Rossi dia i 13 milioni di euro dei Campi Nomadi agli alluvionati che hanno perso la casa

FIRENZE – Dopo le devastazioni nel nord della Toscana, la tempesta di San Martino si è spostata verso sud provocando nuovi e pesantissimi danni in Maremma, Umbria e Lazio. In provincia di Grosseto una cinquantina di persone sono rimaste isolate per lo straripamento del fiume Albegna e del torrente Elsa e mezzi anfibi della protezione civile stanno raggiungendo le famiglie, casa per casa, per l’evacuazione. Le zone più colpite sono per ora Albinia, Orbetello, Manciano, Sorano e Saturnia, una delle stazioni termali più importanti d’Italia dove negli anni passati un’alluvione provocò un disastro distruggendo quasi gli impianti. Stavolta, per fortuna, la situazione sembra essere sotto controllo, anche se l’allarme non è ancora cessato.

«Servono aiuti immediati, da soli non ce la possiamo fare», ha detto il sindaco di Massa, Roberto Pucci, che sta coordinando i soccorsi insieme alla Protezione civile. Dal fango vengono fuori storie incredibili. Come quella della famiglia Cipullo (sei persone tra le quali un nipotino di 2 anni e una nonna di 85) che si è salvata salendo su una barchetta trovata in un giardino navigando tra frane e smottamenti. Oppure come la notte da incubo dei giovani coniugi Flaviano Bigliani (30 anni) e Vanessa Bertolucci (26) che il torrente Ricortola ha trascinato durante la notte per un centinaio di metri insieme a fango e detriti. Stavano tornando a casa, sulle colline, quando la piena li ha sorpresi. Per fortuna avevano lasciato la figlioletta dai nonni. Sono scesi dall’auto appena in tempo e si sono salvati aggrappandosi agli argini e ai tronchi d’albero. «Chiamavo mio marito ma non rispondeva – ha raccontato la donna – ero disperata, credevo fosse morto ed ero convinta di fare la stessa fine». Invece gli «angeli del fango», le squadre della protezione civili, li hanno salvati entrambi. Il maltempo ha fatto anche una vittima. Un morto «per cause indirette», come dice la burocrazia, ma se Elio Baldacci, 79 anni, non avesse visto il fango minacciare la sua casa probabilmente non sarebbe stato stroncato da un infarto.

Ora, il governatore della regione Toscana Rossi receda dalle sue decisioni, e sposti i fondi destinati alla costruzione di campi nomadi e casette per gli Zingari, 13 milioni di euro, alle famiglie toscana che hanno perduto le loro case.

Non basteranno. Ma sarà un inizio.

1 comment

  1. Werner novembre 12, 2012 6:01 pm  Rispondi

    Sarebbe una decisione troppo di buon senso, quindi temo che non lo farà mai, nemmeno se dovesse succedere di peggio.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *