(ANSA) – CAGLIARI – Quattro nuovi alberghi tra Olbia e Arzachena, tre parchi attrezzati, ristrutturazione e completamento degli hotel 5 stelle della Costa Smeralda: un piano strategico con un investimento da un miliardo di euro messo sul piatto dalla Qatar Holding per ridisegnare il paradiso delle vacanze esclusive in Sardegna senza alcuna cementificazione selvaggia. I progetti sono stati illustrati dal governatore Cappellacci e dai sindaci di Olbia e Arzachena, reduci dalla missione a Doha col premier Monti.
Li chiamano “investimenti”, sono svendite di territorio.
Una cementificazione di milioni di metri cubi di cemento che in “neo-lingua” chiamano, elegantemente, “ridisegnare”.
Un regalo di Monti e di Cappellacci al loro amico Emiro che potrà prendersi un pezzo di Sardegna.
Ovviamente diranno che “serve all’occupazione”, ma come tutti sanno, queste mega strutture impiegano Romeni et similia.
Già oggi la Costa Smeralda è una sorta di mega-villaggio di lusso che nulla ha a che vedere con la gente del luogo. E’ questo il mondo che vogliono: isole di lusso in un mare di povertà. Il loro modello è la società diseguale delle metropoli sudamericane.
Non è un caso, l’Emiro del Qatar interessato ad “esportare” il modello artificioso di Doha scelga la Costa Smeralda, molto simile come concezione, in quanto ad estraneità con il territorio che la circonda. E’ la cultura del Billionaire che inconsapevolmente gli immigrazionisti foraggiano nella loro infaticabile corsa all’importazione di manodopera low-cost: più immigrati significa meno lavoro e stipendi più bassi per gli autoctoni, questo schianta classi medie e basse ed entusiasma i ricchi che risparmiano in operai, servitù, colf, autisti e chi più ne ha più ne metta.
E’ in questo ambito culturale ma meglio sarebbe dire a-culturale, che si pone questa iniziativa di svendita al beduino del Qatar. Il prossimo passo di Monti quale sarà?
Andrà a Doha in compagnia di Alemanno per svendere il Colosseo? Ci faranno dentro un bel circuito di F1 o un parco a tema?
