Stupro libero in Italia

Due stupri in poche ore a Roma.

Uscire di casa ed essere stuprate e’ normale in Italia.

Ormai le donne non sono piú libere di passeggiare nei parchi, e non solo di sera. A qualunque ora del giorno, i parchi e le vie delle città sono presidiati da orde di immigrati in cerca di facili prede da stuprare o rapinare. In certi casi, in quasi tutti i casi, entrambe le cose.
Li vedete con quei volti ontologicamente violenti, gli sguardi libidinosi al passaggio di una ragazza con abbigliamento estivo, loro che sono abituati a corpi femminili imprigionati in pastrani scuri e opprimenti. E’ questo il vero scontro di civiltà, uno scontro quotidiano tra culture antitetiche.
Tra il nostro mondo romano, dove la donna e’ custode dei valori della società, simbolicamente riassunto nel culto cristiano di Maria madre di Gesù, e quel mondo che ha il volto sporco dell’Africa, dove la donna e’ oggetto e ha valore solo in quanto tale.
E allora e’ normale per loro vagare come bestie fameliche per le nostre strade e predare donne indifese. Nella loro ‘cultura’ le donne non hanno nome, sono entità sessuali nascoste nell’oscurità di vesti medievali. Non potete far venire Mohammed e i suoi fratelli in Italia, e pensare che, davanti a donne per loro seminude, non pensino di avere libertà di stupro. E’ la loro natura. La loro schifosa natura.

Oggi in Italia vige la libertà di stupro, e queste orde africane e zingare ne sono solo gli esecutori materiali. I mandanti, coloro che hanno l’anima macchiata dal piú atroce dei delitti, sono dentro i palazzi romani. Sono uomini che disprezzano le donne, perche’ l’omosessualità latente nei vari Riccardi, Vescovi e xenofili vari, odia il femminile. L’omosessuale odia le donne, e allora ecco una possibile spiegazione al desiderio autodistruttivo di una parte malata della nostra società.

Una società abbandonata a se stessa nei suoi ambiti piú deboli: e’ normale essere agguantate a Roma in pieno giorno, ed essere stuprate da immigrati che non dovrebbero essere in Italia. Immigrati che, mentre questo accade, continuano ad assalire Lampedusa , accolti dai valorosi marinai della Guardia Costiera. Che lo sappiano: anche loro hanno le mani sporche di sangue. Quando ‘soccorrono’ un invasore, sappiano: potrebbe essere lo stupratore delle loro madri, delle loro figlie e delle loro donne.

Ci sono molti Maghrebini a Roma. Uno o l’altro non fa differenza.
Siamo in guerra.

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