La libertà d’espressione deve valere per tutti, non solo per i giornalisti

Il Senato ha ripreso l’esame del ddl diffamazione. Il relatore Filippo Berselli (Pdl) ha illustrato il nuovo emendamento “salva-direttori”. Che non piace a tutti. I più critici sono il Pd e l’Idv.

Finocchiaro: testo sbagliato
“Il testo che stiamo producendo è un testo sbagliato – ha detto Anna Finocchiaro, capogruppo Pd – una legge Frankestein come ho avuto già modo di definirla. Per questo io penso che questo provvedimento vada messo da parte e per questo abbiamo presentato la richiesta di sospensiva”.

Il Pdl vota contro
Il presidente dei senatori, Maurizio Gasparri: “Evitiamo che il carcere colpisca qualcuno e che si dica poi che il parlamento non è stato in grado di legiferare anche di fronte ad un caso concreto”.

Siddi: pronti allo sciopero
“Il rispetto per le istituzioni parlamentari non ci fa velo e non ci impedisce di ribadire le ragioni della coerenza e del senso di una giustizia giusta. Al punto in cui si trova, la proposta di legge sulla diffamazione a mezzo stampa è improponibile, fomenta scontro e alimenta ingiustizia. Non passerebbe neppure un serio vaglio di costituzionalità”. A sottolinearlo è il segretario della Fnsi, Franco Siddi, che chiede con forza lo stop al provvedimento e invoca anche la possibilità del ricorso allo sciopero. Per Siddi “sta diventando un’assurda provocazione, quasi una ricerca di scontro sociale, dopo aver già marcato la via, indecorosa, di un regolamento di conti. La saggezza dei vertici parlamentari s’imponga sulle irragionevolezze e sulle spinte muscolari”.

Duro il commento di Feltri
“Per essere chiari questa mi sembra un’idiozia, una scappatoia che dimostra il livello infimo del nostro Parlamento”: così Vittorio Feltri, ospite di Plati-Network, il programma di Radio Monte Carlo condotto da Platinette, ha commentato il ddl. “In 48 anni – ha aggiunto – non sono stati capaci di sistemare una legge che grida vendetta al cielo, visto che è eredità addirittura del codice Rocco del fascismo. Qualcuno arriva a dire che tanto i giornalisti in galera non ci vanno mai, in effetti dal dopoguerra a oggi c’è andato solo Giovannino Guareschi e ora rischia di andarci Sallusti: se non ci va mai nessuno allora togliamola questa legge. Non ha senso prevedere il carcere se poi in carcere non ci si va”. “Credo che il legislatore abbia la responsabilità maggiore – ha detto ancora Feltri – perché i magistrati, ovviamente ce ne sono buoni e di meno buoni, come in tutte le categorie, se non hanno una legge pessima da applicare non possono fare danni, invece quando la legge è pessima, se ci si aggiunge la discrezionalità di cui gode il magistrato, possono succedere cose strane come quella che è toccata a Sallusti. Ma accade raramente e quindi non ha più senso lasciare il carcere per i giornalisti, l’importante per il diffamato è che ci sia la riabilitazione. Questo può avvenire solamente attraverso il sistema delle rettifiche, ma ci deve essere un protocollo preciso da applicare e i soldi; quando tu fai un incidente con la macchina vuoi essere risarcito”.

La domanda è: perché tanto clamore per un giornalista, e nessuna parola spesa per 4 cittadini italiani sbattuti in carcere per quello che hanno scritto, detto o pensato?
Forse i cittadini non-giornalisti sono diversi dai cittadini giornalisti davanti alla legge? Forse i secondi godono di un diritto privilegiato riguardo alla libera espressione?

Il problema è che ognuno pensa a proteggere il proprio orticello, la propria piccola parrocchia: ma la libertà d’espressione o è per tutti, o non è.
Il diritto di parola non può dipendere da chi lo esercita: deve essere per tutti.

In questo disgraziato paese, se minacci delle ragazze alla fermata del bus di stupro puntando loro un coltello alla gola, non vai in carcere. Ma rischi di andarci se dai la notiza sul web!
In questo paese puoi sniffare droga e fare il senatore a vita, ma se dici che l’immigrazione è dannosa, rischi di andare in galera o quantomeno di essere molestato quotidianamente dai custodi della virtù.

Quindi, cari giornalisti: bene difendere la vostra libertà d’espressione. Ma difendendo quella di tutti. Anche quella dei “brutti,sporchi e cattivi”.

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