Gli Israeliani respingono i “profughi”

 

L’esercito israeliano, a differenza della nostra fantomatica Guardia Costiera e dell’ineffabile Guardia di Finanza, sa come difendere i propri confini. E non si lascia intimidire dal ricatto morale dell’accoglienza forzata. Del resto loro, non hanno il marchio della Seconda guerra mondiale a perseguitarli.

Arrivano notizie da eritrei che si trovano in Israele e in Gran Bretagna, secondo le quali venerdì 1° giugno, un gruppo di oltre 70 persone fuggite dall’Eritrea hanno attraversato il confine con Israele. Secondo la loro testimonianza, sono stati costretti dai militari Israeliani di tornare in Egitto, respinti dagli uomini di Tzva HaHagana LeYisra’el, cioè l’IDF (Israel Defense Forces) tra venerdì e domenica. Quattro persone sono riuscite a fuggire, sono entrati di nuovo in Israele e sono ora in carcere di Saharonim. Delle altre persone che sono state respinte nel deserto del Sinai non si hanno più notizie.[nbnote ]http://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2012/06/09/news/eritrei_respinti_da_israele_nel_deserto_in_bala_dei_predoni-36862371/[/nbnote]

Incontrammo questa “Habeshia”, e il suo fondatore, già l’anno scorso durante l’ondata di clandestini a Lampedusa. In quel periodo era spesso questo “prete” il contatto dei clandestini. Lui e la Boldrini, erano i terminali ai quali l’organizzazione telefonava attraverso i satellitari per segnalare la loro presenza non appena superate le acque internazionali. La strategia era questa: arrivare in acque internazionali, sabotare le carrette così da renderle inutilizzabili e poi lanciare l’SoS attraverso Moses Zerai o la Boldrini. A quel punto accorrevano i “nostri”.

Molti familiari stanno contattando l’Agenzia Habeshia per la Cooperazione allo Sviluppo 1, diretta da don Moses Zerai, preoccupati del pericolo che questi 66 perone finiscano di nuovo nelle mani dei predoni. Se le testimonianze dei quattro eritrei saranno confermate dagli altri sessanta sei persone, che hanno subito il respingimento, significa che l’esercito israeliano viola la decisione della Corte Suprema israeliana di non deportare i richiedenti asilo in Egitto. I respingimenti di massa negandoli di fatto l’accesso al diritto di asilo è violazione anche della convenzione di Ginevra. Israele sa bene quali pericoli ci sono nel Sinai, respingere queste persone nel deserto del Sinai equivale a mettere in pericolo la vita di queste persone, si sa come vengono trattati nelle carceri egiziane, dunque Israele con questi respingimenti vìola anche i diritti umani di questi richiedenti asilo politico Eritrei. L’appello al senso civico degli israeliani. Oltre tutto, c’è anche molta apprensione – si apprende dall’Agenzia Habeshia – per tutte le notizie che giungono dallo stato di Israele a proposito delle aggressioni e dei maltrattamenti a cui sono sottoposti centinaia di profughi Africani nelle ultime settimane. Sembra si sia arrivati anche a mettere in pericolo la vita stessa delle persone incendiando le abitazioni dei profughi Africani. “Resta solo la speranza – ha affermato don Moses Zerai – che prevalga il senso civico della maggioranza dei israeliani, di fronte a tanta violenza personale e danni materiali che stanno arrecando dei gruppi minoritari della società israeliana. Chiediamo anche alla comunità Internazionale – ha aggiunto il sacerdote – di vigilare su quanto sta succedendo in Israele, a danno di gruppi vulnerabili quali sono i profughi africani, che vivono in Israele privi di ogni protezione o diritti fondamentali.

Ora provano la stessa strategia in Israele, il solito pianto del “migrante”. Qualcosa ci dice che non funzionerà.
Sarebbe interessante sapere cosa pensano della politica di Israele verso questi immigrati, i Lerner e i Pacifici, sempre pronti a decantare (per gli altri) le bellezze della società multietnica.
E’ evidente, e lo segnaliamo da molto tempo, il sempre più ampio iato ideologico tra ebrei israeliani ed ebrei mondialisti alla Lerner. I primi, affrontano i nostri stessi problemi(xenofili interni, magistrati ostruzionisti), e hanno, a differenza nostra, il permesso di affrontarli in modo “virile” e attuando una legittima difesa. Gli altri, vanno predicando la poltiglia razziale, cercando di disarmare attraverso la retorica dell’accoglienza, le nostre difese.

E’ ovvio il tentativo da parte dei Lerner e dei Pacifici di “ignorare” le vicende dei disordini razziali e dei respingimenti in terra israeliana. Perché altrimenti, non potrebbero più usare il “jolly” dell’antisemitismo nei confronti di chi, in Europa e in Italia, vuole attuare gli stessi provvedimenti che i loro correligionari attuano, legittimamente, in Israele.

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1 comment

  1. sand giugno 10, 2012 1:41 pm  Rispondi

    a livello mediatico non si parla di queste vicende,anche se vanno avanti da tempo.i giornalisti di regime non trattano argomenti scomodi e certe verità non si devono sapere.per quello che riguarda i due viscidi elementi in questione la loro falsità,la loro cattiveria e la loro disonestà fanno schifo a tutti quelli che li conoscono veramente.vogliono per gli altri quello che rifiutano categoricamente per la loro gente e quello che vale per loro non deve valere per tutti quanti gli altri. sono troppo facili da smascherare.dovrebbero essere decisamente molto più furbi ma il punto è che non capiscono.purtroppo per loro sono più belli che intelligenti.

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