Dalla parte dei ‘giustizieri’ di Chiavari

La canea xenofila ha sempre la bocca aperta. E il cervello spento.
E’, diciamo, il loro segno distintivo.
Ma al di là della loro intemperante espressivita’, quello che li spinge, quello che Anassagora avrebbe definito il loro ‘nous’ , e’ l’odio insensato verso il bello, l’ordinato e il giusto. Adorano il Caos, il loro mondo ideale e’ un quadro di Picasso, e’ la confusione di Babele, l’obbrobrio di una società mai quieta e in eterna ricerca di un se’ che non ha, e che sostituisce con il consumo ossessivo.

E di questa demenza in fase terminale, abbiamo in questi giorni un altro esempio.

Mentre si grida allo scandalo per un atto di giustizia comunitaria, laddove non esiste quella di uno Stato ormai ‘straniero’ e inane, si usa un metro totalmente differente nel trattare L’ASSALTO criminale che ha visto il pestaggio di ragazzo italiano da parte di cinque filippini.
In un certo senso e’ comprensibile sia stato dato maggiore risalto al primo avvenimento: i pestaggi di Italiani da parte di immigrati sono ormai all’ordine del giorno,cronaca quotidiana quindi ‘noiosa’, invece, i casi di Italiani che esasperati dai continui furti da parte di un immigrato arrogante e recidivo, reagiscono, sono rarità, e quindi ‘notizia’: ‘uomo morde cane’.

Ormai la nostra terra e’ abbandonata a se stessa. I nostri anziani sono vittime quotidiane di furti e borseggi violenti; le donne e le ragazze sono sempre piú preda di stupratori seriali d’importazione; gli assalti in villa con morti, feriti e donne stuprate sono quasi all’ordine del giorno. E in tutto questo, un governo illegittimo di farabutti studia continue sanatorie e micro-indulti che liberano migliaia di bestie fameliche nelle nostre strade. E’ questo il mondo nel quale viviamo.
Una realtà distopica, dove bene e male sono stati confusi, rovesciati; dove l’oppressore e il delinquente hanno licenza di stuprare, picchiare e rapinare, e dove l’onesto cittadino e’ vittima: prima dell’immigrato, poi dei pennivendoli un tanto al chilo che finiscono il lavoro stuprando la verità.

Un ragazzo italiano e’ stato massacrato da cinque filippini a Roma, di quelli di seconda generazione che piacciono tanto a Riccardi e Napolitano. E nessuno ha detto nulla.
Troppo impegnati a denunciare gli ‘sporchi razzisti‘ di Cicagna. Uomini che hanno difeso le loro famiglie. Anatema, per gli xenofili.

Noi facciamo nostre le parole di Francesco Leoncini, capogruppo Udc in Liguria ( per poco tempo ancora, credo, dopo queste dichiarazioni coraggiose, inadatte ad un partito di checche in calore):

Leoncini scrive: “La verità è che bravi cittadini arrivano a farsi giustizia da soli perché la giustizia non funziona! La realtà dei fatti è che un delinquente di professione ladro visitava le nostre case e negozi. Qualcuno doveva fermarlo. Non puoi continuare a subire furti sapendo chi è l’autore e vederlo girare impunito! Leggetela come volete ma noi siamo dalla parte dei tre nostri concittadini!!!”.

Anche noi siamo dalla loro parte. E siamo dalla parte di tutti gli italiani che hanno deciso di dire basta all’oppressione e all’arroganza degli immigrati. La campana della rivolta e’ suonata.

Ha avuto tre rintocchi.

2 Comments

  1. Luciano agosto 24, 2012 11:02 am  Rispondi

    Ben detto! la rivolta generale e’ vicina.
    Ormai la rabbia e’ tale fra la gente, che basta un piccolo borseggiatore a scatenare gli italiani. Poi si lamentano se un bravo medico, ormai stufo di vedere orde di stranieri da curare, si rifiuta di fare un trapianto di cuore ad un rumeno!
    Giorni fa mi trovavo alla stazione ferroviaria di ancona, nella quale campeggiava, vicino al tabellone orari, la scritta ‘ i veri italiani sono quelli che integrano’! una scritta da sputarci sopra se non fosse stata a cinque metri di altezza! con i drammi che stiamo vivendo, i politici pensano ancora di educarci a questa idiozia.
    credo proprio che sia dovuto al nous di Anassagora…

    • Andrea agosto 26, 2012 3:34 pm  Rispondi

      Allora io sono fiero di non essere un “vero italiano”….
      concordo pienamente con te!

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