Nelle sale del “potere” finanziario l’uscita della Grecia dall’euro è data come “imminente”. Una nota della Banca giapponese Mitsubishi-UFJ[nbnote ]http://www.efxnews.com/story/12752/grexit-imminent-rumors-it-will-talk-place-june-2nd3rd-btmu-others[/nbnote] mette nero su bianco, una data precisa: il fine settimana del 2 Giugno.
Le motivazioni sono ovvie, più tempo l’economia greca passa nell’incertezza, più capitali vengono ritirati dalle banche. Non ci saranno “avvisi di uscita”: sarà improvvisa, veloce e avverrà nella notte.
C’è un altro motivo che fa ritenere tremendamente vicino l’abbandono greco dell’euro o come è ormai definito in ambienti finanziari “GREXIT”, sintesi di Greece e Exit(uscita): è la decisione della Banca centrale svizzera di “tassare” i depositi di cittadini stranieri in Franchi svizzeri, mossa messa in atto per “limitare” il rialzo del Franco, dannoso per l’export svizzero. Infatti il Franco è la moneta di rifugio che sarebbe presa d’assalto nelle ore successive al “GREXIT”, insieme, probabilmente, all’Oro, al Dollaro e allo Yen.
Quindi, allacciarsi le cinture. Il conto alla rovescia ha inizio, pochi mesi e l’Euro sarà gettato nel cestino della Storia. Sarà un “viaggio” pieno di scossoni, “grazie” alla stupidità di chi ha voluto “ingabbiare” nazioni, popoli ed economie diverse in una stupida unica moneta.
Apprendisti stregoni camuffatti da titolati accademici, spargeranno terrore, millantando la “catastrofe” dopo l’euro: ma la catastrofe, è, l’euro.
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