(ANSA) – I pinguini di Adelie fanno sesso fra maschi, violentano le femmine, uccidono i pulcini, talvolta si accoppiano con femmine morte, anche da tempo…Tanto bastò a far inorridire oltre l’esprimibile l’inglese George Marray Levick, scienziato al seguito della spedizione Scott al Polo Sud, che passò in Antartide lunghi periodi fra 1911 e 1913.
Oggi il Corrierino cita questa notizia (come da foto a lato), ma lo fa in modo incompleto. Tra le perversioni dei pinguini infatti, ne sparisce una: l’omosessualità. Eppure fu lo stesso corrierino a dare in termini entusiastici la seguente notizia[nbnote ]http://www.corriere.it/animali/12_maggio_23/un-figlio-per-la-coppia-di-pinguini-gay_3562915c-a4c5-11e1-80d8-8b8b2210c662.shtml [/nbnote], pochi giorni fa, congratulandosi per l’apertura mentale dimostrata dai pinguini.
Ma oggi no, non si cita, si “sbianchetta”. Perché non sarebbe “politicamente corretto” e, soprattuto, potrebbe far pensare a qualcuno con due o tre neuroni sopravvissuti che, se gli stessi animali dediti all’omosessualità sono anche quelli che violentano le femmine, uccidono i pulcini, talvolta si accoppiano con femmine morte, anche da tempo, allora significa che questi sono comportamenti che appartengono allo stesso status di promiscuità sessuale. Derivano dalla stessa perversione.
Del resto, perché discriminare la pratica necrofila rispetto a quella omosessuale? Il necrofilo potrebbe farsi dare un’autorizzazione ante-mortem dal “partner”.
Una volta aperto il “vaso di pandora” dei “gusti sessuali”, esce di tutto, e non si può decidere, cosa lasciare dentro e cosa no.
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