Arrivano gli immigrati: allarme Tubercolosi tra i bambini

ALLARME TBC: in Italia in aumento tra i bambini, verso registro nazionale

La Tubercolosi sembrava scomparsa, invece torna a rappresentare un grave pericolo  sanitario nel nostro Paese.
La malattia  sta registrando un aumento di incidenza negli ultimi anni e desta preoccupazione soprattutto tra  i piu’ piccoli. Se ne e’ discusso al 31esimo congresso di Antibioticoterapia in eta’ pediatrica, che si e’ svolto dal 7 al 10 novembre a Milano e durante il quale e’ stato lanciato il Registro Italiano Tubercolosi in eta’ Pediatrica, con il patrocinio della Societa Italiana di Infettivologia Pediatrica (Sitip).

Il registro, cui sono stati invitati a iscriversi tutti i professionisti del settore entro il 30 novembre, vedra’ come centri di riferimento l’Ospedale Meyer di Firenze, per le regioni del Centro-Nord e l’Ospedale Bambino Gesu’ di Roma per le regioni del Centro-Sud. In Italia, la tubercolosi colpisce circa 1 persona su 10mila con 4.500 nuovi casi ogni anno (report ISS) e un maggior interessamento delle regioni Centro-Settentrionali, quelle a maggiore densità di immigrati. Roma e Milano, dove si concentrano le maggiori comunità di immigrati, sono al primo posto tra le citta’ piu’ colpite, responsabili di un quarto dei casi totali notificati a livello nazionale nel 2008.

Negli ultimi 3 anni e’ stato registrato un incremento  soprattutto tra i bambini (0-14 anni).       A favorire la crescita di incidenza della tubercolosi, il flusso migratorio in costante aumento, contribuisce anche il ritardo diagnostico, ma è piuttosto ovvio visto che in Italia il problema era scomparso.

Va sottolineato, infine, come il ritardo diagnostico possa avere conseguenze gravi anche sull’esito della malattia: spesso, infatti, si arriva alla diagnosi di tubercolosi dopo che un bambino e’ passato da un ospedale all’altro per una polmonite poco chiara, migliorata con il trattamento, ma con la tendenza a recidivare.

L’allarme riguarda anche la TBC multi-resistente ai farmaci,  sempre legata alla presenza di immigrati: la tubercolosi esiste e nel nostro Paese stanno aumentando, anche in eta’ pediatrica, i casi di tubercolosi resistente a piu’ farmaci, che determinano notevoli problemi di gestione farmacologica dei soggetti venuti a contatto con questi pazienti”.

Ovviamente, chiedere uno screening degli immigrati provenienti da paesi a rischio che entrano in Italia, è razzista.  Obbedire ai dettami della religione del politicamente corretto, val bene mettere in pericolo la vita dei bambini italiani,

1 comment

  1. Werner novembre 12, 2012 6:15 pm  Rispondi

    A portare la TBC in Italia sono gli zingari dell’Est, ai quali è concessa libera circolazione perchè la Romania è un paese comunitario, i maghrebini, ma soprattutto i negri, quelli che provengono dall’Africa Sub-Sahariana (Senegal, Ghana, Costa d’Avorio, etc.), dove le condizioni igienico-sanitarie sono pessime: però in quei luoghi continuano a proliferare come gli scarafaggi, visto che il Vaticano da una parte, e i capi tribù locali dall’altra, non vogliono che si diffonda l’uso dei contraccettivi, perchè ritenuto “immorale e nega il futuro a quei paesi”.

    Sta di fatto che in Africa – che per la sua superficie è poco popolata (l’Europa, la Cina e l’India in proporzione ai loro territori, sono densamente più popolate) – non vi è alcun sviluppo economico, nè tantomeno un miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, e si continua a trapiantare qui la sua popolazione, portando malattie, disoccupazione e sovrappopolazione.

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