Quirinale: è cosa loro, il popolo “osservatore non votante”

Non abbiamo quasi parlato dell’indecente spettacolo della nomina del nuovo inquilino del Colle perché questa è “politica bassa”, quella dei maneggi e degli scambi, della rincorsa alle poltrone. E’ la politica che interessa solo ai politici piccoli piccoli e agli attivisti di partito – vedere la squallida sceneggiata dei cosiddetti iscritti del Pd – non a noi, non a chi vede la politica come mezzo per proteggere e aiutare la Comunità, non come fine a se stessa o come trampolino per mediocri sindaci o dirigenti politici.

Ma non possiamo non segnalare la cosa più penosa di questa squallida vicenda. Che non è la mancata nomina di questo o di quello, non è la spaccatura dell’ormai cadavere piddino o altro: è che tutto questo avviene sopra le teste dei cittadini che possono “guardare” – o tifare come nel caso di alcuni che non hanno capito nulla – ma non possono decidere. Il popolo non ha voce in capitolo. E’ “osservatore” non votante.

Questo è l’esempio plastico del fatto che la nostra costituzione non è, una costituzione democratica, ma l’involucro obsoleto di un sistema oligarchico. Lo statuto di un club esclusivo nel quale solo i cooptati hanno diritto di accedere.
Che la nostra costituzione – tanto difesa dagli oligarchi della Stampa – sia di natura oligarchia lo dimostra anche il fatto che sia impossibile per il popolo fare legge attraverso il referendum ma solo, e nemmeno quello, abrogare leggi esistenti.

I giornalisti, i sepolcri imbiancati della cultura decadente sono tutti eccitati davanti allo spettacolo di un popolo assente. Perché loro temono il popolo. Per loro il popolo è immaturo e deve essere “educato” – vedi Pisapia – deve essere “controllato” e devono essere i Fiorito, i Crimi e i Bersani a scegliere per esso.

La tirannia delle élites. E per élites, intendiamo gruppi di potere, non “uomini eletti”. I timocrati, non gli aristos. Esseri governati solo dal loro desiderio di potere che hanno preso in ostaggio il paese.

6 Comments

  1. Werner aprile 18, 2013 11:48 pm  Rispondi

    Per quanto mi riguarda, propendo per una monarchia costituzionale, dove il capo dello Stato è il re, che non viene scelto né dal parlamento né dai cittadini, ma nominato all’interno della Casa regnante di appartenenza. Tra l’altro la nostra monarchia costituzionale era forse l’unica monarchia ai suoi tempi, dove l’ingerenza del re era praticamente nulla, basti pensare alla presa del potere da parte del Fascismo.

    Il nostro sistema repubblicano invece fa schifo ed è antidemocratico, perché viene eletto soltanto da 1.000 persone (i parlamentari) in un paese dove gli elettori sono 50 milioni, e perché ESSENDO UN POLITICO COME TUTTI GLI ALTRI (cosa che invece il re non è) NON PUO’ MAI RAPPRESENTARE L’UNITA’ NAZIONALE E IL POPOLO ITALIANO COME RECITA LA COSTITUZIONE, perché quest’ultimo è caratterizzato dalle diversità di orientamento politico, per cui, se un presidente della repubblica è un politico di sinistra (come Napolitano), esso non può mai rappresentare quegli italiani che invece sono di destra, e viceversa.

    Quindi, il presidente della repubblica italiana non è e non può mai essere una figura imparziale, per il ragionamento appena esposto qui sopra.

    Se proprio si vuole uno stato repubblicano, allora è meglio la forma presidenziale, in cui il capo dello Stato viene eletto dai cittadini, e lo stesso, una volta eletto nomina il primo ministro e la squadra di governo che fa riferimento al suo partito.

    D’altronde, ormai corre voce, che nel referendum istituzionale del 1946, ci sono tracce di brogli, ed io personalmente do credito a questa ipotesi, e di sicuro a farli sono stati i socialcomunisti, i quali volevano sicuramente creare in Italia un altro regime sul modello dell’Unione Sovietica.

  2. Marte Ultore aprile 18, 2013 11:59 pm  Rispondi

    Concordo, viva il Re, e viva i Savoia!
    Però almeno una repubblica presidenziale, invece questi fanno e disfanno e noi stiamo a guardare, peccato che essi facciano e disfacciano su di noi, e senza chiedere.

  3. LIBICUS aprile 19, 2013 9:31 am  Rispondi

    Propongo il ritorno dei BORBONE di Napoli. Erano seri, competenti e avevano uno STATO che era il terzo in Europa per leggi cultura , industrie e servizi sociali, sempre rapportati a quel tempo . Fu distrutto dai Piemontesi , e in questo dobbiamo rivedere la storia che ci hanno propinato dall’asilo all’università, solo perché il regno Piemontese, retto dai massoni era all’orlo del collasso economico e politico e l’unico modo per salvarsi era aggredire il ricco Regno delle Due Sicilie con l’avallo dell’Inghilterra che era stata estromessa da Ferdinando II dalla gestione delle miniere di zolfo della Sicilia . Lo zolfo , equivaleva nell’800 all’uranio di adesso dal punto di vista militare,

    • Werner aprile 19, 2013 11:36 am  Rispondi

      Non so se concordare o meno con l’intervento di Libicus, e vi spiego il perché.

      E’ vero, il Regno delle Due Sicilie era uno Stato coi bilanci a posto, la fiscalità non era opprimente, ma va detto che era molto rigido in fatto di modernizzazione economica, infrastrutturale ed amministrativa, dato che si trattava di una monarchia assoluta. A parte il periodo di Ferdinando I, il regno borbonico non ha conosciuto momenti di particolare splendore dal punto di vista politico ed economico, e poi la modernità riguardava solo Napoli e dintorni, perché il resto del Sud era arretrato e sottosviluppato: al 1861, quando fu annesso al Regno d’Italia, l’unica tratta ferroviaria era la Napoli-Portici. Quindi stiamo attenti a dare giudizi positivi sui Borboni.

      Sul fatto che il Regno delle Due Sicilie sia stato invaso dai piemontesi su pressione della Massoneria giudaica e dei Rotschild, è fuor di dubbio, ma questi mica lo hanno fatto per patriottismo, lo hanno fatto perché il Regno di Sardegna era sull’orlo della bancarotta, avendo il debito pubblico più grande d’Europa, quel debito creato dal tanto osannato conte di Cavour, massone della prima ora, servo dei francesi e corrotto dai Rotschild, i quali miravano alla creazione di un nuovo Stato unitario italiano, e soprattutto INDEBITATO CON LORO, come poi accadde, e di fatti poi, dopo l’Unità, il popolo italiano è stato massacrato dalla pesante fiscalità piemontese, basti pensare alla tassa sul macinato, che ha spinto molti nostri compatrioti ad emigrare.

      Ciò nonostante, tra i Borboni e i Savoia, preferisco comunque i secondi, perché i primi sono di ascendenze francesi, mentre i secondi sono autenticamente italiani, e poi, i Savoia sono relativamente responsabili dell’invasione e la distruzione socio-economicandel Mezzogiorno, in quanto a volere l’Unità è stata la borghesia piemontese legata al mondo degli affari e della finanza ebraica, serva sempre dei Rotschild.

  4. Marte Ultore aprile 19, 2013 3:03 pm  Rispondi

    Ovviamente NON concordo con l’intervento di libicus, i borboni hanno rovinato completamente il regno di napoli, si accontentavano di goderne i benefici come degli ereditieri e si guardarono bene dallo svilupparlo, di lì le frequenti sommosse delle scarne elites intellettuali napoletane che guardavano tutte altrove, alla Francia, al Piemonte, per una redenzione.
    E poi legati al papa e ai papisti, i nemici più acerrimi d’Italia. No, questa è tutta gente che o si converte all’italianità, o resta su una sponda molto lontana, e nemica.

  5. Adelmanno aprile 19, 2013 4:32 pm  Rispondi

    Veramente, anche i Savoia hanno ascendenze francesi: il capostipite della linea di Carignano era pur sempre il figlio di Carlo Emanuele I. Inoltre, provate a guardare su quali lande sono appoggiati la maggior parte dei titoli sabaudi e ve ne accorgerete.

    Francesi o non francesi, resta comunque il fatto che un re pienamente europeo e bianco è il legittimo rappresentante di un popolo europeo e bianco, anche se, oggi, si è passati ad una monarchia nazionale e non più etnica.

    Solamente il Belgio rimane, nominalmente, una monarchia etnica: Alberto è re dei Belgi, non del Belgio… ma chi se la sente di dire che tutti i Belgi si riconoscono nel re? Immagino quanto si sentano figli del re i mediorientali che parassitano il welfare del piccolo stato. Ah beh… ma se fanno come in Italia allora si sentono sempre italiani quando c’è da prendere… invece, quando c’è da dare… buonanotte!

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