All’esame dei carabinieri numerose intercettazioni telefoniche. Alcune riguardano Garofalo: sarebbe stato lui – secondo quanto afferma egli stesso nelle nelle telefonate intercettate – a organizzare “una campagna mediatica”, come scrivono gli investigatori, contattando tra l’altro l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. In particolare, Garofalo racconta ad un suo interlocutore di essere stato, il 26 aprile scorso, scrivono i carabinieri nell’informativa, “dall’ex presidente Ciampi a Santa Severa (Roma) e di aver parlato con lui della questione di Orsi e Finmeccanica e che, secondo lui, grazie all’intervento di Ciampi, da lui sollecitato, è intervenuto il ministro Passera con alcune dichiarazioni a difesa di Finmeccanica e di Orsi. E di aver organizzato l’intervista di Orsi al Tg1 e a Canale 5”.
Questi sono i “padri della patria”. Poi qualcuno si meraviglia di quello che fanno i nipotini?
In un paese serio, quindi non l’Italia sotto occupazione eurocratica di oggi, l’architetto dell’introduzione dell’euro dovrebbe essere messo sotto processo per “alto tradimento”. Prima ha svenduto l’Italia alle lobbies eurofile e bancarie, ora, da senatore a vita, continua a mestare nel torbido. Ma viene onorato come “padre della patria”. Come il suo successore al Quirinale, del resto.

Ciampi, per carità, un’altro immigrazionista doc, un banchiere che percepisce una pensione da ex governatore della Banca d’Italia, una da parlamentare ed una dall’INPS, cioè tre pensioni. Campa alla nostre spalle, ed è stato appunto tra coloro che hanno affossato finanziariamente la nostra Nazione.