Cassazione: 161 dosi di droga? A Rimini sono per uso personale

Cassazione, non e’ reato spacciare in vacanza

Roma, 11 set. – (Adnkronos) – Non e’ reato la scorta di droga per la vacanza. Lo ha stabilito la Cassazione nell’annullare – “perche’ il fatto non sussiste” – una condanna per detenzione illecita di stupefacenti nei confronti di un 39enne sorpreso in alta montagna in divisa da sci con 48 grammi di hashish (in grado di consentire il confezionamento di oltre 161 dosi medie.) La Suprema Corte, nell’accogliere il ricorso di Massimo Lorenzo P., ha ricordato che “di fronte a quantitativi ‘di rilievo’ e di molto superiori alla ‘soglia’, la destinazione ad uso personale puo’ essere ritenuta solo quando sia in presenza di emergenze probatorie che spieghino in modo realmente concludente le ragioni per cui l’agente si sia indotto a detenere, per uso personale, stuperfacente che eccede i bisogni di un breve arco temporale”. Diversamente non puo’ scattare la condanna.
Massimo Lorenzo P. era stato condannato sia dal Tribunale che dalla Corte d’appello di Bolzano (10 febbraio 2011) per essere stato sorpreso con 48 grammi di hashish. Il ragazzo, ricostruisce la sentenza 34758 della Quarta sezione penale, era stato beccato sulla neve mentre si confezionava uno spinello durante la settimana bianca. Proprio su questo fatto la difesa ha puntato la sua tesi in Cassazione, sostenendo che non era stata considerata la circostanza che la destinazione fosse “ad un uso non esclusivamente personale”.

Piazza Cavour ha accolto il ricorso e annullando la doppia condanna ha evidenziato come “a fronte di un quantitativo affatto esorbitante, i giudici di merito non hanno in alcun modo valutato il contesto oggettivo e soggettivo della vicenda, arrivando a pervenire alla condanna solo attraverso una considerazione presuntiva assoluta di un dato, appunto quantitativo, inidoneo a giustificare al di la’ di ogni ragionevole dubbio il giudizio sulla destinazione illecita”. La procura della Cassazione rappresentata da Gabriele Mazzotta aveva chiesto l’inammissibilita’ del ricorso di Massimo Lorenzo P.

Quelli della Cassazione, evidentemente avvezzi all’uso di certe sostanze, ci sorprendono con una loro nuova e bizzarra interpretazione la legge: 161 dosi di droga sono spaccio a Milano, ma per uso personale a Rimini.
Ci dovrebbero spiegare, gli ermellini della Cassazione, come si riesce a distinguere uno spacciatore in trasferta da un turista drogato con scorta personale.

Veramente un nuovo minimo nella storia della magistratura.

In sostanza, sei uno spacciatore? Vai in trasferta a Cortina e hai risolto il problema.

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