Gli ultimi dati sulla disoccupazione nei paesi dell’Eurozona sono d-i-s-a-s-t-r-o-s-i. A dir poco.
I senza lavoro continuano a salire, la tenaglia Euro-Globalizzazione sta stritolando le manifatture europee tranne quelle dei paesi nella sfera tedesca, per le ragioni spiegate qui.
Il dato dei disoccupati ha raggiunto l’11,4%. Ma attenzione, questi sono i senza lavoro che lo “hanno cercato nell’ultimo mese”, tutti gli altri, non sono considerati tali, secondo le nuove misurazioni.
La disoccupazione reale è quindi vicina al 20%. Oltre il 30% nelle disastrate Spagna e Grecia, oltre il 15% nell’Italia di Monti.
L’euro è una catastrofe simile ad un attacco nucleare sul suolo europeo: i risultati economici sono paragonabili a quelli di una guerra mondiale. Dalla sua introduzione, la disoccupazione italiana, che nel 2007 era al 6%, è praticamente raddoppiata. In altri paesi, le “ground zero” del “bombardamento monetario”, è triplicata.
Da notare che i paesi come il Regno Unito, non facenti parte dell’Eurozona e con economie meno “floride” della nostra, abbiano una disoccupazione inferiore. Si può affermare senza tema di smentita che, la differenza tra la loro e la nostra disoccupazione, è tutta “merito” dell’Euro.
Una moneta ad “immagine e somiglianza” del Marco tedesco.

E’ evidente che l’euro è il marco tedesco sotto mentite spoglie. Basti pensare che in Italia abbiamo reddito “italiano” e costo della vita “tedesco”, certo che la moneta unica è stata una mazzata per noi. Anche se come al solito, è la politica che ci ha portato a questo: l’Italia è entrata nell’euro senza promulgare un referendum popolare che chiedeva ai cittadini che cosa ne pensavano.