L’ultimo schiaffo del governo Monti: accoglieremo 8mila “profughi”

La parola “scandalo” non è sufficiente a definire quello che sta accadendo. In un paese prostrato dalla crisi economica, dove solo oggi l’Istat ha comunicato il record ventennale di disoccupati, ci sono migliaia – per l’esattezza 8mila – immigrati giunti in Italia nell’ormai lontano 2011, che percepiscono uno stipendio statale di 1.380 euro.
Questi immigrati di professione “profughi”, sono mantenuti da oltre due anni coi soldi delle nostre tasse, in questi due anni sono stati protagonisti di stupri, disordini, pestaggi e spaccio di droga.

Ricordiamo che questi individui sono giunti in Italia profittando dei disordini causati dall’intervento in Libia e che, tra loro, non ci sono Libici: ergo, nessuno di loro aveva diritto all’accoglienza. Ma non ostante ciò, per due anni sono stati mantenuti in hotels, centri d’accoglienza a cinque stelle e case sottratte al bisogno di indigenti italiani.

Questi stessi personaggi sono ancora in Italia e stanno inscenando violente proteste in tutto il paese – nel silenzio mediatico generale – perché pretendono, altrimenti minacciano azioni violente, dai 1.500 ai 2.000 euro di “buonuscita”.

TRE CASI RECENTI DI VIOLENZE SCATENATE A SCOPO DI RICATTO

http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/disordini-a-lucca-dateci-1500-euro-o-spacchiamo-tutto/
http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/padova-immigrati-in-piazza-dovete-continuare-a-mantenerci/
http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/piacenza-immigrati-in-piazza-dateci-2-000-euro-oppure-occupiamo-il-ferrhotel/

Vogliono una sorta di “liquidazione di fine rapporto” dalla loro professione di “profughi”. E questi soldi li vogliono da noi.

Ovviamente le amministrazioni istituzioni locali e nazionali guidate da partiti e individui anti-italiani si sono subito messe all’opera e hanno, in alcuni casi, già provveduto a soddisfare queste assurde richieste.

Ora si “muove” il governo, quello senza mandato popolare. E si muove – ovviamente – nella direzione sbagliata:

Roma, 1 mar. (TMNews) – “Stiamo lavorando affinché i migranti di quei Paesi ancora in Italia non restino da un giorno all’altro privi di sostegno”. In un’intervista oggi sull’Avvenire, il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri parla del futuro dei circa 13mila migranti arrivati in Italia per la crisi nordafricana del 2011, per i quali domani scadono i 60 giorni per la chiusura del programma che ha consentito di ospitarli.

Ricapitoliamo, questi clandestini sono in Italia da circa due anni, giù due mesi fa scadeva il termine oltre il quale sarebbero dovuto tornare a casa loro. Il governo Monti estese questa permanenza di altri due mesi, con la tacita speranza che poi arrivasse Bersani, e rendesse questa loro permanenza “eterna”.

Il ministro chiarisce che “potranno restare le 7.400 persone ancora in attesa di essere sentite dalle commissioni per il rilascio dello status di asilo. E lo stesso vale per i nuclei familiari e gli appartenenti alle categorie ‘vulnerabili’ previste dal sistema per la protezione e l’accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo, che resteranno per almeno altri sei mesi: minori, genitori single con prole, donne in gravidanza, anziani, disabili o vittime di soprusi e torture, mentre i tossicodipendenti verranno assegnati a strutture idonee. Secondo i dati giunti da 50 prefetture, sono già 520 persone: attendiamo i dati delle altre 53. Infine, resteranno quelli in attesa del permesso umanitario o del titolo di viaggio. Sono categorie ampie e dovrebbero includere buona parte dei migranti”.

Questi immigrati vengono tutti da paesi come Ghana o Nigeria, paesi dove non esiste la tortura, quindi nessuno avrebbe diritto all’Asilo. Sappiamo inoltre che i cosiddetti “minori”, sono in realtà adolescenti di trent’anni, come abbiamo appreso qualche mese fa: http://xn--identit-fwa.com/blog/2012/10/22/scandalo-profughi-minorenni-le-associazioni-rubano-milioni-di-euro/.
Che poi ci si debba sobbarcare anche la cura dei tossicodipendenti nigeriani o ghanesi è cosa fuori dal mondo.
Ma come dice la Cancellieri,sono categorie ampie e dovrebbero includere buona parte dei migranti
. Infatti l’obiettivo è far si che rimangano tutti qui, a spese nostre. Creando categorie artificiose, e infilandoci anche chi non ne avrebbe alcun titolo.

Ci stanno rubando il futuro. E noi glielo stiamo permettendo.


5 Comments

  1. Maurizio marzo 2, 2013 8:41 am  Rispondi

    Io ho un’azienda famigliare in passivo,non chiudo perchè non troverei nient’altro.Faccio i salti mortali tutti i giorni per pagare debiti e fornitori,viviamo col magro stipendio di mia moglie,abbiamo un figlio e paghiamo un’affitto.Non pretendo aiuti dallo stato,ma non li dia a nessuno.Sopratutto a questi delinquenti.

  2. Werner marzo 2, 2013 1:32 pm  Rispondi

    Purtroppo queste discriminazioni ai danni del popolo italiano proseguiranno finché questi non organizzerà delle manifestazioni di piazza per protesta contro queste regalìe fatte a chi non ha alcun titolo per riceverle, oppure con azioni eclatanti, come ad esempio, lo sciopero fiscale.

    Visto che i nostri soldi vengono sprecati in questa maniera, per protesta noi italiani non dovremmo pagare più le tasse, perchè sono pagate a vuoto, nel senso che ciò che noi paghiamo, invece di venirci restituito in beni e servizi per la collettività, viene utilizzato per mantenere questi parassiti.

    Finché ci limiteremo a manifestare il nostro malcontento rispetto a questo razzismo istituzionale contro il nostro popolo, soltanto “battendo quattro tasti alla tastiera”, non cambierà nulla, è necessario fare qualcosa di pratico ed incisivo, ma deve coinvolgere tutto il popolo, non quattro gatti!

    Esprimo la mia solidarietà all’imprenditore che mi ha preceduto nel commento: con molta dignità porta avanti l’azienda di famiglia, anche se in perdita, e ne dimostra ancor più non chiedendo denaro allo Stato. Lo Stato purtroppo mantiene i parassiti come questi falsi profughi, e tartassa la piccola e media impresa, cioè la parte più produttiva della Nazione, quando invece andrebbe premiata abolendo l’IRAP, una vera e propria tassa sulla deindustrializzazione che nessuno ha mai voluto abolire.

  3. Aldo marzo 4, 2013 3:05 pm  Rispondi

    In risposta a Werner e a commento di questo articolo, manifesto fin d’ora la mia disponibilità a contribuire a dare “fisicità” a eventuali azioni di protesta. Aggiungo che nella maggior parte dei casi quello che sembra consenso non è altro che silenzio/assenso dovuto al timore di apparire i cattivi di turno. Se non credete alle mie parole, provate a condure una certa quantità di conversazioni private sul tema in assoluta riservatezza (come si dice: a quattr’occhi). Fate voi la prima mossa, manifestando il vostro punto di vista con trasparenza. Sarete STUPITI dalla quantità di persone che si dichiareranno d’accordo con voi aprofittando dell’atmosfera di complicità e segretezza. Pusillanimi? Potete scommeterci, ma così è l’animale umano.

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