Un giorno, ringrazieremo Monti

In questa calda giornata d’Agosto, assaliti dalle notizie dei disastri economici causati dalle politiche imposteci dall’Unione Europea attraverso il suo plenipotenziario in Italia, Mario Monti, si fa piú forte l’idea che da mesi si agita nella mia testa: un giorno, dovremo ‘ringraziare’ Monti e il suo governo.
Non sto scherzando e no, non sono impazzito, e’ che sono sempre piu’ convinto che, nel pieno rispetto dell’eterogenesi dei fini, gli effetti imprevisti (da Monti) della sua cura, finiranno per salvare l’Italia. Anche se, in un modo e con risultati diversi, da quelli che egli vorrebbe ottenere.

Pensate all’Italia come ad un malato di un tumore rimovibile chirurgicamente, e alla presenza di immigrati, come il tumore. Quale sarebbe la cura? Ovviamente l’asportazione chirurgica della massa tumorale. Ma immaginate di vivere in un mondo di pazzi(il nostro), dove e’ proibito ‘risolvere i problemi con il mezzo piú semplice possibile a disposizione’, ecco che, allora, l’unica possibilità sarebbe la terribile “chemioterapia”. Monti e le sue politiche possono essere la nostra chemioterapia.

Paradossalmente, le pratiche sadiche del governo potrebbero liberarci dagli immigrati come la chemioterapia libera il malato dal tumore, a prezzo di enormi sofferenze e sacrifici. Gli immigrati, sia quelli parassitari come gli Zingari, sia gli altri, sono attratti dalla ricchezza di un paese. E l’effetto collaterale dell’impoverimento causato dai monti boys, sarà, quello inevitabile, di una de-rattizzazione immigratizzazione del nostro paese.

Ecco, in questo senso un giorno dovremo, forse, ringraziare l’uomo delle banche. Non per quello che vorrebbe, l’opposto di quello che otterrà, ma per quello che non vorrebbe e otterrà con le sue disastrose politiche depressive.

Ad una condizione, che l’organismo Italia sopravviva alla cura Monti. Almeno un giorno in più del tumore che la stritola e indebolisce.

1 comment

  1. Davide Vacca agosto 17, 2012 8:02 pm  Rispondi

    E’ paradossale ma è del resto è così; leggevo sul corriere pochi giorni fa che molti ratti stanno già abbandonando l’Italia; speriamo che la cura di cavallo non uccida il malato.
    Saluti

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