Il totale distacco morale tra media di distrazione di massa e popolazione si manifesta in diversi aspetti. Le persone normali vivono l’emergenza delle vita quotidiana, fatta di città degradate, reddito in picchiata e immigrati sempre più arroganti. Per i giornalisti, l’emergenza sono i gay, froci per dirla in forma dialettale.
Non hanno capito nulla. Alla popolazione generale, delle coppie gay, dei matrimoni gay, delle relazioni gay, di tutte le stupidaggini cui ambiscono i gay non interessa assolutamente nulla.
E’ probabile tutto questo interesse dipenda dall’alta concentrazione di cecchipaoni nella categoria, o dall’insano desiderio di apparire “moderni”. E così lo scandalo per i media non è, un saltimbanco imbolsito che si atteggia ad intellettuale e si è specializzato in stupidaggini omosessuali; un ex-uomo che della sua “indecisione sessuale” ha fatto ormai un “mestiere”. No, lo scandalo è la speranza, esibita con disarmante innocenza da un calciatore, che non ci siano “froci in nazionale”.
In qualunque piazza di qualunque paese che non fosse il paese dei balocchi cecchipaonici, le persone si scandalizzerebbero per le stupidaggini un tanto al kilo che questo inutile personaggio spara ai quattro venti. Ma nel mondo ipocrita del giornalismo, nel mondo rovesciato del “politicamente corretto” è scandaloso augurarsi “non ci siano froci” e non, descrivere a chi se ne frega altamente, la propria promiscua attività omosessuale.
L’individuo in questione ha bisogno di pubblicità, ormai le isole le ha girate tutte, e così sfrutta le armi che ha, quelle del gossip più sordido. Del resto lo sapevamo, Cecchi Paone è un Pinguino. E i giornalisti amebe pronte a strisciare davanti al pensiero dominante di turno, debole o forte che sia.
Oggi vi sono tre feticci intoccabili nel meraviglioso mondo alla rovescia del politically correct: froci, negri e zingari. Chi affronta uno di questi tre argomenti, si aggira in un piano elettrico a piedi bagnati. Ogni passo falso, che poi è esprimere ogni “cosa vera”, conduce alla “morte pubblica”, all’ostracismo intellettuale da parte del Sistema. Sempre che tu non faccia l’atto “penitenziale” della smentita.
A noi del sistema e delle sue regole non importa nulla, noi vogliamo abbatterlo. E l’abbattimento del sistema parte anche dal ri-appropriarci del diritto naturale di dire ciò che è: il Re è nudo. E non è un bel vedere.
