Rispondi

    Concordo col programma, ma sulla revoca della cittadinanza ci andrei cauto, purtroppo, non che non si possa fare, ma sai bene che se si eccede e si urtano troppo certi interessi piovono facilmente bombe umanitarie sul capo di chi non ha missili nucleari intercontinentali pronti a partire da qualsiasi direzione provengano le prime.
    Però come hai detto tu, una volta rispediti in patria quelli senza cittadinanza (sempre che chi li adora non gli regali la cittadinanza prima), poi basterebbe trattarli semplicemente come tutti i cittadini italiani. Quindi niente favori per le case popolari, multe e sequestri se ci si accampa in mezzo alla strada, carcere se ti pizzicano a rubare. E come hai detto tu, molti se ne andranno verso i lidi dove ancora li sopportano e suppongo che così si potrà anche sperare di avviare un effetto domino in tutta europa, perché il troppo stroppia a tutti.

  2. sammael marzo 4, 2013 10:22 pm  Rispondi

    Prenderli di petto è controproducente. Gli va resa la vita impossibile in tutti i modi, ma sempre sotto traccia. Un esempio sciocco: distruggono le fontanelle nei parchi per avere l’acqua tutta e subito, perché non avendo nessun senso della realtà oltre l’istinto predatorio non arrivano a comprendere che l’acqua -che non pagano- va ad esaurirsi. Sei mesi senza fontane in nessuna località -magari adducendo una manutenzione straordinaria- tanto i residenti possono procurarsela in altro modo, loro no. Una cosa piccola, ma vanno logorati come loro fanno con noi.

  3. Luciano marzo 5, 2013 12:00 pm  Rispondi

    Condivido l’articolo, e penso che l’accordo di Schengen sia una delle piu’ grandi idiozie fatte alle nostre spalle; e’ semplicemnete la libera circolazione dei delinquenti.
    Eliminare Schengen significa bloccare alla fonte l’acqua putrida che arriva.
    il resto, come dici tu, sono ciance…
    una perquisizione al campo nomadi serve a poco se dopo torna come e peggio di prima.
    e’ necessaria una azione di vera e propria persecuzione verso costoro da parte della legge.
    e’ necessario un movimento di opinione che sdogani certe idee dalla melma xenofila in cui siamo, perche’ questo e’ cio’ che pensa la maggioranza degli italiani

  4. Werner marzo 5, 2013 1:16 pm  Rispondi

    E’ evidente che gli Zingari ricevono un trattamento fin troppo privilegiato, già il fatto stesso che vivonon nelle roulotte che occupano il suolo pubblico la dice lunga. La cosa più grave è che le varie amministrazioni comunali gli sistemano questi campi, il tutto a spese nostre.

    Il fatto di dovergli costruire degli insediamenti è di per sè contraddittorio rispetto al concetto di “nomadismo” tipico degli Zingari: se sono nomadi non si stabiliscono in un posto definitivamente, ma temporaneamente, e allo stato attuale avviene l’esatto contrario.

    Vivono nell’illegalità più assoluta, perchè occupano i suoli pubblici delle nostre città abusivamente, fanno accattonaggio, delinquono commettendo rapine e stupri, nessuno di loro lavora perchè sono parassiti, ma nessuno li tocca, perchè poi intervengono in loro difesa la Caritas, la Comunità di Sant’Egidio, l’Opera Nomadi e minchiate varie.

    Non se ne può più, è un sopruso inaccettabile da parte della politica e di queste associazioni come quelle che ho poc’anzi nominato, nei nostri confronti, nei confronti del popolo italiano, stanco di non poter vivere decorosamente e serenamente in casa propria. Basta, fuori gli Zingari!

  5. FN marzo 6, 2013 10:07 am  Rispondi

    D’accordissimo.
    Gli zingari sono uno dei popoli peggiori, assolutamente inutili e dannosi alla società(oltre che meticci). Espulsione dall’Italia…subito!

  6. diego aprile 20, 2013 11:11 am  Rispondi

    buongiorno a tutti…sono daccortissimo con tutti voi…il problema è solo uno e cioè che quando questa gente verrà presa a calci dalla popolazione ( e non dai nostri governanti che a quanto pare hanno forse interessi a far si che esistano certi scempi come i campi nomadi) sui libri di storia verremo ricordati come dei razzisti..il fatto è che ci portano ad esserlo…io la storia la conosco bene e mi ha insegnato una cosa…che fin dalla notte dei tempi la storia si ripete SEMPRE..in questo caso per gli zingari la vedo proprio male perchè ormai si son tirati dietro le antipatie di tutti

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